Congresso SNAMI a SORRENTO

Campania Felix

28/10/2018

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https://youtu.be/Xmz4m-vyu6U
SORRENTO- (Anna SMIMMO)- Il 25 e il 26 Ottobre sono stati i prime due dei quattro giorni in cui XXXVII Congresso Nazionale SNAMI presenzierà presso il Grand Hotel Vesuvio di Sorrento.
Tema del congresso è “Il medico di medicina generale del XXI secolo, fra semiotica e tecnologia, con anziani
e fragili in aumento e medici in drastica diminuzione”.
Il 25 Ottobre, giorno di apertura dei battelli, sono intervenute diverse personalità importanti della
Campania, per introdurre le questioni più importanti e per dare il benvenuto in territorio Campano a
numerosi medici provenienti da tutto il territorio nazionale. Tra le diverse personalità è intervenuta la
componente della V Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Campania, Flora Beneduce, la quale
si è spogliata per un attimo dei suoi abiti politici per vestire quelli di medico, nonché quelli di specialistica in
diabetologia, per supportare la causa dei suoi colleghi:” E’ importante toccare i punti di criticità che sta
attraversando in questo periodo il nostro servizio sanitario nazionale, soprattutto per quanto riguarda i
medici di medicina generale, che sono le prime figure che prendono in carica il paziente. I problemi sono
tanti, purtroppo all’alba del terzo millennio abbiamo ancora bisogno di tante cose, di nuova tecnologia, di
nuovo personale, infatti, tra qualche anno, saremo con pochi medici perché non si riesce a colmare il gap tra
gli entranti e gli uscenti, sono ancora poche le borse di studio, nonostante debba ammettere che la regione
Campania ha accolto questo grido di dolore e dal 1 Ottobre incrementerà in tale senso il numero di
erogazioni per nuove figure professionali, ma è ancora troppo poco perché non si investe in tecnologia
come i farmaci biologici, come la prevenzione. La nostra deve essere una medicina di iniziativa e non più di
attesa. Dobbiamo lavorare per ottenere le risposte e lottare per ottenere risultati affinché le istituzioni siano
al nostro fianco”.
Dopo l’intervento della dottoressa Beneduce sono state avviate le presentazioni generali, sono stati discussi
i temi da affrontare nei giorni seguenti e sono stati chiariti i punti principali del Congresso.
In totale esclusiva, presente al congresso c’era l’emittente televisiva campana Campania Felix (613 DDT), da
sempre sensibile a temi sanitari che ha trasmetto le immagini e ha accolto importantissime dichiarazioni da
parte dei vertici SNAMI.
Le prime battute sono state quelle del Presidente Nazionale SNAMI, il dottor Angelo Testa:” E’ sempre bello
tornare qui a Sorrento, città che ci ha ospitati gli anni precedenti anche grazie al vicesegretario nazionale
SNAMI, il dottor Caiffa, che si impegna a sensibilizzare il territorio campano in questo ambito. Quest’anno il
congresso verterà su una parte prettamente scientifica, sul nostro ruolo di medici e sulla carenza che si avrà
nei prossimi anni, e su una parte sindacale, in quanto ci sarà il rinnovo delle cariche elettive”.
E’ lo stesso vicesegretario nazionale SNAMI, il dottor Gennaro Caiffa, a intervenire ai microfoni, in
particolare sulla questione campana:” In questi 4 giorni di congresso tenteremo di toccare tutti i punti critici
e in particolare ci terrò molto a sottolineare i problemi della nostra regione Campania, una regione che in
ambito sanitario è ancora molto indietro e che anno dopo anno subisce sempre maggiori tagli che non ci
fanno sperare in un futuro migliore, le questioni da chiarire sono tante e noi siamo qui a combattere”.
Il secondo giorno di congresso, il 26 Ottobre, si è entrati nel vivo della questione. A presenziare la seduta è
stato lo stesso Angelo Testa che ha parlato così ai suoi colleghi:” Cari colleghi e colleghe va a voi il mio
personale saluto a questo XXXVII Congresso Nazionale SNAMI. Da nove anni inizio la mia relazione parlando
della crisi economica che attanaglia il mondo occidentale ed in particolare il nostro paese che soffre
maggiormente questa congiuntura sfavorevole a causa del nostro debito pubblico particolarmente elevato.

Quest’anno voglio essere ottimista, voglio pensare che non si possa vivere di crisi, di tagli, di sacrifici. Gli

italiani e soprattutto i medici di famiglia ne hanno fatti anche troppi! E’ giunta l’ora. Dobbiamo iniziare a
pensare in modo positivo, dobbiamo guardare avanti con la speranza di coloro che sanno di avere dato
molto in termini di dedizione, affetto, introiti mancati per una crisi che è stata soprattutto causata da una
finanza malevola, da un paese dove la politica, l’industria, le grandi lobbies hanno guardato più il sistema
bancario che ai cittadini. Ebbene, noi, oggi, vogliamo ripartire da qui. Dai cittadini. Vi chiederete perché dai
cittadini? Perché noi siamo anche cittadini, prima che medici. Noi smetteremo un giorno di operare come
medici, anche se un medico resta tale sino alla fine dei suoi giorni e sovente anche dopo la sua morte. Lo
resta perché ha lavorato per il bene delle altre pesone, perché ha dedicato i migliori anni della sua vita allo
studio, al lavoro, all’assistenza di chi soffre, di chi è debole, di chi ha bisogno d’aiuto. Ma diventeremo
cittadini quando saremo vecchi, malati, bisognosi di cure e di assistenza. E allora vorremo avere medici
autorevoli, preparati, felici di fare il loro lavoro che si prenderanno cura di noi. Non dimentichiamolo mai:
noi siamo medici! Le persone ci affidano il loro bene più importante: la salute. Questo essere medici va
tenuto sempre a mente, in qualunque momento della nostra vita, dovunque noi siamo. Troppo spesso,
averlo dimenticato, noi per primi, ci ha fatto perdere quella autorevolezza naturale che l’essere medici ci dà.
Non possiamo non pensare a questa perdita quando un medico subisce violenza. Non dobbiamo più
piangere e commemorare colleghi e colleghe uccisi, picchiati, violentati. Noi diciamo NO alla violenza di ogni
genere. Ma violenza non è solo essere uccisi o malmenati. Quella è l’espressione massima, ma violenza è
anche quando chiunque si sente autorizzato ad argomentare, senza averne merito alcuno, le questioni
squisitamente mediche. Violenza è la burocrazia che viene propinata a dosi non certo omeopatiche dalla
norma di turno, creata da politici e burocrati, che sicuramente non sono ignoranti, ma ignorano quello che è
il nostro lavoro quotidiano. Signori politici, non ribaltate più sulla nostra categoria quelle che sono le vostre
colpe. Ci sono troppi codici bianchi? Siamo stufi di sentircelo dire. Ve lo spieghiamo ancora una volta, la
nostra pazienza non ha limiti, abbiamo imparato dai nostri pazienti. I codici bianchi sono, per una certa
percentuale, incomprimibili. Il paziente che si sente male, non essendo medico, si spaventa. Se uno ha
paura di morire, dove va? In pronto soccorso. Non perché non si trova il medico di medicina generale, ma
perché ritiene, a torto o ragione, di necessitare oltre che della visita medica, che otterrebbe anche dalla
medicina generale, anche di esami ematochimici e strumentali. D’altronde non mi è mai capitato in 25 anni
di attività di vedere uan dimissione dal pronto soccorso senza esami, come facciamo noi, decine di volte al
giorno, nei nostri studi. Per un’altra percentuale si tratta di pazienti che, visitati da noi, ottenuta una
prescrizione di accertamenti, si recano al CUP, prendono conoscenza dei tempi biblici per l’esecuzione degli
stessi e vanno in pronto soccorso per saltare la coda. Fateli pagare! Abbiate il coraggio di perdere dei
possibili voti e fateli pagare. Noi perdiamo, giornalmente, dei pazienti certi, solo per fare rispettare le
regole, a volte assurde, scritte da voi. Sembrerebbe facile come sparare sulla Croce Rossa. Allora voglio dare
una mano ai nostri amministratori. L’anno passato, stesso palco SNAMI, vi avevamo dato un’informazione
riservata che avrebbe permesso di evitare disagi, morti, titoli sui giornali. Che cosa ne avete fatto? Nulla.
Probabilmente è ancora una notizia riservata e quindi, siccome vogliamo migliorare il sistema, ve la ridiamo.
A Dicembre in gran parte d’Italia farà freddo. Arriveranno le festività e con loro le giuste vacanze di medici e
infermieri. Arriverà probabilmente anche l’influenza. Se non fate qualcosa, adesso, i pronto soccorsi saranno
pieni, non vi saranno barelle e la gente dormirà sui materassi per terra. E non sarà colpa dei medici di
familglia! Basta con il terrorismo verso la medicina di famiglia, basta con la aura di curare i pazienti. Ognuno
si assuma le proprie responsabilità. Siamo sempre di meno, lo diciamo da anni, è l’ora di fare qualcosa. Nei
prossimi dieci anni andrà in pensione una quantità spropositata di medici. Togliere il numero chiuso a
Medicina e Chirurgia? Potrebbe essere una soluzione, ma non pensiamo sia semplice riformare l’Università,
aumentare il numero dei docenti, ampliare aule e laboratori. Forse sarebbe utile guardare al modello
tedesco, che con un numero di accessi programmati permette a tutti coloro che cercano di studiare medicina di avere una possibilità. Ma non basta. Per legge un medicco laureato può lavorare ma non può
essere stabilizzato all’interno del SSN senza una specializzazione o il corso di formazione in MG. Un medico
deve avere la certezza di potersi specializzare dopo la laurea. Questa opportunità non deve essere un punto
interrogativo. Cosa fare? Si devono programmare i posti di specializzazione tenuto conto delle necessità
reali e del numero di quanti si laureano ogni anno. Non si lascia indietro nessuno. Ogni nuovo medico per
fare le cose per bene ha bisogno di essere supportato da almeno un contratto adeguato. Noi in qualità di
sindacato dobbiamo superare il pudore di parlare di soldi. Noi vogliamo lavorare meglio e guadagnare di
più. Se il medico lavora meglio ed è meglio retribuito ne godrà anche il paziente. Non pensino, Istituti come
INAIL e INPS di poter chiedere in eterno le nostre prestazioni a costi pari allo zero. Questo è il compito dello
SNAMI, questo è il nostro compito. A tal proposito ringrazio coloro che hanno messo il loro lavoro a
disposizione di questo sindacato rendendolo uno tra i primi in Italia. Un ringraziamento di cuore va a tutti
voi che oggi avete avuto la cortesia e la pazienza di ascoltarmi”.
Questo è stato il discorso del Presidente, un discorso forte, diretto, che ha ricevuto forti applausi da tutta la
platea.
Durante la seduta del Congresso, è intervenuto per via telefonica, inaspettatamente, il Vicepremier Matteo
Salvini, che con le sue parole ha appoggiato la causa dello SNAMI:” Voglio augurare buon lavoro a te Angelo
che conosco da un po’ di tempo, buon lavoro a voi, io sono in partenza da Roma a Milano. Spero che a
Sorrento abbiate tempo migliore rispetto a quello che sto lasciando e a quello che sto trovando. Comunque
bando alle ciance, ho letto alcune cose al proposito e allo sproposito, è evidente che bisogna lavorare per il
prossimo futuro, i numeri sono chiari, non si può perdere, non potete perdere come altre categorie
professionali ma voi siete troppo importanti, la metà del vostro tempo è a compilare moduli, a mettere
timbri. Capisco i dubbi di chi sente questi temi dai 5, 15 o 20 anni, con i fatti così come sono e ho l’obbligo di
lavorare insieme a voi per capire come evitare di perdere migliaia di medici sia di medicina generale che
medici ospedalieri. Ogni anno bisogna ripensare all’accesso alla confessione ovviamente che ne sia eletto a
numero chiuso o a numero aperto all’allargamento della specializzazione, l’unica certezza che ho io, in
qualità di vicepresidente del consiglio e che qualsiasi riforma questo come in altri campi non va fatta sulla
testa dei medici ma va scritta insieme ai medici. Voglio ricorrere alla riforma senza coinvolgere coloro che
dopo una vita aprendo lo studio tutti giorni non ottengono i risultati sperati. Non voglio togliere spazio ad
altri interventi e mi sarebbe piaciuto essere con voi e conto di esserci la prossima volta, so che ci sono stati
alcuni problemi, alcune vertenze a livello regionale, ne abbiamo parlato con Angelo, dal Veneto alla
Lombardia. E tutte le regioni del sud a tutti i miei limiti e difetti, contate su di me perché ho due bambini e
perché ci tengo che i medici di medicina generale tornino ad essere quel perno centrale che erano qualche
anno fa. Vorrei che tornassero ad essere e che perdessero sempre meno tempo a prendersi la
responsabilità di scegliere. Credo che qualcuno abbia tolto scientemente la voglia e la possibilità di
scegliere mettendo tanti vincoli e tante preoccupazioni che sono lesive alla dignità di un mestiere che è uno
dei più belli e più difficili del mondo. Con questo voglio augurarvi un in bocca al lupo e buona scelta delle
cariche rispettive e spero di incontrarvi presto”.
La telefonata del Vicepremier è stata molto apprezzata dai medici in sala che avranno altri due giorni per
discutere di questioni sindacali e scientifiche, con una marcia in più, quella di sentirsi appoggiati
ideologicamente dallo Stato.

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