Racconti e chiarimenti del prof. Giuseppe Noschese sul Coronavirus 

Campania Felix

25/11/2020

557 visualizzazioni

 
(Anna Smimmo ) -Riceviamo e pubblichiamo.
“Se non mi fossi attivato in prima linea in quest’emergenza, mi sarei sentito un disertore”: racconti e chiarimenti del prof. Giuseppe Noschese sul Coronavirus 
Medici, infermieri ed operatori sanitari sono in prima linea contro il Coronavirus, nel pieno della pandemia che dall’inizio di quest’anno ha investito, stravolto, l’Europa tutta.
A discapito di negazionisti e complottisti, il prof. Giuseppe Noschese, in un’intervista rilasciata al giornalista Raffaele Carlino è lapidario: “Il Covid esiste e sta dando filo da torcere alle strutture sanitarie di tutto il mondo.”
Da ottobre il prof. Noschese è Responsabile degli aspetti logistici ed organizzativi del COVID CENTER Degenza e Sub Intensiva dell’Ospedale del Mare.
Una sfida sul campo che si aggiunge alle numerose già affrontate da Noschese: dal 2 aprile 2020 riveste l’incarico di Direttore Unità Operativa Trauma Center ad alta specializzazione presso l’Ospedale del Mare; ruolo che si aggiunge alle esperienze in campo medico su aree problematiche quali AfghanistanPalestina ed Israele.
In merito all’emergenza sanitaria attuale, il prof. Noschese chiarisce: “L’aumento dei pazienti non è più lineare, ma esponenziale. Fino ad adesso stiamo arginando benissimo il fenomeno, disponendo di strutture che stanno rispondendo nel migliore dei modi.”
L’informazione pubblica punta attualmente i riflettori sul vaccino annunciato dai ricercatori Pfizer-BioNTech: “Gli studi effettuati dagli scienziati americani e tedeschi evidenzia che, nella fase 3, il vaccino riduce i sintomi del virus del 90%. Se sarà ulteriormente validata, la ricerca evidenzia dati importanti” rileva il prof. Noschese.
Il Covid è una battaglia ancora più difficile delle altre:“A differenza delle altre malattie esantematiche sembrerebbe che il Covid non dà una copertura anticorpale definitiva, una volta preso, ma dura fino a quando il titolo anticorpale si mantiene a livelli accettabili. Infatti c’è stato più di un caso di replicazione del Covid” emerge nell’intervista rilasciata a Raffaele Carlino.
Una storia in prima linea, sul campo emergenza dopo emergenza, quella del prof. Noschese, che nemmeno nell’epidemia contemporanea ha risparmiato forze ed energie: “Ho iniziato la mia esperienza professionale al Cardarelli di Napoli.
Ho avuto il primo impatto con l’emergenza durante il terremoto dell’Irpinia nel 1980. Ci rendemmo subito conto della gravità dell’emergenza quando cominciarono ad arrivare i primi pazienti, la maggior parte dei quali con traumi da schiacciamento.”
Proprio lo scorso 23 novembre sono ricorsi quarant’anni da quel terribile giorno: un avvenimento che ancora oggi trascina con sé le sue conseguenze; così come anche a detta del prof. Noschese “Il Covid è la punta dell’iceberg, visibile, di tanti altri problemi che sta comportando, anche di ordine economico e sociale. In quest’emergenza non mi sono tirato indietro, se lo avessi fatto mi sarei sentito un disertore” ha affermato il prof. Noschese, in tutta la sua franchezza.
Foto a cura di Pino Attanasio
 

Comments

comments

Condivi il post su: