STPA DELLA FEDERICO II: PREMIATO IL “TALENTO” PER LE TESI DI LAUREA.

Campania Felix

28/03/2019

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NAPOLI/CELLOLE- (RAFFAELE CARLINO e redazione campaniafelix.tv ) – Interessanti ed appassionanti sono stati i lavori discussi, dai neo-laureati del corso di laurea in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali (STPA) del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli studi di Napoli Federico II, durante la seduta di laurea, tenutasi ieri 27 marzo.
Tra questi particolare interesse ha suscitato la tesi sperimentale presentata dalla dott.ssa Anna Smimmo, dal titolo: “The Karyotype in the genetic evaluation of Italian Mediterranean River Buffalo Bulls” (Il cariotipo nella valutazione genetica dei tori di bufala di Razza Mediterranea Italiana). Relatore il professor Vincenzo Peretti. Il lavoro realizzato nel laboratorio di Genetica Veterinaria e Biotecnologie applicate alle Produzioni Animali (Genenvet), grazie alla collaborazione dell’Associazione Nazionale Allevatori della Specie Bufalina ANASB, ha effettuato la valutazione citogenetica dei tori bufalini in prova di progenie.
“Da diversi anni – dichiara la Smimmo – i più importanti centri genetici richiedono l’analisi del Cariotipo per i riproduttori da utilizzare nell’inseminazione strumentale, al fine di evitare la diffusione di anomalie cromosomiche che si possono ripercuotere sulle capacità produttive e riproduttiva dei soggetti in esame e della loro progenie (traslocazione, disordini dello sviluppo dell’apparato riproduttore, etc). Sono particolarmente soddisfatta per il lavoro svolto – continua la Smimmo – e per questo ringrazio il professor Vincenzo Peretti per la sua immensa disponibilità e tutto il gruppo di ricerca di Genenvet, la professoressa Francesca Ciotola, la dott.ssa Sara Albarella ed il dott. Emanuele D’Anza. Infine grazie alla mia famiglia ed a tutte le persone, nessuno escluso, che mi sono stati vicino e mi hanno supportato in questo importante percorso formativo”.

In questi 10 anni di studio nella specie bufalina, come si evince dai dati presentati, le anomalie cromosomiche riscontrate sono state principalmente le aneuploidie a carico dei cromosomi sessuali che, se ben tollerate dalla specie, sono responsabili principalmente di sterilità o di ipofertilità e due casi di traslocazione cromosomica, evidenziate per la prima volta nella Bufala di razza Mediterranea.
L’intenso lavoro di ricerca e di selezione negli ultimi 10 anni ha portato l’allevamento bufalino in Italia, ed in particolare in regione Campania, a raggiungere standard produttivi notevoli tanto che oggi esso è un punto di riferimento a livello internazionale, un modello di “risorsa” che in tutto il mondo cerca di emulare. La situazione attuale del comparto bufalino oggi è però alquanto cambiata, probabilmente legata al cambiamento di management zootecnico, evidenziando (dati BDN) una riduzione del numero degli allevamenti, nel 2019 sono 2185 rispetto al 2009 (2840) a fronte di un maggior numero di capi bufalini che nel 2019 ammonta in tutto il territorio nazionale a 399.000.

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