Agerola; Presentata alla stampa la decima edizione: Sul sentiero degli Dei

Campania Felix

20/07/2021

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Oh! Che bel posto! E com’era fresca l’aria di primavera! Dalle fitte piante uscirono, proprio davanti a lui, tre bellissimi cigni bianchi; frullarono le piume e galleggiarono dolcemente sull’acqua. L’anatroccolo riconobbe quegli splendidi animali e fu invaso da una strana tristezza.

«Voglio volare da loro, da quegli uccelli reali; mi uccideranno con le loro beccate, perché io, così brutto, oso avvicinarmi a loro. Ma non mi importa! È meglio essere ucciso da loro che essere beccato dalle anatre, beccato dalle galline, preso a calci dalla ragazza che ha cura del pollaio, e soffrire tanto d’inverno!» E volò nell’acqua e nuotò verso quei magnifici cigni, questi lo guardarono e si diressero verso di lui frullando le piume. «Uccidetemi!» esclamò il povero animale e abbassò la testa verso la superficie dell’acqua in attesa della morte, ma, che cosa vide in quell’acqua chiara? Vide sotto di sé la sua propria immagine: non era più il goffo uccello grigio scuro, brutto e sgraziato, era anche lui un cigno. Che cosa importa essere nati in un pollaio di anatre, quando si è usciti da un uovo di cigno?”

Il brutto anatroccolo che diventa cigno è una delle favole a cui siamo affezionati di più, perché tutto sommato è una storia che ci somiglia un po’. Bisogna sempre credere nelle proprie possibilità, non bisogna mai perdere la speranza.

Il piccolo pulcino, non sentendosi all’altezza, passa la sua vita a nascondersi, a vergognarsi inconsapevole della sua unicità, della sua autentica bellezza.

Agerola, la nostra amata terra, ha avuto bisogno di coraggio per guardarsi sinceramente allo specchio, di forza per prendersi cura di sé e di impegno per cominciare a volare alto.

Agerola ha avuto bisogno di attenzione, di responsabilità, di capacità, di sacrifici.

La nostra terra ci ha chiesto di impegnarci per scoprire e valorizzare le sue potenzialità e ci sta chiedendo di continuare a progettare il futuro, senza dare per scontati i risultati raggiunti!

Vogliamo continuare a meravigliarci, a restare a bocca aperta mentre, come cigni distesi sulle acque, riconosciamo la nostra vera bellezza.

Il festival di quest’anno, il decimo anno, è esattamente un inno alla bellezza, quella autentica, quella del cuore, quella che dona agli animi la forza di sentirsi liberi.

Siamo agli inizi di un’estate che avremmo voluto diversa, libera finalmente da ansie e preoccupazioni, ma non possiamo mollare, dobbiamo continuare a coltivare la speranza.

Il festival di quest’anno sarà quello della resistenza e della resilienza, quello che invita a fare dell’arte e della cultura àncora di salvezza e di libertà.

Con l’edizione del decimo anno intendiamo continuare a portare avanti il percorso di promozione e di valorizzazione dell’intero territorio iniziato anni fa. Agerola #suisentierideglidei è diventato brand, promozione, identificazione territoriale e culturale, volano di crescita e sviluppo di una terra che accoglie e ammalia.

Avremmo voluto tornare nelle piazze, fare concerti senza limitazioni di posti e senza mascherine, ma con la consueta attenzione e la collaborazione di tutti scegliamo lo stesso, anche quest’anno, di aprire il sipario sulla nostra Agerola, di invitarvi a sedere con noi, a sorprendervi, a meravigliarci insieme di quanto è fantastica la nostra normalità.

Agerola non è più un brutto anatroccolo, è cresciuta tantissimo, in questi dieci anni ha acquisito la consapevolezza di essere diventata un bellissimo cigno bianco. Agerola è una favola diventata realtà, e adesso che ha imparato a volare non vuole fermarsi né tornare indietro, vuole continuare a volare alta e fiera nell’azzurro infinito.

«ll nuovo è il più bello, così giovane e fiero!». E i vecchi cigni si inchinarono davanti a lui…

Era troppo felice, ma non era affatto superbo, perché un cuore buono non diventa mai superbo! Ricordava come era stato perseguitato e insultato, e ora sentiva dire che era il più bello di tutti gli uccelli!… Allora lui frullò le piume, rialzò il collo slanciato e esultò nel cuore: «Tanta felicità non l’avevo mai sognata, quando ero un brutto anatroccolo!».

*Le parti in grassetto sono tratte da Il brutto anatroccolo di H. C. Andersen

Luca Mascolo

Sindaco di Agerola

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