OPERAZIONE VERITA’ – UNITI PER I NOSTRI DIRITTI

Campania Felix

20/11/2018

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(di Francesco Topo) si è svolto, presso l’hotel Ramada di Napoli, il congresso “Operazione Verità Del Movimento Unitario Giornalisti” presieduto dal Vicepresidente dell’ODG della Campania Domenico Falco.
I temi di discussione sono stati diversi, le problematiche che attanagliano questa categoria negli ultimi anni, con maggior rilievo alla questione del precariato. La protagonista del congresso è colei che dà il nome allo stesso, la Verità, il vicepresidente Falco, insieme a una vastissima platea di colleghi, ha deciso di parlare, di far sentire la propria voce dopo mesi di silenzio e di soprusi da parte di una categoria che non è più unita, sgretolata da conflitti interni che sta portando il giornalismo da sano e puro mestiere professionale a campo di battaglia politico e istituzionale.
I Giornalisti Uniti, guidati dallo stesso vicepresidente dell’ODG Campania, si sono muniti delle proprie armi intellettuali per salvaguardare loro stessi e la propria categoria dopo le accuse mossegli nei mesi precedenti da un’ampia schiera di colleghi che hanno rifiutato l’ingresso di questi ultimi nel Sindacato dei Giornalisti.
Moderatore del congresso è stato Salvatore Campitiello che così ha aperto la discussione:” La nostra categoria sta attraversando problemi enormi, precariato, licenziamenti, abusi istituzionali. Le nostre agenzie stampa devono fungere da riferimento per l’opinione pubblica, il nostro ruolo è quello di dare voce al popolo, e per farlo, necessitiamo della fiducia dei cittadini, prerogativa per guadagnarcela è l’unita del nostro mestiere, unità che, negli ultimi anni, è venuta a mancare”.
Dopo questa breve introduzione sui problemi da affrontare, la parola è passata a Domenico Falco, accolto con caldi applausi, di chi, necessitava della voce del leader per affrontare la lotta:” Sono stanco di sentirmi oggetto di fango per difendere questa categoria. L’Operazione Verità era necessaria, per otto mesi ho taciuto, ma ora basta. Abbiamo diviso gioie e dolori, ognuno è stato vicino all’altro, credevano che eravamo 150 fogli di carta, senza coscienza. Io ora vi racconto tutto. Venni chiamato agli inizi del 2018 da alcuni colleghi che mi proponevano di unificare i sindacati, cosa che accetto di fare, comincio a girare tutta la Campania per raccogliere le vostre adesioni, sono riuscito ad ottenerne 150. Dopo questa raccolta firme, dopo questo impegno preso con la professionalità che mi contraddistingue, vengo a sapere che le nostre adesioni non erano state accettate. Lì ho capito tutto. La meschinità di una piccola schiera di colleghi, legati indissolubilmente al potere politico, vedeva in noi, giornalisti liberi da ogni potere, professionisti, legati solo ed esclusivamente dall’amore per la notizia, un nemico, un problema da risolvere, una gruppo che poteva creare problemi ai vertici del potere. La meschinità di una parte ha infangato una categoria intera, senza capire che, in questo modo, con questa forma mentis, il giornalismo sarà destinato a sprofondare. Noi non siamo quelle 150 schede, come ci hanno accusato, noi siamo esseri umani, noi esistiamo, siamo veri, non ci nascondiamo dietro false identità. Non hanno cercato di ferirci, hanno cercato di ucciderci. Oggi, in questo congresso, con la vostra numerosa presenza, abbiamo dimostrato di non essere solo dei fogli di carta, anzi, abbiamo dimostrato che siamo gli unici che entriamo nelle stanze del potere a schiena dritta, lì dove gli altri, entrano in ginocchio. Voi per me rappresentate la vita, la forza e il coraggio di continuare”.
Tra gli incitamenti e gli applausi di consenso della folla è intervenuto anche lo stesso presidente dell’ODG della Campania, Ottavio Lucarelli, che con queste parole ha espresso i valori di una categoria:” Siamo qui, tutti riuniti, per la legalità, l’umanità e la verità, valori supremi per il nostro mestiere. Quella che si definisce ‘la casa di tutti’, il sindacato, ha creato una setta dove non ci si può iscrivere. Per mesi abbiamo subito intimidazioni, abbiamo navigato al buio tra le sabbie mobili, ma ci siamo sempre rialzati, continuando il nostro cammino, grazie alla nostra stella polare, la verità”.
Il congresso è continuato tra gli interventi di giornalisti ed editori che hanno affrontato le problematiche presenti e le possibili soluzioni future.
Dopo il dibattito si è passati alla votazione ufficiale per sancire e congelare le adesioni in totale trasparenza, tutto in diretta televisiva. I presenti, all’unanimità, hanno dato il proprio consenso a continuare la lotta, dimostrando così di non essere solo fogli di carta o schede prive di coscienza, ma di essere anime pronte a far valere il proprio intelletto, la propria professionalità per il prossimo futuro.
L’Operazione Verità è viva, il giornalismo può ancora essere salvato.

 

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