Sky High Farm Goods: come la moda finanzia la giustizia alimentare

MODA ED AGROECOLOGIA SI UNISCONO PER IL PIANETA: IL MODELLO SKY HIGH FARM GOODS DIMOSTRA COME L’ABBIGLIAMENTO PUÒ FINANZIARE LA GIUSTIZIA ALIMENTARE E RIGENERARE I SUOLI

di Loredana Tuccillo

In un’epoca in cui il settore dell’abbigliamento cerca costantemente di ridefinire il proprio impatto sociale e ambientale,l’azienda statunitense Sky High Farm Goods, dimostra come il guardaroba può diventare un potente strumento di rigenerazione ecologica e giustizia sociale. L’artista Dan Colen nel 2011 ha fondato nella Hudson Valley, nello Stato di New York, l’azienda Sky High Farm Goods, nata dall’omonima fattoria no-profit, con l’obiettivo di combattere l’insicurezza alimentare e promuovere l’agricoltura rigenerativa. Dan Colen acquistò inizialmente una proprietà di circa 40 ettari ad Ancramdale per allontanarsi dal ritmo frenetico della scena artistica di New York e cercare un luogo di ritiro personale, vivere nella natura lo portò a riflettere sul contrasto tra la ricchezza agricola della zona e la grave insicurezza alimentare delle comunità urbane e rurali circostanti. Da questa presa di coscienza nacque la svolta: trasformare la tenuta in un’azienda agricola no-profit con una regola ferrea e senza compromessi, ovvero donare il 100% del cibo prodotto a banche del cibo, mense comunitarie e rifugi locali.Tutto il cibo prodotto nell’azienda agricola viene coltivato con tecniche agroecologiche che ripristinano la salute del suolo e migliorano la biodiversità locale. Attraverso collezioni d’ispirazione workwear e collaborazioni di alto profilo con marchi globali come Levi’s, Converse e Balenciaga, il brand converte i profitti delle vendite di moda direttamente nei costi operativi della fattoria e in borse di studio per la formazione di una nuova generazione di agricoltori. Il modello di Sky High Farm e del suo braccio promozionale Sky High Farm Goods agisce sull’impatto ambientale e sull’ecosistema globale anche attraverso tecniche agroecologiche rigorose. Infatti al centro del progetto vi è un modello circolare unico che intreccia giustizia alimentare, sostenibilità tessile e tutela della biodiversità. L’azienda agricola produce cibo biologico ad alto valore nutrizionale interamente destinato alle comunità locali affette da insicurezza alimentare, ma la vera rivoluzione risiede nel come questo cibo viene coltivato: attraverso pratiche rigorose di agricoltura rigenerativa ad esempio come il no-till, ovvero la rinuncia all’aratura profonda per non disperdere l’anidride carbonica stoccata nel terreno, in più l’uso di colture di copertura per arricchire il suolo senza chimica e il pascolo rotazionale gestito permettono non solo di ripristinare la salute della terra, ma di trasformare i campi in veri e propri “assorbitori” di carbonio atmosferico. Per sostenere autonomamente questo impegno e tagliare i costi logistici della filiera a chilometro zero, il brand Sky High Farm Goods converte i profitti delle sue collezioni in risorse per la fattoria, riflettendo la sostenibilità direttamente nei capi, il brand utilizza esclusivamente cotone biologico, tessuti riciclati e pratiche di upcycling, come dimostrano le capsule collection realizzate in collaborazione con colossi come Levi’s e Converse, che ridanno nuova vita a rimanenze di magazzino (deadstock) e capi usati.

Inoltre, reinvestendo i proventi in borse di studio e programmi di formazione (Farmer Training Fellowship), il progetto educa una nuova generazione di agricoltori alla tutela dell’ecosistema. Sky High Farm traccia così una nuova strada: unire la creatività del design all’agroecologia per guarire il suolo, sfamare chi ne ha bisogno e ridurre drasticamente l’impronta ecologica della moda.

“Il nostro obiettivo è dimostrare che l’industria della moda può smettere di essere una fonte di inquinamento per diventare un motore diretto di rigenerazione ecologica e sociale”, dichiara il team di Sky High Farm.

Attraverso questo approccio, Sky High Farm Goods definisce un nuovo standard globale per la responsabilità d’impresa, unendo il design d’avanguardia alla salvaguardia attiva del pianeta.