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L’Anima di Miano nel Cuore di Forcella: James Senese tra Memoria e Leggenda al Trianon.

Nella cornice del Teatro Trianon Viviani, il secondo appuntamento della rassegna “RiSoNa” celebra l’icona del Neapolitan Power.

Tra musica e parole  un palco di eccellenze.

Pasquale Scialò

La serata, coordinata con precisione e sensibilità dal musicologo Pasquale Scialò (curatore dell’intera rassegna) e dalla conduttrice Rai Francesca Silvestre, non è stata una semplice presentazione editoriale. È stato un happening multidisciplinare. Le letture di Lanzetta sono state punteggiate dalle incursioni sonore del trio di Tony Panico, il cui sax ha evocato quegli spiriti musicali che Senese ha sdoganato decenni fa.

Con le letture di Peppe Lanzetta il racconto di un’identità musicale che sfida il tempo.

C’è un filo invisibile che unisce la periferia nord di Napoli al cuore pulsante di Forcella. È un filo fatto di sax graffianti, di volti segnati dal sole e di una lingua che non è solo dialetto, ma un codice universale di resistenza e passione. Questo filo ieri sera è diventato tangibile sul palco del Teatro Trianon Viviani, dove è andato in scena il secondo atto di “RiSoNa” Tracce, voci e paesaggi della musica campana”.

Al centro della scena, un gigante: James Senese. O meglio, la sua “leggenda”, sviscerata attraverso il racconto corale di chi quella storia l’ha vissuta e scritta a fianco del sassofonista nero-metà.

Un vero ritratto viscerale di Peppe Lanzetta amico ed autore del libro su Senese.

PEPPE LANZETTA

L’occasione è stata la presentazione del volume “James Senese. La leggenda di Miano” (ed. Langella), firmato da Peppe Lanzetta. Non una biografia asettica, ma un atto d’amore. Lanzetta, con la sua voce profonda e la capacità cronistica di chi conosce ogni crepa dell’asfalto napoletano, ha restituito al pubblico un ritratto autentico di Senese.

Dalle prime note soffiate a Miano fino alle vette del jazz-rock internazionale, il racconto ha ripercorso la parabola di un artista che ha saputo fondere il blues del Mississippi con la sofferenza e la gioia dei vicoli di Napoli. Ad arricchire la narrazione, gli scatti nel libro, di Sergio Siano, capaci di fermare nel tempo l’intensità di uno sguardo che sembra sempre guardare “oltre”.

Il Trianon: un presidio di memoria digitale e sensoriale

L’evento si inserisce in una strategia di valorizzazione più ampia. Prima dell’incontro, il pubblico ha potuto immergersi nella “Stanza delle Meraviglie”, un’installazione immersiva che trasporta il visitatore nella Napoli a cavallo tra Otto e Novecento. È il segno di un teatro che non vuole essere solo un contenitore di spettacoli, ma un museo vivo.

“RiSoNa non è solo ascolto, è un viaggio nel DNA della nostra terra,” spiegano gli organizzatori.

Il progetto, sostenuto dalla Regione Campania tramite Scabec, proseguirà fino a dicembre, confermando il Trianon Viviani come il fulcro della memoria canora e musicale partenopea, grazie anche alla “Stanza della Memoria” e all’immenso archivio digitale del portale SoNa.

Verso il futuro della tradizione

Con James Senese, la rassegna “RiSoNa” ha toccato uno dei suoi vertici emotivi. Se la tradizione è “consegnare il fuoco e non adorare le ceneri”, la serata di ieri ha dimostrato che il fuoco del Neapolitan Power arde ancora vivissimo. Il prossimo appuntamento è già atteso: la rassegna continuerà a tracciare i contorni di una Napoli che sa guardare al mondo senza mai dimenticare il suono delle proprie radici.

PINO ATTANASIO

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