SENTENZA CASO RUBEN. POPOLO DELLA FAMIGLIA E LA SITUAZIONE POLITICA DOPO IL NO

Campania Felix

10/12/2016

398 visualizzazioni

SENTENZA CASO RUBEN. POPOLO DELLA FAMIGLIA: “PERICOLOSO CHE IN UN PAESE DEMOCRATICO A DECIDERE SU QUESTI TEMI SIANO I GIUDICI E NON I POLITICI. ASPETTEREMO DI LEGGERE LA SENTENZA E POI VALUTEREMO IL DA FARSI. C’E’ BISOGNO DI RIAFFERMARE IL RUOLO DEL PARLAMENTO SU QUELLO DELLE PROCURE”.
È preoccupato il Popolo della Famiglia di Napoli in seguito alla notizia della sentenza emessa nella tarda serata di ieri sul caso Ruben, il piccolo nato in Spagna da due donne sposate in territorio iberico che ne chiesero il riconoscimento e la conseguente trascrizione integrale dell’atto di nascita registrato nel Paese ispanico anche in Italia.
“A Napoli il Sindaco De Magistris, con una palese forzatura della legge, impose allo Stato civile la trascrizione del neonato col doppio cognome – riferiscono Paolo Buonaiuto e Luigi Mercogliano, esponenti del Movimento di Mario Adinolfi, che in quella occasione convocarono proprio nella sala del consiglio comunale una conferenza stampa della Rete Nazionale dei Circoli La Croce col leader del PdF – noi denunciammo con forza la violazione della norma e pochi giorni dopo il Prefetto Pantalone annullò l’atto”.
Il Comune promosse quindi ricorso ed oggi la sentenza da ragione a Palazzo San Giacomo.
“Si continua a superare qualsiasi ostacolo partendo dal concetto dell’interesse del minore – dichiara Paolo Buonaiuto, avvocato rotale e matrimonialista, esponente locale del PdF – da questo punto di vista, piano piano si sta consolidando l’immagine del genitore sociale che potrà sostituirsi al genitore naturale e ovviamente, continuando su questa strada, oltre a confondere paternità e maternità arriveremo ben presto a legittimare la pratica della filiazione nelle coppie omogenitoriali”.
Gli fa eco Luigi Mercogliano, giornalista ed esponente del Movimento pro life nato dalle piazze del Family day: “La sentenza fa venire a galla la grave situazione in cui si trova il Paese, con un Governo che ha approvato una legge pasticciata e piena di contraddizioni come la 76 del 2016, quella sulle unioni civili, sotto la pressione mediatica delle lobby LGBT e quasi auspicando che la Magistratura intervenisse a coprire le falle evidenti di un impianto normativo scritto alla men peggio. E questa non si è fatta e non si fa attendere, sostituendosi senza pensarci su due volte ad un Parlamento assente e ad una Politica remissiva, resa ancora più inerme ed inconcludente dai disegni riformisti fallimentari del premier, che col referendum ha monopolizzato una intera stagione politica bloccando per mesi il Parlamento e l’azione dell’Esecutivo”.
Il Pdf Napoli – conclude la nota – valuterà insieme al coordinatore regionale Raffaele Adinolfi ed ai vertici nazionali del Movimento le azioni da mettere in campo dopo aver letto la sentenza, chiarendo fin da adesso che non si intende con questo danneggiare in alcun modo il piccolo Ruben, ma si vuole scongiurare innanzitutto che questa ed altre sentenze precedenti e future possano fungere da apripista per la legalizzazione di prariche orrende come l’utero in affitto; e, nel contempo, si vuole con forza e convinzione sensibilizzare l’opinione pubblica sulla opportunità che la Politica torni a svolgere fino in fondo il suo ruolo che è soprattutto quello di fare le leggi senza essere continuamente influenzata dalle Procure ‘legiferanti’.

Popolo della Famiglia Napoli

Comments

comments

Condivi il post su: