Montagna, via libera a 156 milioni di euro per i Comuni: “Un passo avanti importante anche per l’Abruzzo”

Caruso (UPI/Provincia dell’Aquila): «Riconosciuto il valore dei nostri territori, ma servono risorse crescenti».

Un’iniezione di fiducia e risorse concrete per le zone montane e le aree interne del Paese: la Conferenza Unificata ha dato il via libera definitivo al riparto di 156 milioni di euro a valere sul Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane. L’intesa segna un passaggio strategico per il contrasto allo spopolamento, la tutela dell’ambiente e il rilancio socio-economico dei piccoli Comuni dell’Appennino e delle Alpi.

Insieme al piano di riparto dei fondi, è stata sancita l’istituzione del Tavolo permanente per i Cammini d’Italia, uno strumento pensato per mettere a sistema e valorizzare la ricca rete di itinerari storici, culturali e naturalistici che attraversano la penisola. Sulla misura è intervenuto Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila e vicepresidente dell’Unione delle Province d’Italia (UPI), che ha accolto la notizia con favore pur mantenendo alta l’attenzione sulle prospettive future: “Si tratta di un passo avanti importante e di un passaggio decisivo anche per l’Abruzzo e per il nostro territorio provinciale”. In merito alla nascita del Tavolo permanente sui Cammini, il presidente della Provincia dell’Aquila ha avanzato una proposta chiara “I Cammini sono diventati un importante volano di sviluppo per l’intero Abruzzo: attraversano i borghi, mettono in rete il patrimonio storico, culturale e naturalistico e generano opportunità per le attività e le comunità locali – aggiunge il presidente Caruso –. Per una regione come la nostra, ricca di questi itinerari, e per la provincia dell’Aquila, questa prospettiva ha dunque un valore concreto, valorizzare i cammini significa sostenere un turismo capace di portare visitatori nelle aree interne, favorire soggiorni più lunghi e far conoscere luoghi che meritano maggiore attenzione”.

Per troppi anni abbiamo considerato la montagna un margine, un confine oltre il quale le opportunità sfumavano. Oggi questi investimenti ci ricordano che il futuro dell’Abruzzo e dell’Italia non si misura solo sulla velocità delle sue metropoli, ma sulla capacità di custoderne le radici, dimostrando che dove c’è comunità e cura del territorio, la distanza non è più un isolamento, ma una risorsa inestimabile.