Teresa Lucianelli
Napoli. Appuntamento di alta qualità culturale, alle 18,30 di oggi al vomerese Teatro Diana, per l’attesa cerimonia di premiazione del Premio Elsa Morante 2026.
Filo conduttore di quest’anno è quello dei “Ragazzini salvati dal mondo”.
Un evento sold out già da diverse settimane, che nel tempo ha consolidato la sua importanza, acquistando ampi consensi e meritato prestigio.
Saranno mille i ragazzi presenti in sala. A condurre, la direttrice e a una del Premio, Tiuna Notarbartolo, insieme ad Alessandro Incerto.
L’organizzazione è curata dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante; a coordinare, Iki Notarbartolo. La comunicazione è affidata a Gilda Notarbartolo.
Dacia Maraini presiede la Giuria, composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo, Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini e Teresa Triscari.
Patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania.
Per il 2026, va ad Ermal Meta l’ambito Premio Elsa Morante Musica, trionfante con la sua delicata “Stella stellina” canzone (Columbia/Sony Music) ed anche libro (Nave di Teseo), dedicati all’innocenza che si distingue quale atto di coraggio ed alla tenerezza che diventa forma di rivoluzione e lascia il segno nel profondo delle menti e dei cuori, scatenando prese di coscienza e riflessioni foriere del cambiamento verso “il giusto”.
La sezione Musica riveste grande importanza e valenza. È infatti riconosciuta dai tanti cantautori i cui testi diventano mission, attraverso un impegno distintivo ed altamente significativo.
Nel passato, il premio per questa sezione è stato consegnato a personaggi come il grandissimo Mogol, l’indimenticabile Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Gianna Nannini, Max Gazzè, Simone Cristicchi, Giovanni Allevi, ecc..
Stella Stellina celebra con struggente delicatezza “lo sguardo dei piccoli come luogo di verità, speranza e salvezza”.
Nel libro e parimenti nella canzone, l’infanzia è più che memoria o nostalgia: è una dimensione morale che va tutelata e custodita. Non solo: è il punto dal quale si deve – è giusto – ripartire, per restituire senso al presente e per riuscire ad immaginare un futuro più umano.
Titti Marrone col suo libro “Primmammore” (Feltrinelli), per la sezione Narrativa, accende i riflettori sui più fragili, perfettamente in linea con il tema 2026 della manifestazione. Infatti, il romanzo evidenzia il tema dell’infanzia violata e la responsabilità degli adulti di proteggerla e, ribaltando la prospettiva morantiana, sottolinea che “non sono più soltanto i ragazzi a poter salvare il mondo, ma è il mondo adulto che deve salvare i ragazzi da violenza, abbandono e omertà”.
La lettura, la formazione e la cultura devono “proteggere i ragazzi da un mondo che appare sempre più malato, violento, limitato, crudele”.
Ambientato nella difficile periferia napoletana, il libri narra della morte sospetta di una bambina di sei anni ed evidenzia “una realtà segnata da abusi, silenzi e complicità collettive”. In esso, la maestra Costanza sceglie di vedere, capire e intervenire. La letteratura come strumento di denuncia e di tutela: in “Primmammore”, un fatto di cronaca diventa fonte di una riflessione civile e morale, e restituisce “voce ai bambini dimenticati”, ricordando che “salvare i ragazzini significa, prima di tutto, assumersi la responsabilità di ascoltarli e difenderli”.
“La Chianca” (Avagliano), è un romanzo giallo-noir che denuncia i traffici di donne e racconta il male più feroce che prospera nel silenzio e nell’indifferenza, tra complicità, paura …

