

Settembre al Borgo, manifestazione artistica e culturale di Caserta Vecchia giunta alla sua 51esima edizione, con la sua storia e le sue bellezze, ha accolto la musica, il teatro, la danza e le diverse forme espressive di artisti provenienti da varie culture. Una vera promozione del territorio attraverso la sua stessa storia e quella di altri mondi.
Come negli ultimi anni, la presenza del direttore artistico Enzo Avitabile, che nulla ha da invidiare ai numerosi nomi eccellenti che lo hanno preceduto nel passato, ha indiscutibilmente determinato il grande successo della importante kermesse.

Grazie alla sua altissima competenza musicale e le sue eccellenti scelte delle arti più varie e senza mai dimenticare tutti i suoi collaboratori tra cui spicca il preziosissimo contributo del suo inseparabile amico ed agente Andrea Aragosa esperto d’arte e di tanto altro, ed ancora, quello del giornalista e scrittore Luigi Ferraiuolo con il suo “Borgo di Libri” che ha affiancato le serate musicali ed artistiche coordinando le numerose presentazioni del suo settore culturale con testi presentati e commentati da ospiti illustri, è stato un enorme successo per il grande musicista e compositore Enzo Avitabile.

Un lavoro gigantesco per una manifestazione sostenuta “(nei limiti consentiti dalle disponibilità economiche mese in campo)” dal Comune di Caserta e finanziata dalla Regione Campania, questa edizione di Settembre al Borgo ha presentato un cartellone ricco di spettacoli ed iniziative ad accesso gratuito che hanno visto come protagonisti artisti di fama internazionale.
Il fisarmonicista francese Richard Galliano, il compositore premio Oscar Nicola Piovani , il percussionista indiano Trilok Gurtu & Arké String Quartet , il pianista e performer Venovan (in Foto) ,il compositore iraniano Alireza Mortazavi , il chitarrista fingerstyle Andrea Castelfranato ed il performer danzatore Ziya Azazi di cui potete ammirare alcune foto delle sue eccezionali performance.

Avitabile ha centrato in pieno, anche quest’anno, scelte artistiche anche difficili viste le già citate possibilità economiche disponibili mettendo in campo tutte le sue forze e quelle del suo amico ed agente Andrea Aragosa per ottenere splendidi risultati a beneficio del grande pubblico intervenuto.
“Il Settembre al Borgo” resta ancora il centro delle iniziative culturali della nostra città ed è uno dei festival più antichi del panorama campano,cosi ha dichiarato il sindaco Carlo Marino ,precisando che anche quest’anno, oltre alla qualità degli eventi in cartellone, c’è stato il consueto appuntamento con ‘Un Borgo di Libri’, durante il quale sono intervenute tante personalità di assoluto rilievo del panorama letterario ed istituzionale”.

Questo è stato un grande festival, che ha consentito a tutti noi di apprezzare spettacoli di altissimo livello, respirando appieno l’atmosfera del Borgo, anche attraverso percorsi enogastronomici, preziosi per la valorizzazione del territorio”, cosi ha spiegato l’Assessore alla Cultura Enzo Battarra. Per “Un borgo di libri”, la sezione è stata curata da Luigi Ferraiuolo, con tantissimi ospiti tra cui Nicola Gratteri, Paolo Bricco e Antonio Calabrò.
Vorrei solo soffermarmi su uno degli artisti portati da Avitabile che a mio giudizio resta tra le cose più uniche e belle viste al festival , parlo del ballerino Ziya Azazi .

Nato nel 1969 a Antiochia in Turchia, nel 1986 si è spostato a Istanbul dove si è laureato in ingegneria. Negli anni dell’università inizia a studiare danza e dal 1990 al 1994 lavora con il Teatro di Stato di Istanbul dove crea le sue prime coreografie. Nel 1999 riceve il premio durante la Summer Dance Week di Vienna (Dance Web), che comprende una menzione d’onore da parte del Ballett International Magazine come “The Most Outstanding Dancer of the Year for Austria”.

Il premio viene ricevuto per la sua performance Unterwegs Tabula Rasa. Tra il 2000 e il 2002 viene scritturato dal Vienna Volksoper, Austria, Theaterhaus Stuttgart, Germania, e dal Grand Théatre di Ginevra, Svizzera.
Nel 2004 lavora con Jan Fabré – Trobleyn. Tra il 2005 e il 2007 partecipa alla piece d’Orient della Compagnie Thor. Ha lavorato con molti artisti come Cem Ertekin, Aydin Teker, Sebastian Prantl, Philippe Arlaud, Anne-Marie Gros, Ismael Ivo, Marcia Haydée, Yoshi Oida e Thierry Smits.

Nel 1999 inizia a studiare le danze tradizionali dei Sufi e ha coreografato molte interpretazioni su questo tema come si può vedere in Work in Progress I & II.
A queste coreografie hanno partecipato musicisti come Mercan Dede, Sertap Erener e Sabri Tuluğ Tırpan. Due di questi assoli, Dervish in Progress (2004 / Barcelona) e ’Azab (2005 / Sao Paulo) costituiscono il programma Dervish, portato in scena in tutto il mondo. In collaborazione con il musicista francese Serge Adam, ha sviluppato Icons, che è stato presentato per la prima volta a Grenoble, Francia, a Novembre 2007. Il suo lavoro più recente Deplacé è stato presentato a Royaumont, Francia nel dicembre 2008 in collaborazione con il musicista libanese Zaad Moultaka.



Ha partecipato a vari festival internazionali tra cui Polyzentral, Hamburg, Liteside, Amsterdam, Teatro Europeo, Torino, Dias de Danza, Barcelona Sitges, Sziget, Budapest, Trafalgar Square, Londra, Images of the Middle East, Copenhagen, Danse en Ville, Brussels-Luxembourg, I-DANS Solists, Istanbul, Les Eclats Choreographiques, Niort, III Festival de Solos y Duetos, Venezuela.
Ha eseguito i suoi lavori al National Museum di Singapore, National Library, Londra, St. Irene Church, Istanbul, Fadjr International Theatre, Tehran, e al gala di inaugurazione del 44° Golden Orange Film Festival, Antalya.


La sua spettacolare esibizione nella danza popolare “Sufi “ha emozionato non poco lo scrivente e tutti i presenti alla serata.

La magia della danza Sufi è praticata anche in modo spontaneo in particolare in Iran, sia dagli uomini che dalle donne. La danza Sufi non è una semplice attività artistica d’intrattenimento, ma una forma di meditazione attiva, o anche un’arte spirituale praticata da sempre più uomini e donne in tutto il mondo. Viene detta anche Samà che in arabo significa «ascolto spirituale». L’obiettivo del Samà è di mettersi all’ascolto di una fonte d’ispirazione che ci trascende.

La sua caratteristica che richiede grandi doti fisiche del danzatore è il movimento rotatorio che vuole rappresentare il movimento cosmico, la rotazione dei pianeti e della terra attorno al sole, motivo per cui il ballerino gira verso sinistra.
Questo gli permette di trovare il suo centro, di stabilire una connessione con se stesso e di ricercare l’equilibrio e la pienezza in uno spazio di totale libertà.
Vengono utilizzati anche altri movimenti, come il regolare piegamento in avanti e indietro del busto dalla terra verso il cielo con un lasciarsi andare totale.
Pino Attanasio



