Canale 268
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Rappresentata al teatro Nuovo dei quartieri Spagnoli la piéce “ Nikola Tesla , Genio Compreso” una scrittura di Max Mazzotta protagonista e regista dello spettacolo.

MAX MAZZOTTA

L’attore e regista con la sua narrazione ironica ha voluto rappresentare un tempo determinato riferito al periodo della presenza  nella città di New York del genio Nikola Tesla.

Appassionanti i suoi studi  sugli effetti della corrente elettrica ed in particolare di quella alternata oltre le sue invenzioni di strumenti tecnologici  per analizzarla ed utilizzarla al meglio.

Il Genio  riteneva fortemente che questa energia, esistendo nella natura del pianeta, dovesse essere semplicemente presa e distribuita al mondo gratuitamente senza dover stravolgere alcun equilibrio ambientale.

Un vero scontro con altri suoi grandi colleghi inventori che per altri  fini favorivano il controllo completo delle energie nascenti, come quella elettrica e del petrolio, da parte dei  poteri forti che ne determinarono un percorso totalmente diverso da quello auspicato dal grande inventore Nikola Tesla, che aveva perfino anticipato molte scoperte importanti per la scienza nascente di fine 800 ed inizio 900.

La bella rappresentazione ricca di piacevoli e veloci cambi di scena racconta ironicamente il carattere particolare di una mente superiore a cui si interpone la propria solitudine, il genio ed una eccezionale originalità.

In chiusura del racconto  persino la scoperta di un sentimento d’amore da cui lo stesso  protagonista credeva di essere  immune.

MAX MAZZOTTA CON MARINA SORRENTI
FRANCESCO MARIA CORDELLA
MAX MAZZOTTA CON ALESSANDRO CASTRIOTA

La storia dell’inventore resta un monito che pone, all’attento e numeroso pubblico presente in sala, dei severi  interrogativi su scelte che hanno determinato l’attuale condizione ambientale e di sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, ponendo gli interessi economici a capo di scelte diverse e forse più giuste. Un testo intelligentemente curato e presentato.

ALESSANDRO CASTRIOTA

Sulla scena con Mazzotta, figura di spicco,  i bravi coprotagonisti , Marina Sorrenti, Francesco Maria Cordella e Alessandro Castriota Scanderbeg oltre Graziella Spadafora,Pasquale Mammoliti e Claudia Rizzuti.

assistente testo e regia / ufficio stampa Ilaria Nocito
costumi atelier arte firme di Maria Falbo
consulenza scientifica dott. Jacopo Settino, prof. Piero Riccardi (dipartimento di fisica dell’unical)
produzione Libero Teatro

Pino Attanasio reporter

Un po di storia del genio dell’elettricità

Il 10 luglio 1856 nasceva nell’attuale Croazia Nikola Tesla, un uomo che dedicò la vita a risolvere i misteri dell’elettricità e a cercare il modo per far sì che questo fenomeno semplificasse la vita della gente

NIKOLA TESLA

«La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità». Queste parole riassumono la visione del mondo di Nikola Tesla, un uomo enigmatico, visionario impegnato e controverso e inventore che precorse i tempi.

Nikola Tesla nacque a Smiljan, nell’attuale Croazia, il 10 luglio 1856. All’età di tre anni visse un episodio che ne segnò la vita: mentre accarezzava il pelo del gatto il tocco della sua mano produsse una pioggia di scintille e lui volle sapere il perché. Lo domandò al padre e questi, un sacerdote ortodosso, gli spiegò che si trattava dello stesso fenomeno che colpisce gli alberi durante un temporale, ovvero l’elettricità. Da quel momento e fino al giorno della morte Nikola Tesla dedicò la sua vita a risolvere quel mistero.

Ad appena diciassette anni il giovane Nikola si ammalò gravemente di colera e fu sul punto di morire. Il padre gli promise che quando fosse guarito lo avrebbe mandato alla migliore scuola d’ingegneria esistente, il più grande desiderio del giovane. Dopo essere guarito ed essere entrato nell’esercito, nel 1875 Tesla iniziò gli studi all’università tecnica di Graz, in Austria.

L’eterna lotta tra Tesla e Edison

Da studente iniziò a riflettere sull’obiettivo che l’avrebbe accompagnato per sempre: ideare un modo per far arrivare l’energia gratuitamente a tutti. Nel 1881 andò a Budapest, dove lavorò per la compagnia telefonica nazionale. Poi si trasferì a Parigi, dove trovò lavoro nella compagnia Edison. Nel 1884 dalla capitale francese andò a New York, un percorso seguito quello stesso anno anche dalla Statua della libertà. Una volta in città Tesla si recò direttamente negli uffici dell’uomo che maggior influenza avrebbe avuto sulla sua vita: Thomas Alva Edison. Gli portava una lettera di raccomandazione di Charles Batchelor, il suo ultimo capo in Europa, che scriveva: «Conosco due grandi uomini: uno siete voi, l’altro è questo giovane».

Dopo aver letto la missiva, Edison lo assunse il giorno stesso. Ma la loro relazione fu tutt’altro che placida. Tra i due esistevano differenze che col passare del tempo non fecero che aumentare, soprattutto rispetto al modo in cui consideravano i risultati del loro lavoro. Se Edison fu il primo utilizzatore e un fermo sostenitore della corrente continua, Tesla era convinto che la corrente alternata (che ancora usiamo nelle nostre casa oltre centocinquant’anni dopo) fosse una soluzione migliore. Questa disputa è nota come “la guerra delle correnti”.

Tesla e Edison erano profondamente diversi. Edison era sostenitore della corrente continua, Tesla di quella alternata. Edison non voleva mettere a rischio la propria fortuna per colpa di un “nuovo arrivato”

La “guerra delle correnti”

Di fatto l’idea di Tesla era migliore, ma il giovane aveva bisogno di Edison per metterla in pratica. Edison difese la propria teoria a tutti i costi e non avrebbe mai permesso che un giovane straniero appena arrivato in città gli sottraesse la fama e mettesse in pericolo il suo impero. Tesla dovette affrontare un’imponente campagna di diffamazione.

Perciò l’inventore più anziano iniziò a percorrere gli Stati Uniti con l’intenzione di dimostrare la pericolosità della corrente alternata, spingendosi a folgorare degli animali (cani e gatti, ma perfino un elefante) per delegittimare la proposta di Tesla. Rifiutò anche di pagargli i 50mila dollari promessigli in un primo momento commentando scherzosamente: «Tesla, lei non afferra il senso dell’umorismo americano».

Collaborazione con Westinghouse

Nel 1886 Tesla fondò la propria compagnia, la Tesla Electric Light & Manufactoring. I primi investitori non concordavano con i suoi piani per sviluppare un motore a corrente alternata e finirono per rilevare il suo posto nella compagnia. Tesla però non si diede per vinto e tra il 1886 e il 1887 lavorò a New York come operaio per poter sopravvivere e mettere da parte i soldi per un nuovo progetto. Nel 1887 costruì un motore a induzione senza attrito, alimentato a corrente alternata, che presentò all’American Institute of Electrical Engineers nel 1888. Quello stesso anno sviluppò l’idea per la sua bobina e iniziò a lavorare con George Westinghouse nella Westinghouse Electric & Manufactoring Company nei laboratori di Pittsburg. Westinghouse ascoltò con attenzione le sue idee sui sistemi polifase, che avrebbero permesso la trasmissione di corrente alternata a lunga distanza, e scommise su di lui.

Nel 1893 Tesla lavorò con Westinghouse allo sviluppo di un progetto per fornire elettricità alla città di Buffalo sfruttando l’energia idroelettrica delle cascate del Niagara. Nel 1895 un incendio del suo laboratorio a New York provocò delle perdite incalcolabili per la scienza, perché con l’edificio bruciarono tutti i suoi progetti. Ma Tesla non si arrese. Nel 1898 si presentò al Madison Square Garden di New York un’invenzione chiamata “Art of Telautomatics”. Si trattava di un robot in miniatura, controllato a distanza via radio. Tesla cercò di vendere l’idea all’esercito statunitense, ma all’epoca la marina mostrò scarso interesse. Tesla non risultò neppure l’inventore dell’apparecchio: il merito andò all’ingegnere spagnolo Leonardo Torres Quevedo, che nel 1903 brevettò il Telekino, spacciato come il primo apparecchio radiocomandato della storia.

Nel 1898 Tesla presentò un’invenzione chiamata “Teleautomatics”, un robot in miniatura controllato a distanza via radio

Problemi di brevetti e morte

Tesla ebbe anche dei problemi con Guglielmo Marconi, a cui è attribuita l’invenzione della radio: nel 1906 Marconi vinse il premio Nobel per questa invenzione, ma Tesla aveva brevettato l’idea nel 1886. Tuttavia l’ufficio brevetti fece marcia indietro e finì per attribuire a Marconi la paternità dell’invenzione. All’epoca si parlò molto di questo scambio, che alcuni attribuirono a pressioni economiche da parte di Marconi. Alla fine nel 1943 la Corte suprema degli Stati Uniti riconobbe Nikola Tesla, morto di recente, come inventore della radio, e gli restituì il brevetto fino a quel momento appartenuto a Marconi.

Nikola Tesla morì d’infarto il 7 gennaio 1943, in una stanza d’albergo a New York, all’età di ottantasei anni. Al suo funerale, celebrato nella cattedrale di Saint John the Divine, presenziarono oltre duemila persone, che piansero la morte del genio. Una volta che fu sepolto, il governo degli Stati Uniti entrò nel suo ufficio e requisì tutti i documenti contenenti i suoi studi e le sue ricerche, anche se alcuni non poterono essere decifrati, dal momento che Tesla faceva affidamento soprattutto alla memoria. Anni dopo la sua famiglia riuscì a recuperare parte del materiale sequestrato attraverso l’ambasciata iugoslava.

Tesla è considerato da molti come il più grande inventore del XX secolo. La sua figura, tanto bistrattata in vita, fu in seguito rivendicata da movimenti di controcultura, che scoprirono il lascito di un uomo che si era opposto alle norme esistenti e che visse in un mondo che ancora non era pronto per le sue invenzioni: dal “raggio della morte”, un’arma capace di sparare fasci di particelle, al “teslascopio”, un’invenzione che avrebbe permesso di comunicare con gli abitanti di altre galassie, dal momento che Tesla era certo dell’esistenza di esseri intelligenti in altre dimensioni

Oggi la vita e le opere di Nikola Tesla sono diffuse attraverso il museo che porta il suo nome, a Belgrado: un luogo curioso e interessantissimo, che permette di capire la rilevanza di uno degli inventori più importanti della storia.

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