Canale 268
Canale 268

4 maggio 2023 Udinese – Napoli 1 – 1 il sogno che diventa realtà.

di Giuseppe Tolvo E’ vero lo sapevamo già; è vero, tutto era già pronto da domenica scorsa, dalla vittoria di Torino contro la Juventus, forse anche da prima; tutti, ma proprio tutti erano solo in attesa della “certificazione” di un trionfo preannunciato, grazie ad una stagione maiuscola, superba degli uomini di Spalletti, ma nonostante questo, ancora una volta la città, il popolo, l’anima di Napoli sono esplose in un qualcosa di unico ed irripetibile! Per quelli della mia età è stato il primo scudetto azzurro e posso dire, senza vergogna, che la gioia e l’emozione sono state uniche ed irripetibili. Certo, dopo il gol di Lovric al 13° minuto del primo tempo, un pizzico di sconforto è calato: credevamo di dover ancora rimandare la festa; temevamo di dover tenere ancora dentro tutta quell’energia e quella voglia di esplodere di gioia e di orgoglio accumulate in un’attesa così lunga e così sofferta. In questi ultimi novanta minuti negli occhi dei tifosi napoletani sono scorse le immagini di questi lunghi anni. Anni sofferti: le retrocessioni, il fallimento, i presidenti imbelli, truffaldini e incapaci che avevano portato nel baratro il nostro blasone. E poi gli anni della rinascita, prima lenta, poi sempre più prepotente grazie all’era De Laurentiis, grazie ad un imprenditore che ha contrapposto alla contestazione ed alla delusione dei tifosi la programmazione, la pianificazione, un nuova visione manageriale del fenomeno calcio, oggi giorno così diverso da quello di trent’anni fa. Una crescita che oggi fa della SSC Napoli la meglio organizzata, la meglio gestita, la vincente assoluta in Italia e la Società italiana più competitiva a livello europeo. Negli anni in cui i grandi club del nord balbettavano e non riuscivano spesso a figurare nelle competizioni europee, il Napoli c’è sempre stato per ben undici anni di fila! Questo vuole dire “visione”, programmazione e forse (perché no, non guasta) anche un pizzico di fortuna. Oggi però, a questo grande Presidente cui, a torto od a ragione, è stato dato dell’antipatico, del micragnoso, del presuntuoso, dell’arrogante tutti noi (ed anche io) non possiamo che dire grazie, anzi, non dirlo ma gridarlo, così come abbiamo gridato, dando sfogo alla gioia, dopo il gol di Osimhen e al 94° minuto, quando l’arbitro Abisso da Palermo ha decretato la fine della gara. E permettetemi, per concludere, un appunto personale che però è “storia” perché riscontrato in tante case napoletane. Al fischio finale io sono letteralmente “esploso di gioia”: i vestiti buttati in aria, le corse per casa, le grida, le invocazioni e qualche imprecazione verso chi (e ahimè sono sempre tanti, troppi) continuano ad insultare, a minimizzare, a offendere Napoli, i napoletani, la nostra storia, la nostra cultura, i nostri colori. Ho poi cercato poi gli amici che erano intorno; ho cercato il loro abbraccio, ho cercato il loro affetto da dividere con il mio, con la mia felicità. Poi, quasi subito ho cercato gli affetti più cari: dov’erano mia madre e mio padre? Per un attimo li avevo persi di vista, nell’esaltazione del momento. Mi sono voltato e ho visto mio padre seduto al tavolo con il capo chino e mia madre che amorevolmente gli era vicino. Mio padre piangeva! Tra lacrime incontrollabili e mortificate, piangeva come non lo avevo mai visto!… Mi ha guardato, mi ha abbracciato e mia ha detto: “Se i tuoi nonni fossero stati qui sarebbe stato bellissimo …”. Ecco cos’è uno​scudetto dopo trentatre anni! Ecco cosa succede ad un tifoso adulto che torna bambino e guardandosi intorno non trova più gli affetti più cari, quegli affetti insostituibili che la vita gli ha portato via … Grazie a tutti quelli che hanno fatto piangere me, mio padre e tanti, tantissimi tifosi napoletani. Sarebbe lungo fare una lista di elogi che oggi, in maniera sincera o strumentale, faranno tutti o quasi tutti gli organi di informazione. A me basta dire grazie a tutta la Dirigenza, a tutto lo Staff tecnico, ad ogni straordinario componente di questa indimenticabile squadra. E soprattutto grazie a Dio di avermi fatto nascere napoletano, in questa terra baciata dal sole e dall’abbondanza, in questa Napoli finalmente ancora una volta e per la terza volta Campione d’Italia.

Related articles

Condividi l'articolo

Ultimi articoli