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Cammini di Grazia. Un dialogo artistico attraverso i secoli. Esposti dipinti dalla collezione della Fondazione “De Chiara De Maio” degli artisti Luca Giordano, Fernando Botero e Max Coppeta.

L’elemento più innovativo della mostra “Cammini di Grazia” , con i dipinti dalla collezione della Fondazione De Chiara De Maio, è la sua audace scelta di mettere in dialogo inedito tre maestri di epoche diverse, superando le tradizionali barriere temporali e stilistiche.

VINCENZO DE LUCA E STEFANO SARCINELLI
  • Luca Giordano (Seicento Barocco): Rappresenta il culmine della pittura napoletana del XVII secolo, caratterizzato da un forte pathos drammatico e dall’uso di una luce “salvifica”. Le sue opere ancorano il percorso alla grande tradizione figurativa cristiana.
  • Fernando Botero (Novecento): Interviene con la sua cifra stilistica unica, introducendo una dimensione di ironica tenerezza. L’inclusione di opere come la sua Monna Lisa (menzionata nel testo) invita a una riflessione sulla “grazia” anche nelle forme più inattese, ammorbidendo l’intensità del dialogo.
  • Max Coppeta (Arte Contemporanea): Con la sua astrazione scultorea, l’artista contemporaneo indaga temi universali come la tensione tra ferita e guarigione, offrendo un contrappunto radicale e concettuale all’espressività barocca.

Questo “trittico di sguardi” ha un obiettivo preciso: esplorare, attraverso linguaggi distanti, i temi universali della fragilità umana e del riscatto spirituale.

La mostra non è una semplice esposizione di opere, ma un vero e proprio progetto curatoriale tematico ideato dal professor Vincenzo De Luca. L’allestimento è concepito come un pellegrinaggio interiore che si sviluppa attraverso quattro tappe simboliche, reinterpretando altrettante icone della tradizione cristiana:

VINCENZO DE LUCA

Il martirio di S. Sebastiano testimonianza estrema di fede e coraggio

La cura di S. Bartolomeo redenzione del corpo ferito inteso come redenzione e reciproca assistenza.

Penitenza e studio di S. Girolamo come riflessione ,crescita spirituale e trasformazione interiore.

Ed infine la Missione di S.Pietro come assunzione di responsabilità spirituale e civile ed impegno verso la comunità

Questo approccio connette l’arte barocca alla sensibilità contemporanea, in una fusione che ha anche un forte impatto sociale.

La location non è casuale, ma parte integrante del messaggio: la mostra è ospitata nel Museo dell’Arciconfraternita dei Pellegrini di Napoli, in particolare nella cinquecentesca Chiesa di Santa Maria Mater Domini (accessibile dal cortile dell’Ospedale Pellegrini).

Questo spazio è storicamente un luogo di accoglienza, assistenza e accompagnamento per malati e viandanti fin dal XVI secolo. La mostra, dunque, si ricongiunge idealmente alla funzione originaria dell’arte: non solo estetica, ma terapeutica, elevatrice e comunitaria.

In questo contesto, “Cammini di Grazia” diventa una meditazione visiva sulla cura reciproca e sul valore della comunità.

La mostra è stata inaugurata il 13 dicembre 2025 e sarà aperta al pubblico fino all’8 gennaio 2026.

Curata dal Prof. Vincenzo De Luca, l’iniziativa è organizzata da “LaPrimAmericana” in collaborazione con la Fondazione De Chiara De Maio (che fornisce la collezione) e il Complesso Museale.

L’inaugurazione si è tenuta nella storica Sala del Mandato, dove il curatore ha tenuto una Lectio sul confronto tra gli autori, arricchita da una Lectura di Stefano Sarcinelli.

STEFANO SARCINELLI Autore Attore Regista

La mostra si posiziona come un evento di lancio per un progetto culturale più ampio e strategico con SudArs una nuova piattaforma digitale creata per la valorizzazione dei patrimoni culturali del Mezzogiorno d’Italia.

Obiettivo della piattaforma mira a connettere luoghi, istituzioni, artisti e comunità, creando una vera e propria rete culturale condivisa. Promuove programmazioni integrate (unendo classico e contemporaneo) e collaborazioni internazionali.

“Cammini di Grazia” incarna la filosofia di SudArs, presentando un Sud che dialoga con il mondo e che si propone come “emozionante, immersivo, contemporaneo” attraverso i temi della bellezza, dell’arte e della cura.

Pino Attanasio

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