La fretta almeno in chiesa doovrebbe lasciare il tempo alla riflessione prima
di un distacco tanto sentito.
Hey Noni, ma che hai combinato? Ancora una volta sei riuscita a stupirci tutti, a modo tuo. Sei riuscita a radunarci qui, ed è l’ennesima prova di quanto tu fossi capace di muovere il cuore delle persone. Ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, sa bene quanto fosse speciale e dolce la tua anima.
Se dovessi raccontare chi era Anna, non saprei da dove iniziare. Era una mamma, una nonna e una moglie meravigliosa (per quanto ne voglia dire nonno Giorgio). Era la bontà fatta persona, una donna che avrebbe donato i suoi stessi occhi se avesse saputo di poter aiutare qualcuno. La mia nonna era quella che non lasciava mai nessuno a piedi. Quella che non chiudeva mai la porta a nessuno, nemmeno ai ladri, perché nel suo cuore c’era spazio per chiunque. È la donna che ha sempre mangiato un po’ meno per poter dare un po’ di più agli altri, facendo della generosità la sua lingua quotidiana.
Una donna così forte che ha lottato fino all’ultimo istante. Il suo cuore ha resistito, il suo corpo ha resistito, mantenendo fino alla fine la dolcezza di chiedere una caramella e o caffè. Era una persona che non si fermava davanti a nulla: se si metteva in testa di fare qualcosa, la faceva. Anche se significava comprarsi una chitarra a sessant’otto anni per il puro desiderio di imparare a suonare. Dicono che il Signore scelga sempre i fiori più belli per il suo giardino, e oggi ne abbiamo la prova: ha scelto il fiore più puro e semplice di tutti. Noni, ti sarò grata per sempre per i tuoi insegnamenti e per i tuoi detti napoletani, quelle verità senza tempo che sapevi tirare fuori al momento giusto e che mi porterò dentro come un tesoro.
Sapeva i fatti di tutti ma non per parlare male ma solo per il puro sfizio di sapere
La mia nonna era unica. Anzi, lo è ancora, perché la sua vera forza era la capacità di lasciare un pezzetto di sé in chiunque incontrasse. Lei è viva in noi, nelle nostre mani che si muovono come le sue, nelle nostre parole, nei nostri ricordi. Voglio ricordarti così: come la nonna che non ti lasciava mai a stomaco vuoto, come la mamma che sapeva riportare la calma con un solo sguardo e, soprattutto, come l’amica complice che trovava sempre il modo di farmi ridere e distrarre dai problemi. Noni, ci hai fatto proprio un brutto scherzo stavolta. Ma sai che ti dico? Facciamo così: ora vado a prenderti il gelato a pistacchio,dai svegliati , ce lo mangiamo insieme in segreto io te e zio Bruno e non diciamo niente alle zie. E te lo prometto, nonna: d’ora in poi i capelli me li attacco , inizio ad ascoltarti davvero.
Buon riposo, mia stella polare. Proteggici sempre.
Con affetto la piccrell Clelia

