PIU’ IMPRESE IN CAMPANIA RISPETTO AL RESTO D’ITALIA LA REGIONE SEGNA UN TREND IN CONTROTENDENZA MENTRE IN ITALIA NASCONO MENO IMPRESE RISPETTO AL 2019 MA LA CAMPANIA SPICCA CON + 3143 FIOLA (UNIONCAMERE): “MA ORA OCCORRONO INTERVENTI MIRATI DA PARTE DEL GOVERNO”

Campania Felix

27/07/2020

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La Campania chiude il secondo trimestre dell’anno con un saldo attivo di +3.143 imprese rispetto al 31 marzo scorso. E’ la migliore performances a livello nazionale rispetto al saldo tra chiusura e apertura di realtà economiche sul territorio italiano. L’effetto Covid continua a frenare la voglia di fare impresa degli italiani e determina una riduzione in termini di bilancio complessivo del 32% in meno rispetto al 2019, con un saldo comunque positivo di +20mila tra aprile e giugno. Una crescita lenta, a basso regime, nella quale è comunque il Sud a spiccare con 8905 imprese in più, ovvero il 45% dell’intero saldo nazionale. E’ quanto emerge dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e Infocamere. Il presidente di Unioncamere Campania, Ciro Fiola, analizza così il dato: “Il Sud e la Campania si confermano per la loro capacità di interpretare la crisi in maniera produttiva. Mettendo in campo qualità e competenza. Il Governo deve intervenire per dare sostegno a questa vivacità imprenditoriale, con azioni mirate per abbattere il costo del lavoro”.
Fiola ricorda anche il sostegno messo in campo dalla Camera di Commercio di Napoli e l’imminente avvio dei primi bandi: “Entro la fine di luglio pubblicheremo i primi bandi, per 9 milioni di euro, dedicati al settore turismo e cultura. Si tratta della prima tranche dei 50milioni di euro che l’Ente ha stanziato a sostegno delle imprese”.
Il vice presidente vicario della Camera di Commercio di Napoli, Fabrizio Luongo con delega all’Artigianato, dal canto suo fa notare come al bilancio del trimestre abbia contribuito per circa un terzo (il 32,5%) proprio la componente artigiana, che ha chiuso il periodo con un saldo attivo di 6.456 imprese (18.943 le iscrizioni di nuove imprese contro 12.487 cessazione”.
Per le imprese artigiane, la regione di elezione nel secondo trimestre dell’anno è stato il Lazio, dove si è registrato il saldo piú elevato tra aperture e chiusure: 1.257 unitá. Seconda la Campania (+914), poi Lombardia (+570) e Puglia (+562).

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