PINO ATTANASIO REPORTER


NAPOLI – C’è un filo sottile, fatto di corde di chitarra e passione viscerale, che lega i vicoli di Mergellina ai grandi palcoscenici del Giappone, del Canada e degli Emirati Arabi. Quel filo porta il nome di Mario Maglione, l’artista che più di ogni altro ha saputo raccogliere il testimone dei grandi maestri del Novecento, traghettando la canzone classica napoletana nel nuovo millennio senza mai tradirne l’anima.

La storia di Maglione è quella di un talento puro, nato e cresciuto tra i profumi del mare di Napoli. Prima garzone di bar, poi batterista adolescente, trova la sua vera voce nel teatro del convento dei Padri Cappuccini. Ma la svolta avviene sotto le armi, nel 1974: l’incontro con Roberto Murolo non è solo l’inizio di una profonda amicizia, ma un vero e proprio passaggio di consegne artistico. Murolo vedrà in lui il suo “erede spirituale”, colui capace di interpretare il repertorio classico con quella sottile eleganza che evita la macchietta per puntare dritto al cuore.

Se il teatro e i locali del lungomare (come lo storico Gabbiano) sono stati la sua palestra, la televisione è stata il suo megafono. Notato da Maurizio Costanzo, Maglione è diventato un volto familiare per milioni di italiani, partecipando a oltre cento puntate del celebre Maurizio Costanzo Show.

Questa popolarità nazionale è stata il trampolino di lancio per tournée internazionali che lo hanno visto ambasciatore della cultura partenopea all’estero. In Giappone, in particolare, Maglione ha riscosso un successo travolgente, dimostrando che la lingua del “sentimento napoletano” non ha bisogno di traduzioni.

Il 2024 ha segnato una tappa fondamentale: il concerto per i 50 anni di carriera tenutosi nel tempio della musica, il Conservatorio di San Pietro a Majella. Un evento che ha consacrato definitivamente Maglione tra i “grandi” interpreti della canzone classica Napoletana.

Non solo interprete, ma anche autore ,si ricordano Si nascesse n’ata vota e la toccante “ Preghiera ’e piscatore”, scritta con il suo amico di sempre Benedetto Casillo, Maglione continua oggi la sua missione.

Con oltre dieci album all’attivo e una bibliografia che si arricchisce costantemente, ultimo il volume Dove canta ‘o core del 2025, l’artista di Mergellina resta il custode di una tradizione che, nelle sue mani, appare più viva e necessaria che mai.

“La musica napoletana è amata ovunque perché parla una lingua universale,” ha dichiarato spesso l’artista. E a guardare la sua carriera, non si può che dargli ragione.
L’ULTIMO SUO CONCERTO PRESSO IL TEATRO ALFIERI DI MARANO DI NAPOLI CON LA DIREZIONE ARTISTICA DI LINO BARBIERI.

