CORONAVIRUS. DEL RE: CI SALVERÀ LA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

Campania Felix

20/04/2020

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Garantire la continuita’ di quanti piu’  progetti possibile ma anche una maggiore flessibilita’, puntando  in particolare sul comparto sanitario e ‘wash’ e scongiurando  ‘contagi di ritorno’: questo l’impegno della viceministra  Emanuela Del Re per rafforzare, ai tempi della pandemia di  Covid-19, gli interventi della Cooperazione italiana nel mondo.
In un’intervista con l’agenzia Dire si evidenziano la  necessita’ del multilateralismo e di un ‘approccio globale’ ma  anche la prospettiva di ‘mesi complicati’. Del Re, studiosa e  cooperante, esperta di Medio Oriente e di Africa, coordina un  tavolo operativo al quale, insieme con il ministero degli Esteri,  parteciperanno l’Agenzia italiana per la cooperazione allo  sviluppo (Aics), le organizzazioni della societa’ civile (osc) e  il settore privato. È un’occasione, spiega la viceministra, per  ascoltare e mettere a fuoco ‘necessita’, bisogni e proposte’.
Decisi a guardare anche oltre il Covid-19, magari pure con una
crescita degli investimenti dell’Italia nella Cooperazione,  colmando il ritardo con i principali Paesi europei.
– Viceministra, la lotta per il contenimento del Covid-19  rilancia la necessita’ di uno sviluppo condiviso e di una  cooperazione che oltrepassi barriere e confini nazionali? Su  quali iniziative puntare subito, in un’ottica multilaterale?
‘Non v’e’ dubbio che quello che stiamo vivendo sia un momento
storico eccezionale, unico nel suo genere in epoca contemporanea.
Siamo di fronte alla piu’ grave emergenza sanitaria dal  Dopoguerra ad oggi. E non c’e’ dubbio che si tratti di un  fenomeno veramente globale, perche’ coinvolge tutti, ad ogni  latitudine. E’ fondamentale adottare una visione prismatica, che  permetta di individuare risposte adeguate alle sfide, a tutto  campo, che investano tutti i settori, da quello sanitario a  quello economico, sociale, e anche valoriale. L’approccio che  deve caratterizzare il nostro sforzo in questo momento, deve  essere basato su un’azione combinata, se si vogliono davvero  trovare strategie efficaci. E’ una forma di consapevolezza,  quella della necessita’ di agire sinergicamente, che l’Italia  possiede, e infatti si muove sul piano multilaterale insieme ai
propri partner e a tutte le agenzie delle Nazioni Unite. La  prospettiva multilaterale e’ fondamentale in questo momento,  perche’ consente di partecipare a tutti i processi decisionali, e  consente di mettere in campo la nostra grande esperienza in campo  sanitario nel mondo. Un mondo che ora si muove proprio per  raccordarsi. Il dialogo e’ molto aperto. Ad esempio, ho  partecipato insieme ai principali donatori delle agenzie delle  Nazioni Unite alle video-conferenze presiedute da Mark Lowcock,  capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli  affari umanitari (Ocha) e con l’Organizzazione mondiale per la  sanita’ (Oms) il 26 marzo e il 15 aprile. Il nuovo Covid-19  Global Humanitarian Response Plan (Ghrp), il piano di risposta  umanitaria globale che dovrebbe aggregare i piani di risposta  delle singole agenzie dell’Onu (Oms, Unhcr, Oim, Unicef, Undp,  Fao, Wfp, Unfpa, Un-Habitat) del valore di 2 miliardi di dollari,  e’ stato presentato nel dettaglio. Il Ghrp e’ uno strumento che  si aggiunge allo Strategic Preparedeness and Response Plan  lanciato dall’Oms il 3 febbraio, del valore di 675 milioni per il  trimestre febbraio-aprile 2020. Si tratta di un piano strutturato  in attivita’ di assistenza alle amministrazioni, definizione ed  attuazione di piani terapeutici, effettuazione di test e  promozione di campagne di sensibilizzazione, mappatura e  monitoraggio dei contagi e fornitura di materiale  medico-sanitario di protezione personale, tenendo conto delle  difficolta’ legate al quadro di scarsita’ del mercato globale. A  oggi, in risposta all’emergenza Covid-19, il nostro Paese ha gia’  intrapreso diverse iniziative sia sul piano multilaterale sia sul  piano bilaterale, con contributi all’Oms nel quadro dello  Strategic Preparedeness and Response Plan e alla Federazione  Internazionale della Croce Rossa nel quadro dell’Appello globale  Covid-19 e di forniture di materiale medico-sanitario a Paesi  cosiddetti ‘fragili’ nostri partner. L’esperienza maturata nella  lotta a ebola e altre epidemie, ad esempio, ci insegna che  bisogna intervenire con decisione per scongiurare contagi di
ritorno. E’ necessario comprendere che mai come in questo momento  d obbiamo agire secondo un’ottica condivisa. Le azioni italiane  infatti, sin dai primi giorni dell’epidemia sono incentrate
sull’attivazione di una risposta rapida, sinergica, coordinata e
quanto piu’ efficace possibile. Una risposta condivisa, appunto’.
– L’Italia sapra’ investire su questo piu’ di quanto non abbia
fatto finora (magari in un mondo in cui i 17 target dell’Agenda
per lo sviluppo sostenibile sono piu’ lontani)?
‘L’emergenza che stiamo vivendo, pur nella sua drammaticita’ e
nella dolorosissima conta dei morti, ci invita ad una spinta  aggressiva nell’impegno per realizzare l’Agenda 2030, perche’
essa costituisce la sintesi dell’approccio olistico secondo me
assolutamente fondamentale, in cui emerge il legame inestricabile
tra salute pubblica, benessere, clima, energia e sviluppo  sostenibile e soprattutto il meccanismo di causa-effetto tra  questi settori. L’Italia in questo investe, e investe tanto.  Siamo tra i principali Paesi donatori delle Nazioni Unite. Siamo  ‘champions’ in questo campo, come amo ripetere. Siamo uno dei  paesi che piu’ cooperano in Africa, uno dei maggiori contributori  delle iniziative sanitarie globali, ad esempio dei piu’  importanti fondi per debellare le malattie prevenibili, le  malattie infantili e la fame. Si tratta di investimenti che hanno  un importante ritorno per il nostro paese, perche’ come dimostra  la pandemia da Covid-19, investire per la salute a livello
globale vuol dire investire nella nostra salute, nel nostro  futuro. Infatti, dinanzi a questa sfida l’Italia fara’ la sua  parte, come ho ribadito ad Ocha e Oms. In questo senso e’  importante avere ben chiaro l’obiettivo del Governo volto a  proseguire il percorso di rafforzamento della Cooperazione  italiana e il suo riallineamento agli standard internazionali – i  principali Paesi europei investono molto di piu’ di noi nella  cooperazione. Seppure negli ultimi due anni abbiamo assistito a  una flessione della percentuale dell’Aiuto pubblico allo sviluppo  rispetto al Reddito nazionale lordo, il nostro obiettivo rimane
il raggiungimento dello 0,7 per cento entro il 2030, cosi’ come
previsto dall’Agenda per lo sviluppo sostenibile. Sono peraltro  convinta che occorrera’ assicurare una crescita graduale e
costante degli stanziamenti destinati al settore della  cooperazione allo sviluppo, perche’ esso in questa emergenza e’  fondamentale per il settore sanitario e Wash in Paesi con sistemi  sanitari fragili, per prevenire un pericoloso contagio di  ritorno. Per questo sarebbe saggio accrescere le risorse  finanziarie destinate al ministero degli Esteri per gli  interventi di cooperazione, tenuto conto del ruolo qualificato  che il dicastero, attraverso Aics, svolge sul piano
internazionale nel settore dello sviluppo, in particolare nei  progetti sanitari. È vero, siamo uno dei Paesi piu’ colpiti  dall’emergenza Covid-19, ma proprio per questo non ci tiriamo  indietro e continuiamo ad essere in prima linea per sconfiggere  questo terribile virus sul piano globale, per garantirci un  futuro senza pandemie’.
– Rispetto all’emergenza coronavirus, Lei ha evidenziato la  necessita’ di ‘una ridefinizione delle iniziative e dell’intera
programmazione dell’attivita’ della Cooperazione allo sviluppo’,
parlando di ‘priorita’ nuove’. Quali potrebbero essere le direttrici chiave di questo intervento?
‘Il mio lavoro al ministero continua incessantemente. Nei  giorni scorsi ho tenuto una serie di video-conferenze con i  principali componenti del sistema italiano della cooperazione  internazionale, e ci siamo confrontati sulle principali  problematiche che le attivita’ di cooperazione stanno affrontando  a causa dell’emergenza pandemica. Ci attendono mesi complicati  che comporteranno verosimilmente anche una ridefinizione delle  iniziative e dell’intera programmazione dell’attivita’ della  cooperazione allo sviluppo, alla luce dell’emergenza in corso.  Tutto sara’ modulato in base all’evolversi delle circostanze. Ci  stiamo interrogando sul futuro insieme alla Direzione generale  della cooperazione allo sviluppo della Farnesina, ad Aics e a  tutti gli attori del sistema-cooperazione, raccogliendo  necessita’, bisogni, proposte. Tra le nuove priorita’ dettate  dalla necessita’ di combattere il Covid-19 stiamo definendo linee  guida ad hoc: programmi ancor piu’ mirati nel settore della
sanita’ e della prevenzione; iniziative di ‘awareness’ specifiche
soprattutto per i gruppi piu’ vulnerabili, quindi piu’ esposti al  contagio; maggior sostegno alle comunita’ locali per rafforzarne  la resilienza e la capacita’ di prevenzione e reazione alla  pandemia. Si tratta di settori di intervento nei quali siamo gia’  impegnati da tempo con successo, ma che necessitano di un  ripensamento in questa emergenza, per massimizzare risorse,  sforzi e bisogni, sempre ascoltando quanto ci arriva ‘dal campo’,  in collaborazione e partnership con le comunita’ locali e sempre  con gli stessi grandi valori ‘italiani’ che ci ispirano e che  guidano la nostra azione. L’approccio deve essere piu’ che mai  multi-stakeholder, per cui anche il settore privato e’ chiamato a  partecipare in forma nuova e ancora piu’ incisiva alla strategia  di risposta alla pandemia nel quadro piu’ generale della  cooperazione allo sviluppo. Per questo abbiamo istituito un  Tavolo operativo sulla prevenzione e sul contributo italiano alla  risposta globale alla pandemia, da me coordinato, cui  parteciperanno tutti gli attori: oltre a Dgcs e Aics, le
organizzazioni della societa’ civile, il settore privato, le  organizzazioni internazionali e altri’.
– In tempi di coronavirus, lei ha definito ‘encomiabile’  l’impegno dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo per continuare a proiettare e a realizzare nel mondo l’impegno italiano a sostegno di uno sviluppo equo e sostenibile. In questa fase, ci saranno misure di supporto o linee di indirizzo politico specifiche per Aics, magari sul tipo di progetti prioritari?
‘Credo che sia lodevole che le sedi dell’Agenzia sia a Roma  sia all’estero proseguano, nei limiti del possibile, le loro  preziose attivita’ nonostante l’apprensione per le condizioni dei  propri congiunti e amici in Italia. È una scelta nobile e  generosa da parte di chi lavora lontano da casa in contesti  spesso difficili, in un momento in cui l’emergenza colpisce  duramente il nostro Paese. Cio’ contribuisce una volta di piu’ a  testimoniare l’empatia dell’Italia nei confronti del mondo, nella  piena consapevolezza che questa terribile guerra contro il virus  vada affrontata con un approccio globale, in diversi luoghi, su  diversi fronti ma con la medesima efficacia. Abbiamo contatti  costanti con il direttore generale della Dgcs e il direttore di
Aics, con tutti gli esperti, i funzionari, i diplomatici a Roma e  all’estero e i rappresentanti delle organizzazioni della societa’
civile. Stiamo lavorando innanzitutto per far fronte  all’emergenza e garantire che la ‘macchina’ della cooperazione  continui ad andare a pieno regime. Abbiamo gia’ scongiurato  questo pericolo grazie al lavoro instancabile di tutti noi. Il  nostro obiettivo principale e’ quello di garantire il prosieguo  di quante piu’ attivita’ e progetti possibili, nel rispetto di  tutte le misure precauzionali, assicurando il raggiungimento  degli obiettivi e, contestualmente, salvaguardando la salute di  tutti gli attori coinvolti. Stiamo ascoltando le esigenze delle
organizzazioni della societa’ civile e tanto Aics quanto la Dgcs,
in coordinamento con me e la mia segreteria, cercheranno di
venire incontro alle loro necessita’ e richieste sul piano
burocratico-amministrativo. Stiamo lavorando, per esempio, al
ri-orientamento dei programmi, alle proroghe dei progetti gia’ in
essere, alla ridefinizione di varianti e rendiconti, tutte azioni
che nel breve-medio termine garantiranno alle osc maggiore
flessibilita’ e margini piu’ ampi di movimento. Tutto nel quadro
dell’attuale emergenza Covid-19. Non mi stanchero’ mai di
ripetere che il sistema della cooperazione e’ uno straordinario
braccio operativo della politica estera italiana, che ci permette
di avere rapporti diretti, franchi e durevoli con tanti paesi e  con le loro societa’, aprendo cosi’ le porte anche alle attivita’  di cooperazione economica, a vantaggio, ad esempio, delle nostre
imprese’.
– In un’intervista all’agenzia Dire, la portavoce  dell’Associazione delle ong italiane, Silvia Stilli, ha parlato di ‘sofferenza dei progetti’ e di ‘costi non previsti’ per le ong. Quello del Terzo settore e’ un comparto che vale migliaia di posti di lavoro. Ci saranno iniziative di sostegno da parte del governo?
‘Dall’inizio della pandemia e’ attivo un Tavolo tecnico  emergenza Covid-19 con le organizzazioni della societa’ civile  con l’obiettivo di garantire tutto il sostegno necessario e di  ‘scrivere’ insieme a tutti gli attori del sistema cooperazione  italiana alcune regole necessarie per affrontare a meglio  l’emergenza. Siamo ben consapevoli del fatto che molte attivita’  saranno sospese per vari mesi e che le osc dovranno far fronte  anche ad altri costi fissi non previsti per una durata  imprecisata. Abbiamo garantito la massima collaborazione e
flessibilita’ per far fronte all’emergenza. Stiamo elaborando
soluzioni procedurali: quella che stiamo vivendo e’ una  situazione straordinaria e quindi bisogna trovare dei meccanismi  nuovi per affrontarla. Stiamo lavorando, per esempio,  all’estensione delle proroghe extra-contrattuali e alla gestione  eccezionale delle iniziative finanziate/co-finanziate dalla  cooperazione italiana. Le organizzazioni della societa’ civile  hanno chiesto fondi aggiuntivi per sostenere i progetti: e’ in  atto una profonda e puntuale riflessione, di concerto con gli  altri ministeri, quello dell’Economia e delle finanze e quello  del Lavoro e delle politiche sociali in primis. Nel decreto Cura
Italia sono gia’ previste delle azioni per il Terzo settore. E’  un momento di grande crisi ma anche di grande trasformazione, che
sono sicura portera’ a grandi opportunita’ di rinnovamento. Noi
cercheremo, insieme a tutti gli attori della cooperazione, di  preparare il terreno per un futuro ancor maggiore efficacia e  incisivita’, a beneficio degli italiani e del mondo’.

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