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Il grande teatro popolare dei Di Maio al Trianon Viviani: “È asciuto pazzo ‘o parrucchiano”

Teresa Lucianelli

Napoli. È di scena la commedia classica napoletana al Trianon Viviani. Il 13 ed il 14 febbraio sono dedicati al grande teatro popolare dei Di Maio, antica famiglia teatrale fondata da Crescenzo Di Maio nel 1875.
Oscar Di Maio, suo discendente e affermato attore comico e rappresentante di spicco di questo genere, è sia protagonista che regista di “È asciuto pazzo ‘o parrucchiano”, noto lavoro scritto dagli zii Gaetano e Olimpia.
Uno spettacolo gustoso e coinvolgente, particolarmente amato dal pubblico napoletano, che si prepara a riempire la sala di Forcella, tra le più frequentate della città, la cui offerta articolata richiama un’ampia platea, soddisfacendo richieste ed aspettative eterogenee.
Due serate molto attese, quelle in calendario venerdì e sabato prossimo (ore 21) al Teatro del Popolo.
Sul palco, insieme a Oscar Di Maio e ad Alessandra Borrelli, nell’affiatata compagnia ci saranno, in ordine alfabetico: Marcello Borsa, Francesco Cozzolino, Anna Damasco, Marzia Di Maio – esponente della quinta generazione della famiglia teatrale Di Maio – Carmela Falciola, Rodolfo Fornario, Aurelio Magnetti, Francesco Petrillo, Antonella Quaranta, Ciro Scherma, Selenia Scognamiglio, Ambra Valva. Inoltre, la partecipazione straordinaria di un altro artista di famiglia: Oscarino Di Maio, cugino di Oscar.
L’assistenza alla regia è curata da Ciro Scherma; a firmare le scene è Max Malavolta; il disegno luci è di Ciro Salemi; i costumi sono di Luisa Pane.

Ambientato nella casa di don Sandro, parroco di un piccolo paese contadino afflitto da un evidente conflitto tra religione, credenze popolari e superstizioni, lo spettacolo si presenta decisamente piacevole, con una trama che si presta ad argute battute di una comicità scatenante e, allo stesso tempo. innesca con leggerezza un meccanismo di riflessione sulla contraddittorietà delle situazioni della vita e sulla filosofia del “fine che giustifica i mezzi”, aprendo la strada a considerazioni che si collegano al nostro quotidiano e sono ad esso molto più vicine di quanto di potrebbe immaginare di primo acchito.
Accanto al sacerdote, donna Rosa, la sua energica quanto indomabile perpetua, perpetuamente borbottante, ed il sacrestano Modestino.
Preoccupato per le continue scaramucce, gli immancabili litigi e le notevoli difficoltà dei fedeli, don Sandro tenta di rafforzare in loro la fede e di consolidare un clima di serenità nel piccolo centro.
Impiega ogni energia per combattere in tutte le maniere a sua disposizione ogni turbativa che possa allontanare dal credo i suoi parrocchiani.
Lo fa con sincera dedizione, manifestando la sua vocazione in maniera genuina. Arriva a ricorrere a stratagemmi ed a intricati sotterfugi.
Giunge perfino a inscenare dei finti miracoli, pur di ricondurre all’ovile le pecorelle smarrite e in via di smarrimento, e dirimere i numerosi contrasti che, al contrario dalle aspettative del parroco, sembrano anzi aumentare, ingigantiti da pettegolezzi e mezze verità che crescono, anzi, a dismisura.
I risultati, almeno apparentemente, sembrano fallimentari, e questo getta nello sconforto il sacerdote fino a condurlo sull’orlo della pazzia.
Eppure, nonostante lo sconforto, si apre uno spiraglio di luce che illumina le coscienze dei paesani. Finiscono così per affiorare le verità taciute ed emergono tra l’altro anche i vari “peccati” e “peccatucci” commessi dagli abitanti del piccolo centro.
In un alternarsi di situazioni grottesche, imprevedibili ed esilaranti, si arriva al momento clou della rappresentazione, caratterizzato dallo scenografico intervento del Vescovo, che arriva per indagare sul “miracolo” di cui gli è giunta inevitabilmente voce, sfociando nel gran finale esilarante, che non mancherà comunque di portare il pubblico, soddisfatto da una gratificante rappresentazione, a riflettere sulle contraddizioni presenti sulla scena, in quanto rispecchiano le tante che caratterizzano spesso anche oggi la realtà, sicuramente a sorridere e pure a sperare.

Il Teatro Trianon Viviani offre pure l’opportunità di visitare la Stanza delle Meraviglie e la nuova Stanza della Memoria, dal martedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 14:30 alle 17:30 e la domenica, dalle ore 10 alle 13. È richiesta la prenotazione obbligatoria, che va effettuata tramite email: prenotazioni.trianon@scabec.it.
Entrambe le realizzazioni sono caratterizzate da un’impostazione innovativa e adottano moderne tecnologie digitali, consentendo la conoscenza del ricco e variegato patrimonio della Canzone napoletana ed una fruizione emozionale di esso.
Le Stanze fanno parte dell’Ecosistema digitale per la Cultura, programma di digitalizzazione dei beni culturali, materiali e immateriali attuato da Scabec e promosso dalla Regione Campania che sostiene il Trianon Viviani unitamente alla Città metropolitana di Napoli ed al Ministero della Cultura; mentre il patrocinio è di Rai Campania.

Per gli innamorati, in occasione di San Valentino, il Teatro lancia una interessante promozione destinata alle coppie: nei giorni di sabato 14 e domenica 15 febbraio esclusivamente al botteghino del Trianon Viviani sarà possibile acquistare un biglietto per due persone, valido per assistere a uno spettacolo a scelta tra quelli in calendario nel mese di febbraio, al prezzo speciale di 20 euro.

Prosegue intanto la campagna abbonamenti: è possibile regalarsi e regalare una card per questa seconda parte del cartellone, che si conclude a maggio. Due le tipologie: Gold e Silver, a partire da 40 euro; ciascuna prevede un pacchetto di quattro spettacoli sottoscrivibili soltanto recandosi al botteghino del teatro.
Per acquistare I biglietti: botteghino, prevendite convenzionate e online su AzzurroService.net.
Il botteghino è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13:30 e dalle 16 alle 19; la domenica e i giorni festivi, dalle 10 alle 13:30. tel. 081 0128663
email boxoffice@teatrotrianon.org
sito istituzionale teatrotrianon.org, social media Facebook, Instagram, YouTube.

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