MAFIA COMUNICATO STAMPA PRESIDENTE POLO SUD – ON. AMEDEO LABOCCETTA

COMUNICATO STAMPA

Mafia, Laboccetta (Polo Sud): “Dopo 30 anni resta una domanda: perché fu cambiata la linea dello Stato sul 41 bis?”

Napoli, 8 agosto 2026 -“Fu il presidente Scalfaro a volere la sostituzione del capo del Dap, l’ottimo Nicolò Amato, con il giudice Adalberto Capriotti. E questi sono fatti, non interpretazioni”. Lo afferma l’onorevole Amedeo Laboccetta,  presidente di Polo Sud,per il quale “le carte dell’Antimafia e le testimonianze raccolte sulla vicenda meritano di essere rilette con attenzione”.

“Dopo poche settimane dal suo insediamento  – ricorda Laboccetta – furono adottate disposizioni che portarono alla mancata proroga del 41 bis per oltre 300 mafiosi. La motivazione, almeno per come emerge dalla documentazione disponibile a tutti, ha dell’incredibile: dare un segnale di alleggerimento alle organizzazioni criminali”.

“Vale la pena ricordare che di questa vicenda  – prosegue il presidente di Polo Sud – si occupò coraggiosamente il giudice Gabriele Chelazzi, nel pieno della stagione delle stragi del 1993. Una storia allucinante, che andrebbe chiarita con giusti approfondimenti”.

“Naturalmente, non intendo formulare sentenze né attribuire responsabilità personali: dico semplicemente che in Antimafia ci sono documenti e testimonianze che consentono di ricostruire quei passaggi e che meritano di essere conosciuti. Non è difficile, basta leggere le carte”, aggiunge Laboccetta che chiude: “Resta una domanda: perché, proprio in quella fase drammatica, lo Stato scelse di modificare la linea sul 41 bis? È una domanda alla quale, dopo oltre trent’anni, sarebbe utile dare una risposta fondata sui documenti e non sulle contrapposizioni politiche. Scalfaro non era certo un figurante”.