
Il riconoscimento al direttore della Reggia Tiziana Maffei ieri
12 maggio alla presenza della stampa e varie personalità.

Il direttore della Guida Verde Philippe Orain ha consegnato il riconoscimento agli sforzi fatti dalla Maffei che insieme al suo staff ha lavorato sodo per offrire esperienze memorabili ai visitatori.

Dichiarando inoltre che “ la Reggia di Caserta è una meraviglia anche per la Michelin che con la sua Guida Verde, che accompagna generazioni di viaggiatori da più di 95 anni, riconosce, con l’attribuzione ufficiale delle tre stelle, l’enorme lavoro svolto dalla Maffei e da tutta la sua squadra
consegnandole ufficialmente, nella Sala degli Incontri d’arte l’autorevole encomio a nome dell’ Istituto del Ministero della Cultura, bene Unesco dal 1997.
Una grande soddisfazione per Tiziana Maffei che emozionata ha ringraziato collaboratori e tutte le maestranze che le hanno permesso di ottenere gli eccellenti risultati.




“La Reggia di Caserta è uno dei gioielli Italiani, bene dell’umanità, “ ha spiegato Orain” il Palazzo voluto dal re Carlo di Borbone, capolavoro dell’architetto Luigi Vanvitelli, forma con i suoi giardini un insieme unico, di rara imponenza ed armonia. Una politica di mediazione culturale molto dinamica ne fa ormai un luogo essenziale che “merita il viaggio”. Quello che mi piace di più sono le prospettive, maestose e magiche, come quella formata dal “Cannocchiale”, lo Scalone d’onore ed il Giardino Inglese con l’incredibile Criptoportico e il Bagno di Venere.





Un intero universo da scoprire. Molto ambita dai siti culturali, questa onorificenza è un vero e proprio riconoscimento degli sforzi fatti per offrire tour ed esperienze memorabili. Grazie al suo sistema di valutazione, unico nel suo genere, la Guida Verde Michelin contribuisce allo sviluppo e all’attrazione del turismo promuovendone i patrimoni culturali”.



Ogni anno la Guida Verde Michelin assegna tre livelli di riconoscimenti ovvero nuove stelle ai siti che “meritano la visita”, “meritano una deviazione”, “meritano il viaggio”.
Per consentire ai suoi lettori di identificare rapidamente un sito essenziale, da non perdere, Michelin li classifica in ordine di interesse utilizzando le stelle. Queste vengono assegnate in base a nove criteri rigorosi, applicabili in modo identico in Francia come all’estero.

Il punteggio è, poi, convalidato collettivamente dalla redazione, al fine di garantire l’omogeneità delle selezioni. Questi i parametri: 1. Emozione al momento della scoperta del sito; 2. Reputazione; 3. Ricchezza patrimoniale e ricchezza della visita; 4. Presenza di riconoscimenti ufficiali; 5. Valore intrinseco o storico; 6. Bellezza ed estetica; 7. Autenticità e fascino; 8. Qualità dell’accoglienza; 9. Qualità della visita.
Per la propria valutazione, la Michelin ha realizzato nell’ultimo anno e mezzo una serie di visite “in incognito”, in diversi periodi dell’anno e da parte di soggetti differenti. Le tre stelle assegnate al Museo ne sono il risultato.

“Sono felice che la Reggia di Caserta abbia ottenuto questo riconoscimento – ha detto Tiziana Maffei – è la prova tangibile che la qualità dell’esperienza di visita è cresciuta e che gli standard del Museo stanno migliorando. Devo ringraziare tutto il personale. Il riconoscimento va a coloro che ogni giorno sono il volto e la voce della Reggia di Caserta nonostante le gravissime carenze di organico di cui soffriamo da tempo e la grande mole di lavoro da eseguire. Ogni giorno il Complesso Vanvitelliano accoglie migliaia di visitatori. I numeri negli ultimi mesi sono in crescita seppur fortemente limitati dal contingentamento che ci siamo dati essendo impossibilitati in alcune giornate ad aprire intere zone del percorso. Si aggiungono i grandi e piccoli cantieri che quotidianamente seguiamo tecnicamente ed amministrativamente grazie anche alla collaborazione del Servizio V del Segretariato generale del Ministero della Cultura e di Invitalia che è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia . Con un lavoro comune si è cercato di trovare il giusto equilibrio tra esigenze di fruizione, accoglienza e valorizzazione e necessità di tutela e salvaguardia. E’ una sfida ardua, ancora tutta da affrontare, ma l’impegno di tutti noi è massimo”.


