Canale 268
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Conte… Un piano per Napoli”, un recital tra passione e disincanto nel intimissimo ” Teatro del Rimedio” Teder di Veronica Mazza.

Gianni Conte si distingue come un vocalist di razza, grazie alle sue doti vocali notevoli: una voce gradevole, energica, intonata e capace di catturare i cuori del pubblico. Tra i numerosi interpreti dotati di bella voce che ho avuto modo di ascoltare, diversi trascurano un aspetto a cui Gianni Conte dedica, al contrario, massima attenzione: l’espressività.

Un antico brano partenopeo chiarisce questo concetto: “Ogne canzone tene ‘o riturnello, | ca è comme fosse ‘o pierno ‘e ogne canzone… | e, ca pe’ tanto è chiù azzeccuso e bello, | pe’ quanto chiù se ‘ntreccia ‘e ‘spressione” (tratto da Canzone a Chiarastella, di Salvatore Di Giacomo e Rodolfo Falvo). L’espressione rappresenta l’elemento distintivo dello stile di Conte: un’intensa immedesimazione emotiva nel testo che interpreta e nel pubblico a cui si rivolge.

Ascoltandolo innumerevoli volte esibirsi con l’ Orchestra Italiana, si resta colpiti dalla sua capacità di modulare la stessa melodia in maniera sempre differente, con pathos e trasporto sincero.


Il Recital “Conte… un piano per Napoli” è un viaggio nell’anima partenopea.

In questa performance, Gianni Conte riversa tutto il suo profondo attaccamento per Napoli e per le sue arie più suggestive.

Si tratta di una passione viscerale che l’artista condivide con il pubblico, sfruttando la risonanza della sua voce potente e profonda. L’accompagnamento è essenziale: semplicemente un pianoforte.

Lo spettacolo si sviluppa come una narrazione che non ha bisogno di commenti verbali. La musica stessa, l’intensità espressiva e un’atmosfera quasi sognante fanno da guida in un universo che, pur sembrando immaginario, riflette la realtà autentica e la nobiltà intrinseca della canzone classica napoletana.

L’artista ci conduce alla riscoperta di vicende commoventi immortalate in musica da maestri del passato, tracciando un percorso che si estende dalla fine dell’Ottocento fino ai giorni nostri.

L’artista Conte ha voluto sul suo palco una talentuosa interprete che si nascondeva tra i tanti spettatori , la cantante Italia Vogna, eclettica artista di origine napoletana, il cui talento spazia dalla pittura alla musica, interprete di grande sensibilità. Due le sue interpretazioni, in portoghese ed in napoletano, in duetto con Gianni Conte.

Il suo viaggio artistico ed emozionale spazia tra brani famosi ,quali :

  • Nuttata ‘e sentimento (Alessandro Cassese – Giuseppe Capolongo)
  • Marechiare (Salvatore Di Giacomo – Francesco Paolo Tosti)
  • Don Raffae’ (Fabrizio De Andrè)
  • Tutta pe’ me (Francesco Fiore – Gaetano Lama)
  • Scapricciatiello (Pacifico Vento – Ferdinando Albano)
  • Canzone appassiunata (E.A. Mario)
  • Dicitencello vuje (Enzo Fusco – Rodolfo Falvo)
  • Core napulitano (Umberto Martucci – Luigi Ricciardi)
  • Guapparia (Libero Bovio – Rodolfo Falvo)
  • Tu vuo fa’ l’americano (Nisa – Renato Carosone)
  • Filume’ (Attilio Stellato – Gianni Conte)
  • I’ te vurria vasa’ (Vincenzo Russo – Eduardo Di Capua, Alfredo Mazzucchi)
  • Cu me (Enzo Gragnaniello)
  • Napul’è (Pino Daniele)
  • Simmo ‘e Napule… paisà… (Peppino Fiorelli – Nicola Valente)

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