Il partito dei Pensionati d’Europa: Vogliamo chiarezza sui bilanci e le condizioni di cassa dell’INPS. Pensioni non inferiori ai 1000 euro mensili

Campania Felix

02/03/2017

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Il partito dei Pensionati d’Europa: Vogliamo chiarezza sui bilanci e le condizioni di cassa dell’INPS. Pensioni non inferiori ai 1000 euro mensili

Il Partito Pensionati d’Europa si propone di essere la voce attraverso la quale denunciare ingiustizie e reclamare un necessario cambiamento per garantire un’esistenza dignitosa ai tanti pensionati italiani. A questo proposito un punto del programma politico  è  “rivendicare il diritto – sostiene il leader del partito Fortunato Sommella – di 20 milioni di italiani di avere chiarimenti rispetto alle somme che l’INPS ha incassato e che poi istituzionalmente deve erogare a coloro che arrivano all’età della pensione”. Secondo il segretario regionale del partito la confusione dei conteggi e la movimentazione poco chiara di risorse derivano dalla progressiva assunzione da parte dell’ente previdenziale, oltre che delle prestazioni previdenziali, erogazioni di pensioni che coprono i periodi in cui non si lavora, anche di quelle assistenziali, volte a dare un sostegno economico ai cittadini con un basso reddito o nullo, che hanno inevitabilmente pesato sul capitale contributivo riscosso. Inoltre a rendere povere le casse dell’Inps è stata la fusione con l’ex INPDAP, ente di previdenza per i dipendenti pubblici che ha comportato il trasferimento oltre che delle funzioni ad esso preposte anche un ammanco di ben 16 miliardi euro, generato dal mancato versamento di contributi da parte dello Stato e dei tanti Enti  ed Amministrazioni pubbliche operanti nel nostro Paese. In considerazione di ciò il partito avanza la proposta di apportare modifiche all’impostazione della gestione delle risorse per garantire ciò che spetta a ciascun pensionato, sulla base dei contributi versati. La povertà di coloro che ricevono un trattamento pensionistico d’altronde non passa inosservata e un’altra proposta del dossier politico del partito è “l’adeguamento delle pensioni anno per anno al costo della vita” e l’aumento delle pensioni a 1000 euro mensili, sia quelle derivanti dal versamento dei contributi che quelle derivanti dalle disposizioni statali in relazione ai compiti istituzionali dello Stato. Il tutto previsto da norme costituzionali. “In modo – continua Sommella – da mettere nelle condizioni che tutti di fronte alle necessità della vita siano trattati alla stessa maniera”. Per quanto riguarda le pensioni d’oro maturate per l’esercizio di cariche politiche, seppur riconoscendo l’elevato importo con il quale incidono sulla spesa pubblica, il partito chiede che s’imponga al beneficiario la scelta tra un trattamento pensionistico come dipendente privato o pubblico oppure come “eletto dal popolo” nelle Istituzioni. In merito alle pensioni anticipate, tema tanto discusso in quest’ultimi tempi, il partito riconosce la necessità di una maggiore flessibilità per la concessione di anticipi, ma con una lieve ‘penalizzazione’, che consiste nel percepire la pensione esclusivamente proporzionata ai contributi prima dell’età pensionabile, una volta raggiunta la quale la pensione riceverà un adeguamento per effetto di una rivalutazione dei suddetti contributi al valore corrente. Posizioni di questo genere, sostiene Sommella, sono previste, grosso modo, nei provvedimenti adottati dal Governo Renzi, che hanno in parte modificato le iniziative legislative della Fornero. Infine, secondo le affermazioni di Sommella riferite alle prossime scadenze elettorali, il Partito Pensionati d’Europa prevede la presentazione di proprie Liste di candidati alle elezioni amministrative di giugno ed è pronto per affrontare eventuali elezioni nazionali, anche se si dovessero tenere nel prossimo mese di settembre.

Marianna Puzone

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