Un mese di silenzio: a novembre l’aeroporto di Capodichino sarà chiuso per lavori.

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Quale sarà l’impatto acustico e psicosociale della chiusura temporanea di Capodichino?

di Loredana Tuccillo

Nel mese di novembre 2026, l’Aeroporto Internazionale di Napoli-Capodichino sospenderà temporaneamente le attività di volo per importanti interventi di manutenzione straordinaria alla pista di decollo e atterraggio. La scelta del periodo non è casuale, novembre è tradizionalmente il mese meno intenso per il traffico, consentendo di limitare l’impatto sui passeggeri e dirottando i voli verso gli aeroporti di Salerno e Roma. I voli per alcune importanti destinazioni come l’Iberia per Madrid, il Vueling per Barcellona e l’Easy Jet per Milano Malpensa saranno spostati per questo periodo all’Aeroporto Costa d’Amalfi di Salerno-Pontecagnano. “Decisivo l’intervento di Adv Unite – commenta Cesare Foa, presidente di Adv Unite, l’associazione dei tour operator e delle agenzie di viaggi – perché il sottosegretario Iannone è intervenuto presso Gesac, spiegando che non si poteva chiudere per un mese a gennaio 2026, ma si doveva concertare con le associazioni di cateogoria ed il periodo migliore non era gennaio, dopo le feste di Natale, come inizialmente ipotizzato, ma novembre. Così, l’aeroporto di Capodichino sarà chiuso dal 1 al 30 novembre. Molte compagnie aeree hanno deciso che già il 31 ottobre pomeriggio non atterreranno a Napoli e la stessa cosa avverrà il 1 dicembre, perché in caso di maltempo potrebbero esserci difficoltà a ripartire”.Se da un lato il blocco delle rotte aeree impone una riorganizzazione logistica per i passeggeri, dall’altro rappresenta un esperimento sociale e ambientale privo di precedenti recenti per la città di Napoli. Per 30 giorni,oltre 100.000 persone direttamente esposti alle traiettorie di sorvolo sperimenteranno un’azzeramento quasi totale della componente aerea del rumore urbano. Quali saranno i benefici tangibili sul piano acustico e quale sarà il giovamento sulla psiche e sulla salute della popolazione? Secondo i rilievi periodici e le mappe strategiche del rumore sviluppate da GESAC e validate dall’ARPAC (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania) in conformità al D.Lgs. 194/2005, nel corso dei trenta giorni, si noterà da subito il crollo immediato dell’indice di Livello di Valutazione del Rumore Aeroportuale e nei quartieri limitrofi, si vivrà un clima sonoro paragonabile a quello di una zona residenziale extraurbana. Ma l’inquinamento acustico non è solo un “fastidio”,è una fonte di stress cronico. La letteratura medica e psicologica, supportata dalle linee guida OMS sul rumore ambientale e da numerosi studi di neuroscienze, evidenzia come l’interruzione improvvisa del rumore aereo generi benefici psicofisici immediati. Ogni sorvolo innesca una risposta involontaria del sistema nervoso simpatico, causando il rilascio di cortisolo e adrenalina, l’assenza di sorvoli frequenti consentirà la ricalibrazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, questo farà si che la popolazione esposta manifesterà una sensibile diminuzione degli stati d’ansia generale, dell’irritabilità e della stanchezza cronica. Gli effetti positivi riguarderanno soprattutto l’interruzione del sonno tra le ore cinque e le ore sette del mattino, e un mese di silenzio notturno completo consentirà il ripristino dei naturali cicli del sonno, comportando dei miglioramenti significativi nelle funzioni cognitive diurne, nella memoria a breve termine e nella regolazione dell’umore. Nelle aree sottostanti le rotte di volo, il rumore aereo frammenta le conversazioni, la concentrazione lavorativa e l’apprendimento, la cessazione del disturbo percepito al passare di un aereo, porterà a un aumento immediato del benessere soggettivo, favorendo la socialità al chiuso e all’aperto e riducendo l’affaticamento mentale causato dal continuo “filtraggio” del rumore di fondo. La chiusura temporanea dell’aeroporto di Capodichino a novembre 2026 rappresenta un fondamentale banco di prova, e offrirà all’ARPAC e alle istituzioni sanitarie campane l’opportunità di raccogliere dati in tempo reale sullo “stato zero” del rumore aeroportuale. Per i cittadini coinvolti, questo mese non sarà soltanto una parentesi logistica, ma una vera e propria cura del silenzio, a dimostrazione di quanto la qualità del paesaggio sonoro sia direttamente legata alla salute mentale e alla qualità della vita di una metropoli.

A tal proposito il sindaco di Acerra Tito D’Errico, medico chirurgo specialista in Reumatologia ha affermato:” l’impatto dell’inquinamento delle aereovie che riguardano i nostri territori è rilevante,questa sarà l’occasione di chiedere all’Arpac di fare una valutazione sulle emissioni e constatare se c’è un abbattimento degli inquinanti. Sarà un dato interessante e servirà anche questo ai decisori politici di incominciare a pensare che una parte del traffico aereo non è più sostenibile sull’aeroporto di Capodichino. Si è parlato negli anni di sfruttare e rivalutare la struttura militare di Grazzianise e convertirla in struttura mista o in struttura civile e questo potrebbe essere una delle soluzioni e un toccasana per la nostra aerea.”