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Napoli – Atalanta 2 – 0 Analisi di Giuseppe Tolvo

Chi è nato come me negli anni 2000 non ha potuto avere la gioia di assistere (dal vivo allo stadio o in televisione) allo spettacolo offerto ai napoletani dal più grande di tutti i tempi: Diego Armando Maradona. Tuttavia abbiamo avuto modo di vedere i filmati d’epoca ed abbiamo ascoltato i racconti entusiasti dei nostri genitori e dei fratelli maggiori. Ebbene, in qualche modo, sabato pomeriggio il Maradona ha sembrato rivivere le emozioni di trent’anni fa! E tutto ciò grazie al gesto atletico dell’esterno azzurro Khvicha Kvaratskhelia, il nostro genio georgiano che con un’azione trascinante ed irresistibile ha messo il sigillo iniziale alla vittoria del Napoli sull’Atalanta. Servito meravigliosamente dal gigante nigeriano Victor Osimhen, dopo uno dei suoi strappi irresistibili e potenti, l’esterno ha dribblato uno, due, tre avversari e, circondato da ben sette avversari, ha in fine infilato la porta con un potente tracciante sotto la traversa. E’ stata l’apoteosi: il Maradona è letteralmente impazzito di gioia dinanzi a questa azione, dinanzi a tanta prova di potenza e di classe. Si è trattato, in fondo, del completamento di una superiorità espressa dal Napoli per tutto l’incontro; con più sofferenza nel primo tempo, dove gli atalantini sono riusciti in parte a frenare gli slanci degli azzurri; con straripante superiorità nel secondo tempo dove il dominio partenopeo è stato assoluto. Come atto finale è poi giunto anche il superbo colpo di testa del cossovaro Amir Rrahmani che su calcio d’angolo ha fissato il punteggio sul definitivo due a zero. Nota di cronaca, l’ottimo esordio del portiere Gollini che, da ex, si è dimostrato ben presente ed affidabile nelle rare occasioni in cui è stato chiamato all’opera. Insomma, tutte le speranze delle inseguitrici, che avevano visto nella sconfitta contro la Lazio uno spiraglio verso la luce di un difficilissimo recupero, si sono infrante prima nella rovinosa sconfitta dell’Inter a La Spezia, poi nel glorioso sabato che abbiamo vissuto al Maradona. Il cammino riprende spedito e la corazzata Napoli riprende a macinare punti ed avversari, denunciando una superiorità imbarazzante per chi arranca alle spalle e preoccupante per chi in Europa vede nel Napoli la vera “mina vagante” della Champions. ​

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