Il Museo Egizio di Torino amplia la sua offerta e si racconta.

Campania Felix

20/12/2019

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TORINO- (Anna Smimmo)- Così il Museo Egizio di Torino rivela al pubblico il suo passato: un inedito percorso biografico che si articola nell’allestimento di cinque nuove sale, fra le quali spicca l’area dedicata alla fedele ricostruzione di un ambiente museale dell’800. “È un primo passo, un intervento strutturale e creativo, che abbiamo compiuto autofinanziandoci. Siamo proiettati verso il bicentenario che celebreremo nel 2024”, ha dichiarato la presidente del Museo Egizio, Evelina Christillin. “Questo è un luogo vivo, in continuo divenire, che muta e si evolve in virtù dei risultati della ricerca. Abbiamo realizzato questo importante progetto grazie alla collaborazione con l’Accademia delle Scienze che ci ha permesso di ricostruire i passaggi della vita del museo”- ha spiegato il direttore Christian Greco. A meno di cinque anni dall’aprile del 2015, quando fu svelata al pubblico la configurazione del Museo Egizio, la nuova pianificazione coinvolge le superfici all’interno dell’ex Collegio dei Nobili di Torino. Il progetto ha riguardato le cosiddette sale storiche, cui i visitatori iniziano il percorso al piano ipogeo offrendo un itinerario alla scoperta dell’antico Egitto e sulle origini del Museo stesso. Una narrazione proposta in chiave interattiva, con un completo rinnovamento che ha articolato l’area in cinque inediti ambienti. Un “cammino” storico modellato attorno agli studi condotti all’interno del Museo Egizio dal curatore Beppe Moiso e dall’archivista Tommaso Montonati, reso di agevole utilizzo da un progetto di comunicazione visiva, realizzato con il ricorso a immagini d’archivio – antiche litografie, stampe e fotografie d’epoca – oltre a video e supporti digitali.
Raccontare la nascita e l’evoluzione del Museo Egizio significa narrare la storia di un universo culturale i cui confini non si limitano alle sale che ne custodiscono la collezione; è una collezione che unisce luoghi tra loro lontani e parla lingue diverse, intrecciando locale e globale in una rete che collega Torino non solo alle sponde del Nilo ma anche alle principali città europee.

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