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MUSCARÀ/RONGHI: A ROMA PAPOCCHIO DE LUCA/FICO PER LE REGIONALI E IN CONSIGLIO DA CENTROSINISTRA “SISTEMAZIONI DI FINE LEGISLATURA”

Napoli, 27 agosto 2025 – «La ‘mala politica’, che allontana la gente dal voto, è proprio quella che sta emergendo in questi giorni sul papocchio tra padre e figlio De Luca e Fico, concordato a Roma, dopo che per anni hanno sostenuto che le decisioni andavano prese sul territorio, ancor di più se si tratta di fare danni in Campania. A questo si aggiunge anche il servilismo politico di alcuni Consiglieri regionali di maggioranza che si stanno adoperando per sistemare le proprie cose e quelle di De Luca, prima della fine della legislatura. Oggi è il caso di denunciare le stranezze che riguardano i responsabili degli uffici di diretta collaborazione e il probabile tentativo di collocare in Consiglio una parte dei comandati».

È quanto affermano la consigliera regionale Maria Muscarà e il presidente di Sud Protagonista, Salvatore Ronghi.

«Con una norma contenuta nel Regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione a supporto degli organi politici del Consiglio regionale della Campania, approvato il 30 luglio scorso, i compensi dei responsabili di tali strutture vengono equiparati a quelli dei dirigenti dei servizi di prima fascia del Consiglio regionale. È previsto, però, che possano ricoprire tali ruoli non solo dirigenti e funzionari laureati, ma anche persone prive di titolo di studio, purché abbiano svolto per alcuni anni percorsi politici o attività di supporto alle strutture politiche» – evidenziano Muscarà e Ronghi – «insomma, si equipara il possesso della laurea a un semplice percorso politico, calpestando le leggi vigenti e creando un danno erariale alla Regione».

Per i due esponenti politici «questa è la politica del centrosinistra nel Consiglio regionale della Campania che, oltre a offendere il Diritto e i tanti laureati, apre l’ennesimo scontro con la Corte dei Conti, che ha già contestato all’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale di aver riconosciuto retribuzioni da dirigenti a chi non aveva i requisiti».
«La forzatura di questa scellerata politica, che si sente probabilmente ‘immune’ fino al punto di poter oltrepassare il limite della legalità amministrativa, riguarda anche il bando pubblicato il 18 agosto scorso per la mobilità del personale – aggiungono Muscarà e Ronghi – che sembra finalizzato a collocare all’interno del Consiglio regionale alcuni comandati a discapito di altri. Così come non si comprende perché gli Uffici abbiano dato seguito solo alla mobilità e non alle altre procedure previste dalla delibera dell’Ufficio di Presidenza del 4 agosto scorso. Ma di questo – concludono – ne parleremo, citando nomi e cognomi, nella conferenza stampa che stiamo organizzando».

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