



Ezra Pound, il poeta statunitense, fu la forza trainante di numerosi movimenti modernisti. Nemico dell’imperialismo statunitense e pacifista, studioso di Dante e Cavalcanti, critico musicale e letterario, fu amico di Hemingway, Eliot, Frost, Montale e Quasimodo. Viene considerato, con i suoi Cantos (Mondadori, 1972), la più grande voce della poesia americana novecentesca.

Eccentrico, egocentrico, addirittura paranoico; affascinante, aitante, irremovibile; profeta biblico, eroe omerico; talentuoso, colto, geniale; irritante provocatore… sono solo alcuni dei tanti aggettivi che hanno usato gli intellettuali del suo tempo per descrivere la figura di Ezra Pound (1885-1972).

Nella trasposizione teatrale troviamo al centro della scena, Ezra Pound, ormai anziano, è incatenato ad una grossa pietra, seminudo, capelli spettinati e barba bianca per quello che è un enigmatico processo che vede Ezra Pound come unico imputato ed Efesto, nelle vesti di pubblica accusa, carceriere sadico e beffardo.
Inevitabilmente tra i due divampa un incendio verbale che è fuoco e scintille. In questa scoppiettante disputa, tanto letteraria quanto ideologica, si inseriscono le voci di alcuni grandi personaggi della letteratura che hanno conosciuto personalmente Ezra Pound: Hemingway, Montale, Pasolini.
Le loro testimonianze confermano, negano, rafforzano, sminuiscono… alimentando le fiamme, o al contrario gettando acqua sul fuoco. Un fuoco che evidentemente, a distanza di decenni dalla morte del poeta, ancora arde, come la fiaccola della conoscenza di Prometeo, o come un pericoloso incendio tuttora da domare.

Biglietti disponibili online e nei punti vendita Etes.it: https://bit.ly/3G3g3LH
La biglietteria fisica è attiva nei giorni di spettacolo dalle ore 18:00 presso le varie sedi
…ciao
Fondazione Ente Ville Vesuviane / Presidente Gennaro Miranda
direzione artistica Bruno Tabacchini

