ISCHIA- BASTA MORTI SULLA SOPRAELEVATA, “LA STRADA DELLA MORTE”! LA SI METTA IN SICUREZZA.

Campania Felix

25/08/2019

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ISCHIA- (Anna Smimmo)- A quindici giorni di distanza dalla tragica morte del piccolo James, purtroppo anche sui social network sono scemate le polemiche sull’estrema pericolosità della variante esterna di Ischia, detta “strada della morte” a causa dei numerosissimi incidenti che si sono registrati lungo il suo percorso. E il rischio, grosso, che si riscontra è quello che nemmeno questa volta si riesca ad ottenere la messa in sicurezza della sopraelevata sino a riparlare della sua pericolosità quando malauguratamente dovesse scapparci qualche altro morto. Si ha il dovere morale di fermare questa lunghissima striscia di sangue, questa tragica strage di innocenti.  “Ora o mai più” visto che  l’Amministrazione della “Città Metropolitana”, ente proprietario della strada, avendo annunciato lo stanziamento di 5,5 milioni di euro per la messa in sicurezza delle strade isolane di sua competenza, oggi ha la possibilità concreta di farlo. E deve farlo senza se e senza ma. Ma per farlo c’è bisogno che l’amministrazione di Ischia guidata da Enzo Ferrandino spinga affinché vengano accolte le proposte avanzate pubblicamente da tempo dal Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, matanti i dubbi che insorgono visto che politicamente parlando, sulla questione, l’amministrazione continua a dimostrarsi totalmente priva di sensibilità umana in quanto nonostante le ferme richieste del nostro Partito, la domenica sera con la chiusura di via Iasolino continua a dirottare i motorini sulla sopraelevata  facendo rischiare l’incidente mortale ai nostri figli come accaduto domenica scorsa a seguito dell’ennesimo incidente stradale che ha coinvolto due sedicenni in scooter e che solo un caso ha voluto non finisse in tragedia. Proposte concrete, quelle del P.C.I.M-L., che potrebbero rendere sicura la sopraelevata in pochissimi giorni se ci fosse la volontà politica di farlo, così come sono state rese sicure le strade napoletane dove sino a qualche anno fa si contavano morti tutti i giorni. Innanzitutto così come avvenuto già su via Marina a Napoli e lungo la strada che collega Pozzuoli alla città partenopea e di cui vedete le immagini, bisogna creare uno spartitraffico di cemento che divida le due corsie. Uno spartitraffico che, oltre a fare da barriere per evitare che le auto in corsa finiscano nell’altra corsia come accaduto per la morte di James, obblighi auto e  motorini provenienti dai tantissimi varchi presenti ad immettersi sulla propria destra senza invadere la corsia opposta. Inoltre, per fermare la folle corsa di auto e motorini, la cosa più efficace sarebbe la  collocazione dei dossi. Ma i dossi sono vietati lungo le strade percorse dai mezzi di soccorso. E allora come ovviare all’impossibilità di mettere i dossi? L’unico modo  per farlo è creare i necessari passaggi pedonali regolati dai semafori così come ad esempio avviene su via Marina a Napoli dove proprio la presenza dei semafori rallenta il traffico lungo quella strada. Le strisce pedonali potrebbero essere anche rialzate da dossi non superiori ai dieci centimetri. Dossi che in questo caso non sarebbero  fuori legge. Passaggi pedonali e semafori, ovviamente, andrebbero collocati contestualmente alla realizzazione dei marciapiedi la cui creazione non è più procrastinabile nel tempo visto che per la massiccia presenza di case ed attività varie sono tantissimi i pedoni che quotidianamente percorrono la sopralevata. Marciapiedi che per dare sicurezza ai pedoni devono essere delimitati, lato strada, dai guardrail allo stesso modo di come avviene a Lacco Ameno lungo la salita dell’ex strada statale 270  che costeggia Villa Arbusto. Queste sono le proposte che il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, guidato dal Segretario generale Domenico Savio, chiede di valutare al sindaco della Città Metropolitana e a quello del comune di Ischia, Enzo Ferrandino. Si spera checiò avvenga quanto prima e, intanto che si metta in sicurezza la sopraelevata, ci siano controlli e posti di blocco continui, di giorno e di notte, da parte delle forze dell’ordine così da scoraggiare l’alta velocità e via Iasolino non sia più chiusa, la domenica sera, al passaggio dei motorini. Anzi, il Comune si faccia carico di una campagna di sensibilizzazione efficace e capillare con cui si inviti gli scooteristi a percorrere il centro cittadino e non la strada della morte.

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