Napoli 12 febbraio 2026– «Accogliamo con interesse ogni iniziativa del sistema bancario volta a sostenere le imprese del Mezzogiorno. Tuttavia, è necessario distinguere tra la comunicazione dei grandi plafond finanziari e l’effettiva accessibilità del credito per le piccole e medie imprese del territorio». Lo dichiara Luigi Carfora, Presidente di Confimi Industria Campania, commentando i recenti annunci su strumenti di finanza straordinaria destinati alle PMI del Sud.
Secondo le più recenti analisi della Banca d’Italia sull’economia regionale, il contesto campano resta caratterizzato da una crescita contenuta e da condizioni di credito ancora selettive, soprattutto per le imprese di minori dimensioni. I dati evidenziano come la dinamica dei prestiti alle aziende risenta dell’aumento del costo del denaro e di criteri prudenziali più stringenti, con effetti particolarmente rilevanti nei territori con maggiore fragilità economica.
Un quadro che trova riscontro anche a livello nazionale. Nelle scorse settimane, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha richiamato il sistema bancario a un maggiore sostegno al tessuto produttivo, evidenziando il rallentamento del credito alle imprese e la necessità di condizioni più favorevoli per gli investimenti.
«Il problema – prosegue Carfora – non è la disponibilità teorica di risorse annunciate dai grandi gruppi bancari, ma la bancabilità reale delle imprese del Sud. Molte PMI campane continuano a incontrare difficoltà nell’accesso al credito a causa di rating sempre più rigidi, nuovi parametri ESG e modelli di valutazione che penalizzano territori già fragili sotto il profilo economico».
Il Presidente di Confimi Industria Campania sottolinea inoltre che la struttura produttiva regionale, composta prevalentemente da micro e piccole imprese, rende più complesso tradurre gli accordi finanziari in erogazioni concrete. «Negli ultimi anni – aggiunge – abbiamo assistito a numerosi annunci di linee di finanziamento miliardarie che, nei fatti, non si sono tradotte in un aumento diffuso del credito alle imprese locali. Questo scarto tra comunicazione e realtà rischia di alimentare sfiducia nel sistema».
Confimi Industria Campania chiede quindi maggiore trasparenza e un confronto pubblico sui dati reali: «È necessario conoscere con precisione quante risorse vengano effettivamente erogate in Campania, a quali imprese e con quali criteri. Solo così sarà possibile valutare l’impatto concreto delle politiche creditizie sul tessuto produttivo meridionale».
«Le imprese del Sud – conclude Luigi Carfora – non chiedono annunci, ma strumenti realmente accessibili che tengano conto della struttura economica del territorio e accompagnino la crescita industriale senza aggravare il divario competitivo con il resto del Paese».

