Meeting di Rimini. Card. Bassetti ai giovani: ogni vocazione è una chiamata d’amore.

Campania Felix

19/08/2019

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(Anna Smimmo)- Il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, interviene alla 40.esima edizione del Meeting di Rimini, in corso fino a sabato sul tema: “Nacque il tuo nome da ciò che fissavi”. Al centro delle riflessioni del porporato i giovani e le loro speranze di futuro, in un mondo sempre più caratterizzato da un “materialismo nichilista”.

“La concretezza di andare verso il prossimo non è in contrapposizione con la capacità di sognare. Anzi, sono due dimensioni intimamente legate e tenute assieme dalla gioia di seguire Gesù abbandonando le sicurezze del mondo”. E’ uno dei passaggi dell’intenso intervento pronunciato dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Conferenza episcopale italiana, al Meeting di Rimini. Il porporato, riflettendo sul tema: “Non fatevi rubare i sogni, sono il futuro”, mette a fuoco il pericolo contemporaneo di essere attratti preminentemente da “un materialismo nichilista senza alcuna cura verso l’altro che sta nella sofferenza e senza uno slancio autentico verso il futuro”. Ormai da molti decenni, rimarca, “nel discorso pubblico, è usuale parlare dei giovani attraverso un linguaggio denso di retorica e buoni sentimenti, ma con poca attenzione alla vita concreta dei ragazzi e soprattutto con un discutibile senso di responsabilità verso di loro”.

I talenti dei giovani non finiscano nella palude della società

Il presidente della Conferenza episcopale italiana parla dei giovani e della loro sete di speranza, così come degli adulti e delle loro responsabilità. Spetta, infatti, agli adulti il compito “dell’annuncio”: saper comunicare la bellezza di una vita senza “scorciatoie e compromessi”, senza “cedere alle lusinghe effimere della società e senza inginocchiarsi ai falsi idoli del mondo”. “La vita vera è infatti – sottolinea – una vita di incontro e non di divisione; una vita di carità e non di potere; una vita di amore e non di sentimenti. Perché saremo giudicati sull’amore. E sull’amore siamo chiamati a discernere la nostra vocazione”. Solo in questo modo i giovani potranno davvero valorizzare i propri talenti.

I giovani che io conosco – e che ho conosciuto in molti anni di sacerdozio – sono infatti giovani ricchi. Anzi, ricchissimi. Non di denaro ma di talenti. Nella maggioranza dei casi, però, questi talenti non vengono riconosciuti. Rimangono sepolti nel deserto o, forse dovrei dire, nella palude della nostra società. Ho purtroppo la netta sensazione che il nostro Paese non riesca minimamente a valorizzare i talenti, le capacità e le attitudini dei nostri giovani.

Di qui l’invito del cardinale Gualtiero Bassetti ai giovani a non farsi “rubare i sogni”, che “non sono pure evasioni, ma fondamento di un futuro tutto da creare con coraggio e con la forza dello Spirito”. Un passaggio fondamentale, nella costruzione di un futuro veramente umano, è riscoprire il vero significato del “concetto di relazione”.

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