Campania: Caldoro, da noi riequilibrio dei conti. Il buco raccontato ? Un falso  

Campania Felix

04/02/2017

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“Legare la bocciatura del Consiglio dei Ministri alla legge di assestamento della Campania ad un ‘buco’ della mia amministrazione è un falso. Non è nella carte. È quindi una iniziativa politica maldestra, non è il  racconto della verità”. Così Stefano Caldoro, capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale della Campania.

“Fu la mia giunta a leggere,  individuare e correggere, nel 2013, quello che viene definito ‘buco’, fu la mia giunta ad avviare una strategia per un riequilibrio dei conti della Regione. Dall’ anno di insediamento nel 2010 al 2015 , e’ progressivamente e senza sosta migliorato l’indebitamento e diminuito il disavanzo con il raggiungimento del pareggio nell’ultimo dei cinque anni. Costantemente, ogni esercizio finanziario si è sempre chiuso con le entrate che superavano le spese, così da recuperare parte del disavanzo pregresso”

“Cosi’ come e’ iniziata una ‘pulitura’ e ‘accertamento’ delle carte contabili che continua coerentemente anche in questo ultimi periodo. Il disavanzo rilevato – aggiunge Caldoro – è diretta conseguenza del giudizio di parifica della Corte dei Conti sul rendiconto 2013 quando ha, la Corte, opportunamente segnalato la necessità di cancellare residui attivi inesistenti relativi al ciclo integrato delle acque  registrati negli anni dal 2003 e similmente, incassi temporaneamente registrati sulle partite di giro sempre relativamente alle annualità 2003 e precedenti”.  

Accostare quindi la mia azione di risanamento dei conti ad un buco solo  per esigenze giornalistiche è fuori da ogni logica ed e’ un errore nel merito. La bocciatura del Cdm della Campania, come di altre Regioni, attiene auna diversa interpretazione del Governo sulle scelte degli enti coinvolti in merito alle modalità ed alle tempistiche del ripiano del maggior disavanzo rilevato. L’assessorato ha, sul tema, le idee chiare e sarà necessario recuperare il dialogo con l’Esecutivo nazionale” conclude Caldoro.

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