“La mia Parola di donna”, un gran successo per la presentazione del libro a Cellole.

Campania Felix

01/12/2019

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(Anna Smimmo)- Da Napoli a Cellole, continua la tappa per la presentazione del libro “La mia Parola di donna. Ricerca giocosa sulla donna e i suoi simboli” della scrittrice e dott.ssa Antonella Prisco, frammenti di discorsi femminili, aforismi e frasi sbilenche. Un libro illustrato, giocoso, leggero, utilizzabile a piacere come libro da meditazione, da aprire a caso per vedere cosa ha da dirci “il caso”. Ieri sera, 30 novembre, alle ore 19.00 presso la biblioteca comunale di Cellole in piazza F.Compasso ha avuto luogo la presentazione di suddetto libro, un’incontro sostenuto dal patrocinio del Comune di Cellole, Officine Kulturali Aurunke, l’ass.ne E.V.A. (E’ Vietato Astenersi), da A.N.S.Campania (Associazione Nazionale Sociologi Dipartimento Campania) e da PuntOorg International Research Network. Presentazione moderata egregiamente e con tanta professionalità dalla sociologa e dott.ssa Rossella Cappabianca la quale apre il dibattito presentando l’autrice e il suo “prezioso” libro. Passa la parola all’avv. Mariangela Merola di Cellole: “Ringrazio tutti di essere qui. Questo è un libro realizzato dall’unione di tanti incontri in cui molte le donne hanno dato un loro contributo “istintivo”. Ci tenevo fortemente a realizzare questa presentazione a Cellole. Ho cercato di associare le letture, che ascolterete, a ciascuna di loro, conoscendole personalmente”. 

“Un libro contenente il contributo di diverse donne (frasi, aforismi, immagini) che la scrittrice per motivi di privacy non ha potuto associare direttamente ma menzionate tutte al termine del libro!”- è quanto aggiunge Cappabianca.

Si è passati ai saluti istituzionali della prima cittadina avv. Cristina Compasso che ha voluto fortemente inserire questo evento in un percorso culturale e civile. “Noi come amministrazione stiamo portando avanti una campagna di sensibilizzazione contro la violenza di genere. Un percorso che non bisogna parlarne solo il 25 novembre legato alla morte delle sorelle Mirabal, attiviste politiche, ma che bisognerebbe parlarne spesso. Abbiamo iniziato questo percorso il 21 novembre con un’evento nuovissimo promosso dall’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere sul Codice Rosso, il quale rappresenta un mezzo di tutela forte introducendo vari reati per combattere la violenza contro le donne. Non basta una legge, non basta un codice rosso, è necessario una campagna di sensibilizzazione, educare soprattutto le giovani e future generazioni al rispetto per la donna. Bisogna gettare semi e noi continuamente cerchiamo di gettarli! Io leggendo questo libro mi sono ritrovata in ogni concetto, è stato un pò come scoprire l’universo femminile, le varie sfaccettature presenti in una singola donna. Ringrazio la dott.ssa Antonella Prisco per l’occasione che ci ha dato e voglio dedicare questo momento alle donne uccise dai loro persecutori, uccise per un’ideale politico (qualsiasi esso sia: libertà di stampa, libertà di opinione ecc.), per la libertà e per la democrazia”.

Di come sia nato il libro e della sua stesura l’ha spiegato l’autrice Antonella Prisco, biologa e ricercatrice nonchè appassionata di arte e di psicologia. “Ho iniziato a scrivere questo libro, il mio primo libro, cinque anni fa, prendendo come spunto ed ispirazione i vari segnali che mi capitavano quotidianamente. Il Titolo del libro è ispirato a quello di Carl G.Jung “L’Uomo e i suoi simboli”. Un pò un agguato perchè chiedavamo alle tante donne intervistate “Se dico donna cosa ti viene in mente?” E proprio in questo modo sono saltate fuori frasi, immagini, tante altre cose molte belle.

Tante le donne che hanno contribuito alla realizzazione della presentazione. In particolare, sono intervenute:

– la regista Giulia Casella di OKA- Legambiente leggendo due brani del libro dal titolo “IL TEATRO e “L’INDIFFERENZA”: “Quando si parla di peccato mortale si parla del peccato della coscienza soprattutto quando si è “indifferenti” a tutte le violenze esercitate contro le donne.  La donna già dal tempo di Eva è stata personificata come immagine e simbolo di peccato, stigma della chiesa e non ce ne siamo liberati più. Io adoro le streghe! Semmai donne che conoscevano l’utilizzo delle erbe; una donna che osa accostarsi alla scienza, sfidare il mondo scientifico. Messa al rogo!!!! Qualcuno ricorda Franca Viola? – chiede al pubblico– Appartiene alla mia giovinezza… La ragazza che disse NO! No al matrimonio riparatore dopo aver subito un sopruso che a quel tempo non era raro. Una ragazza che ha cambiato la storia d’Italia affermando il diritto delle donne di decidere del proprio futuro e della propria Vita”- conclude Casella.

-la delegata alla Cultura e all’Istruzione del Comune di Cellole, Prof.ssa Loredana Manfredi: “Subito mi ha incuriosita il titolo di questo libro e l’ho subito sfogliato, immaginando il meraviglioso mondo femminile che noi incarniamo. I brani che dovrò leggere “I FIGLI” e “L’ARCOBALENO” sono brani che che mi personificano associando la donna al simbolo della fertilità, della prosperità. Nell’antichità la donna era una divinità, reganava sovrana sempre come donatrice di Vita. In epoca medioevale, cristiana, tutto cambia. La donna viene vista come simbolo di peccato, di donna vista figlia del diavolo, addirittura come strega. Una donna subalterna all’uomo. Ricordiamo poi la donna simbolo di vita e fertilica, la figura di Maria e di Gesù. Abbiamo visioni un pò distorte! La donna nel corso del tempo ha cercato di farsi valere, lottando anche con le unghie e dopo anni di femminismo è riuscità a prendere coscienza e consapevolezza del proprio essere”.

-La Presidente del Consiglio Prof.ssa Marianna Mauriello legge “SCIENZA FEMMINILE” e “BATTITO”: “due brani che si possono sintetizzare come Ragione e Sentimento presenti in ciascuno di noi ma nella donna “quel battito” del sentimento è più forte, infonde passione in ogni sua azione. Sono delle riflessioni giocose ma con contenuti molto particolari, Antonella! Poi io amo le citazioni brevi associate alle immagini. Tanti gli Uomini e scrittori che hanno dedicato poesie  alle donne, pertanto, gli uomini non sono tutti uguali. Dobbiamo focalizzare l’attenzione al termine riflessivo AMARSI! Solo amando in primis se stessi si diventa più forti. Ed ecco che poi è possibile anche superare problematiche più gravi (quello della violenza contro le donne). La solidarietà femminile è un punto cardine fondamentale e che vedo soprattutto stasera. La violenza sulle donne qualsiasi essa sia anche quella psicologica, con le parole, distrugge questo battito. Tutti sappiamo cosa sta accadendo tra la Turchia e la Siria del Nord dove ci sono i Curdi che stanno cercando di avviare un contratto sociale, avviare una democrazia che infastidisce alla Turchia. Dal contratto sociale del Rajava leggo l’art.28: “Uomini e donne sono uguali difronte alla legge. La Carta garantisce l’effettiva realizzazione dell’uguaglianza delle donne e incarica le istituzioni pubbliche di lavorare per eliminare la discriminazione di genere”-conclude la Presidente del Consiglio Mauriello.

Infine, al tavolo Fernanda Esposito, Volontaria Afs Intercultura Onlus, introduce leggendo due brani “IL PONTE”: “Un brano che rispecchia ciò che faccio nella vita, il Volontariato. Creare ponti tra culture diverse”. In seguito, l’ultimo brano letto dal titolo “LA FICA ALATA”: “Il sesso, LA VAGINA, una parola che non viene mai utilizzata come braccio, gomito! Termine della lingua italiana di uso comune per indicare una parte anatomica dell’apparato genitale femminile. Dovrebbe rappresentare una forma dell’espressività comune ma che comune non è”.

Un pubblico, compresi gli uomini, che ha dimostrato grande interesse per tale tematica discussa e affrontata in maniera giocosa. Vivissimi complimenti agli interlocutori, un’iniziativa che contribuisce a promuovere un più onesto dibattito sui temi contro la violenza di genere.

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