La candidatura dell’isola di Procida a Capitale della Cultura 2022

Campania Felix

20/11/2020

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(Anna Smimmo) – Grande apprezzamento della commissione Cultura per lo spirito della candidatura di Procida a Capitale della Cultura per il 2022. Per illustrare il progetto la presidente Elena Coccia ha invitato Agostino Riitano, il project manager di “Matera capitale europea della cultura 2019”. «La cultura non isola» è il tema del dossier con il quale la candidatura è stata presentata e accettata nel novero delle dieci città che si contendono il titolo. La discussione sulla candidatura è stata l’occasione per una approfondita riflessione su che cosa sia la cultura, da non confondere con l’intrattenimento culturale, e sulla dialettica tra valori identitari e rinnovamento, binomio di cui Procida, come ha concluso Elena Coccia, è metafora.

Si dovrà attendere la fine di gennaio 2021 per sapere se Procida riuscirà ad aggiudicarsi l’ambìto titolo di Capitale italiana per la Cultura 2022, che non è solo onorifico ma anche un importante volano per lo sviluppo del territorio e, in questo caso, del territorio metropolitano di Napoli. Unica tra le città campane a comparire tra le dieci finaliste, il progetto che promuove Procida può contare su una impostazione visionaria che collega idealmente “L’isola di Arturo” all’area flegrea e a tutte le piccole isole del Mediterraneo. Si tratterà, nei prossimi 50 giorni, ha spiegato la presidente della commissione Elena Coccia, di sostenere il progetto favorendo, come ha richiesto il project manager Agostino Riitano, la più ampia cooperazione istituzionale, a partire ovviamente dalla Città Metropolitana e dalla Regione Campania. Procida, ha detto Coccia, è metafora dell’incrocio tra la cultura intesa come valore identitario e la cultura intesa come rinnovamento e apertura al nuovo. Altro pregio del “dossier Procida” è la sua impostazione di fondo, critica della “monocultura turistica” che riduce la cultura a intrattenimento per turisti e i centri storici a territori di “consumo”; un rischio che anche Napoli ha corso negli ultimi anni, prima del Covid.

La candidatura di Procida è un progetto visionario ed epocale per il destino della città metropolitana di Napoli, ha esordito Agostino Riitano. Nel dossier presentato per la candidatura non c’è nessun “eventificio” né ci si limita alla valorizzazione dell’identità tradizionale e marinaresca dell’isola. Si tratta piuttosto della progettazione di politiche culturali pubbliche che producano effetti positivi per la comunità per i prossimi dieci anni. Il tema che accompagna il progetto, «La cultura non isola», scelto prima della pandemia, sottolinea il ruolo della cultura nella creazione di legami tra le persone e tra le comunità: metaforicamente, se tutti siamo isole, la cultura crea ponti e costituisce arcipelaghi. Per l’isola di Procida il mare che la circonda non costituisce una barriera: è anzi la possibilità di attraversarlo per creare legami, innanzitutto con il territorio flegreo. Tutte le piccole isole del Mediterraneo, anche quelle piccolissime, sono già state coinvolte nel progetto, perché il fine è quello di creare connessioni e superare i confini identitari, politici e culturali. È una visione alternativa alla mera valorizzazione del patrimonio culturale e, soprattutto, alla gentrificazione turistica: l’epidemia da Covid-19 ha dimostrato quanto siano fragili economicamente e culturalmente i modelli di sviluppo fondati sull’over-tourism. Il dossier presentato ha permesso a Procida di far parte delle 10 città finaliste. La scelta della giuria e del Ministero per i beni e le attività culturali dipenderà dalla valutazione dei suoi elementi interni ma anche dal supporto che le istituzioni sapranno dare per creare una massa critica nell’opinione pubblica nazionale alla candidatura. 

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