CINGHIALI, COLDIRETTI CHIEDE L’ATTIVAZIONE DELLA CACCIA DI SELEZIONE ANCHE IN CAMPANIA

Campania Felix

03/08/2019

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(Anna Smimmo) – Nonostante il buon lavoro di analisi sulla gestione del cinghiale in Campania e sugli aspetti sanitari, la specie continua ad essere un problema in molti territori della regione. A sostenerlo è la Coldiretti Campania a seguito della Consulta regionale dell’Ambiente. Le richieste di risarcimento danni hanno assunto proporzioni tali da divenire insostenibili. Sono centinaia le aziende agricole che rischiano di veder compromessi i raccolti a causa della sovrappopolazione di cinghiali. Senza parlare degli incidenti stradali e del rischio che comportano per l’incolumità delle persone. Tanto è vero che nell’intera regione i danni causati da questa specie superano di 2 milioni di euro l’anno. Soldi che potrebbero essere usati per modernizzare un settore trainante dell’economia campana.

​La Coldiretti Campania chiede ancora una volta l’attivazione della caccia di selezione anche in Campania. Questo tipo di caccia è adottato in tutte le regioni limitrofe: Lazio, Basilicata, Molise e Calabria. Non si capisce perché, ad oggi, la Regione attraverso i suoi Uffici Territoriali e gli Ambiti Territoriali di Caccia non abbiano utilizzato il prelievo selettivo come azione di contrasto alla diffusione della specie, nonostante sia possibile dal 2012 e nonostante sia inserita nel calendario venatorio, con la presenza di cacciatori di selezione in tutte le province campane.

​Il Piano Cinghiale è stato bloccato dal ricorso al TAR del WWF legato non ad aspetti sostanziali, ma ad aspetti burocratici normativi sconosciuti e non applicati nella altre regioni italiane. Il WWF ha dimenticato che a rimetterci saranno gli agricoltori e probabilmente anche i nostri habitat e le altre specie. Lo sanno bene in Puglia, dove lo stesso WWF ha chiesto l’aiuto dei cacciatori contro il cinghiale nelle sue oasi.

​L’esperienza condotta in altre regioni mostra come la caccia di selezione, se ben organizzata, possa essere un valido aiuto per limitare i danni del cinghiale nelle aree critiche. Non solo, ma essa può essere praticata tutto l’anno e non ha impatti sulle altre specie, a differenza della fauna selvatica fuori controllo che crea uno squilibrio nell’ecosistema. Il cinghiale nelle aree agricole del casertano, nel salernitano, nell’avellinese e nel beneventano è diventato un problema con il quale confrontarsi per chi voglia fare attività agricola. Un fenomeno che tocca nello stesso tempo anche i piccoli orti privati e la sicurezza dei cittadini. Coldiretti è pronta a collaborare attivamente affinché la Regione Campania usi tutti i sistemi conosciuti per ridurre sensibilmente la presenza del cinghiale.

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