

Ad aprire la serie di incontri, ieri sera 24 gennaio, è Erri De Luca, autore che ha saputo fondere la passione civile con una scrittura scarna e poetica. Con il suo format Fuori tema, De Luca rinuncia alla struttura della conferenza classica per un dialogo libero che attinge al suo vasto universo tematico.

Oltre alla nota passione per la montagna e all’impegno politico, De Luca porta con sé l’eredità di una produzione letteraria vastissima: dai successi come Montedidio (Premio Femina Étranger) alle recenti riflessioni sulla fratellanza e sulla lingua. La sua capacità di trasformare l’attualità in narrazione etica ha reso l’evento un immediato sold out, confermando il legame profondo tra lo scrittore napoletano e il suo pubblico.

Erri De Luca (Napoli, 1950) è una delle figure più singolari e carismatiche della letteratura europea contemporanea, definita spesso come uno “scrittore artigiano” per il suo passato di operaio e il suo legame indissolubile con il lavoro manuale.

Cresciuto nei vicoli di Napoli, De Luca ha vissuto una giovinezza segnata dall’attivismo politico radicale: a 18 anni si trasferisce a Roma per unirsi a Lotta Continua, di cui diventa uno dei responsabili del servizio d’ordine. Dopo l’esperienza politica, sceglie la strada del lavoro manuale: per vent’anni lavora come operaio specializzato, magazziniere e autista di convogli umanitari (inclusa la Bosnia durante la guerra).

Esordisce tardi, nel 1989, con Non ora, non qui. Nonostante si dichiari non credente, De Luca è un profondo studioso della Bibbia, che legge ogni mattina in ebraico antico (lingua appresa da autodidatta). Questa ricerca ha portato a opere recenti come Prime Persone (2025), una raccolta di brevi autobiografie immaginarie di figure bibliche, scritte con uno sguardo laico e poetico.

Appassionato di montagna e scalatore di alto livello, vive oggi nella campagna romana dove si dedica alla cura della terra e alla piantumazione di alberi. Nel maggio 2025 ha festeggiato i suoi 75 anni, definendo la vecchiaia come un periodo di libertà e scoperta. In questo solco si inserisce il suo ultimo romanzo, L’età sperimentale , che esplora il tempo che avanza non come declino, ma come opportunità di sperimentazione.

- Nel settembre 2024 è stato nominato cittadino onorario di Agerola, borgo dei Monti Lattari che domina la Costiera Amalfitana, suggellando il suo legame con il territorio campano continuando a essere molto attivo attraverso la sua Fondazione, con sede a Roma, che promuove progetti culturali e borse di studio sull’opera letteraria.
- Nel 2025 è stato protagonista in importanti rassegne come il Festival delle Letterature di Roma e la Fiera del Libro di Buenos Aires.
- Una serata sold out per la bellezza della “Parola”.

- Una breve segnalazione per i prossimi due incontri nel bel teatro di Veronica Mazza.





Il 30 gennaio il testimone passa a Linda Dalisi, drammaturga e scenografa di punta del panorama italiano. La serata assume una rilevanza particolare poiché la Dalisi arriva al Teder forte della recente vittoria del Premio Ubu 2024, il massimo riconoscimento teatrale nazionale, che ne ha consacrato il talento nella riscrittura e nell’adattamento scenico.
Il focus dell’incontro è l’adattamento de La ferocia, opera con cui ha saputo tradurre la densità del romanzo di Nicola Lagioia (vincitore del Premio Strega 2015) in un linguaggio teatrale potente. La Dalisi esplora qui le dinamiche di potere e il collasso morale della famiglia borghese contemporanea, dimostrando come il teatro possa farsi specchio spietato della cronaca e della letteratura.
A chiudere il mese, il 31 gennaio, è Roberto Caccioppoli con il suo spettacolo Terra. Attore e autore napoletano formato alla scuola di Luca De Filippo, Caccioppoli si sta distinguendo per una ricerca che fonde il teatro di parola con i nuovi linguaggi multimediali.
Con Terra, l’autore si spinge nel territorio della distopia ambientale. Caccioppoli non si limita alla denuncia ecologica, ma indaga la natura umana post-catastrofe, mettendo in scena un gioco di sopravvivenza che oscilla tra l’epico e il grottesco. La sua visione critica punta il dito contro il controllo sociale e le illusioni di riscatto, offrendo una riflessione amara ma necessaria sulla ciclicità degli errori umani.
Pino Attanasio press

