
Luca Esposito è il Referente Archeoclub d’Italia per la valorizzazione dei borghi ed aree interne della Strada Regia delle Calabrie ed è l’autore dello studio che ha riportato alla luce la principale via millenaria di collegamento del Sud Italia. La storia dell’Italia e del Mondo è passata per i piccoli borghi, uno tra questi è Casaletto Spartano dove c’è il fortino in cui Giuseppe Garibaldi riunì il suo stato maggiore per pianificare l’assalto finale per la conquista del Regno delle Due Sicilie. Nei borghi c’è la grande storia e vale la pena ricordare alcuni aneddoti.
Il 6 Giugno del 1860 Giuseppe Garibaldi si fermò nella Taverna della Duchessa a Postiglione ma il 4 Settembre del 1860, Garibaldi si fermò nel Fortino di Casaletto Spartano e su questo c’è una testimonianza certa rappresentata dal diario di viaggio del medico Bertani. Il Fortino di Casaletto Spartano è un antichissimo avamposto militare, sorge esattamente sul confine tra Campania e Basilicata, ed è stato un luogo importante per la storia d’Italia perchè, in questo Fortino Garibaldi riunì il suo stato maggiore per pianificare le ultime fasi della conquista del Regno di Napoli e dunque andare verso l’Unità d’Italia. Tutto accadde in questo piccolo borgo situato sulla Strada Regia delle Calabrie, ultimo paesino della Campania, la struttura nel tempo si è trasformata anch’essa in taverna ed ancora oggi è possibile sostare ed entrare per bere un bicchiere di buon vino o assaggiare i cibi della tradizione contadina del Cilento, che con ogni probabilità apprezzò anche Garibaldi. La Taverna si chiama Taverna Garibaldi dove oggi è possibile leggere una grande lapide a memoria di quanto accadde in quel Settembre del 1860 e si può anche vedere la poltrona dove Garibaldi si è seduto e riposato. Il medico Agostino Bertani, che curò e seguì Garibaldi durante tutta la campagna del 1860, annotava meticolosamente ogni tappa nel suo diario di viaggio, Bertani non si limitò a registrare le questioni militari o mediche, ma rimase affascinato dalla posizione strategica del fortino al confine tra Campania e Basilicata. Nei suoi scritti descrisse l’accoglienza calorosa delle popolazioni locali che vedevano nei Mille la fine del dominio borbonico, trasformando quella sosta in un momento di grande unione popolare.Durante la tappa del 6 giugno, la cultura popolare locale ha tramandato diverse storie sulla semplicità delle abitudini di Garibaldi, si racconta che nella Taverna della Duchessa a Postiglione, l’oste fosse pronto a preparare un banchetto da re per l’Eroe dei Due Mondi. Garibaldi, tuttavia, rifiutò le portate elaborate per chiedere soltanto del pane locale, del formaggio fresco e del vino rosso del posto, condividendo il tavolo con i suoi uomini per non fare alcuna distinzione di rango. Nel territorio tra Casaletto Spartano e i confini lucani si tramanda che i soldati in marcia verso nord si dissetarono alle sorgenti e ai corsi d’acqua montani dell’area del Fortino, l’ il generale volle sincerarsi di persona che l’acqua fosse potabile per la sua truppa prostrata dai giorni di marcia e impose una sosta tattica proprio per permettere il rifornimento idrico prima di proseguire verso la Basilicata e la piana del Sele.
Oggi la Strada Regia delle Calabrie sta diventando brand turistico grazie al progetto di promozione voluto da Archeoclub d’Italia, Regione Campania e ANCI Campania.



