Campi Flegrei, il Presidente Fico e l’Assessora Pecoraro incontrano una rappresentanza dei residenti degli immobili ACER: «Massimo impegno per la ricostruzione e la messa in sicurezza»

Convivere con un supervulcano sotto i piedi o abbandonare una terra abitata da oltre mezzo milione di persone?

di Loredana Tuccillo

Negli ultimi mesi, con l’intensificarsi delle scosse legate al fenomeno del bradisismo, la tensione tra i residenti è salita alle stelle, tra chi chiede interventi immediati e chi invoca l’evacuazione definitiva dell’area, la linea politica e istituzionale sembra ormai tracciata. A riaffermarla con forza è stato anche Roberto Fico, presidente del Comitato di garanzia del Movimento 5 Stelle ed ex presidente della Camera, intervenuto sul piano di interventi per la zona flegrea.

Il 28 settembre, a Palazzo Santa Lucia, il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico e l’Assessora alle Politiche Abitative, Claudia Pecoraro, alla presenza del Sindaco di Pozzuoli Luigi Manzoni, hanno incontrato una rappresentanza di cittadini sfollati dei Campi Flegrei con riguardo al piano di interventi da attuare per le palazzine ACER in seguito alle verifiche di agibilità e agli interventi di emergenza condotti sul territorio dopo gli eventi sismici dello scorso 31 luglio. Nel corso della riunione, sono state ripercorse le azioni messe in campo in queste settimane per dare supporto alla popolazione e definire in modo chiaro le priorità di intervento sul territorio.

Si è rappresentato come, al momento, sia in corso una stretta interlocuzione con il Governo centrale per la definizione del quadro normativo e finanziario entro cui si opererà nell’ambito del prossimo decreto che riguarderà in modo strutturato e duraturo i Campi Flegrei. La Regione ribadisce l’importanza dell’ascolto delle istanze manifestate dalla comunità locale e del confronto con le amministrazioni locali, anche in vista dei provvedimenti che verranno definiti nelle prossime settimane e della pianificazione degli interventi. «Comprendiamo la sofferenza di chi da quasi due mesi vive lontano dalla propria casa. Il nostro obiettivo prioritario è restituire sicurezza e dignità a tutte le famiglie coinvolte. Abbiamo messo in campo ogni strumento a nostra disposizione fin dalle prime ore dell’emergenza e siamo impegnati per realizzare una rapida ricostruzione e messa in sicurezza. Continueremo a lavorare in costante dialogo con i cittadini, con le Amministrazioni centrali e con quelle comunali affinché le soluzioni individuate garantiscano il diritto all’abitare» hanno dichiarato il Presidente Fico e l’Assessora Pecoraro. Nelle scorse settimane, attraverso un confronto costante con il territorio, sono state raccolte le istanze della cittadinanza e sono state individuate misure concrete per affrontarle. Quanto elaborato finora confluirà nel nuovo decreto, insieme agli ulteriori interventi strutturali indispensabili per fornire una risposta organica alla particolare e delicata situazione che caratterizza l’area flegrea. La priorità resta chiara: dare velocemente risposte concrete ai cittadini e sostenere le attività economiche e commerciali del territorio.

Le ragioni della decisione: perché non si sfolla l’area?

A prima vista, l’idea di non liberare un’area soggetta a rischio vulcanico può sembrare paradossale, tuttavia, le motivazioni tecniche, scientifiche ed economiche alla base della decisione istituzionale sono precise. Esistono però due rischi distinti, il bradisismo e il rischio vulcanico. Spostare in via definitiva l’intera popolazione della Zona Rossa significherebbe ricollocare oltre 500.000 persone appartenenti ai comuni di Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e a quartieri napoletani come Bagnoli, Fuorigrotta e Soccavo e ai paesi limitrofi. Un’operazione priva di sostenibilità economica e sociale, che cancellerebbe il tessuto produttivo, culturale e storico di un’intera regione in assenza di un allarme eruttivo imminente.Attualmente il livello di allerta vulcanica ai Campi Flegrei è Giallo (attenzione). Il Piano Nazionale di Protezione Civile prevede l’evacuazione totale ed obbligatoria soltanto al raggiungimento del livello Rosso (allarme eruzione). I Campi Flegrei sono tra le aree meglio monitorate al mondo: un’eventuale risalita magmatica verrebbe intercettata con giorni o settimane di anticipo, garantendo il tempo necessario per far scattare i piani di fuga.

Ma vivere ai Campi Flegrei è davvero sicuro?

La risposta non è un semplice “sì” o “no”, vivere nei Campi Flegrei significa accettare il rischio.La sicurezza quotidiana non dipende dalla totale assenza di terremoti – inevitabili in questa fase bradismica – ma dalla qualità delle abitazioni in cui si vive, dalla trasparenza dei controlli tecnici e dalla preparazione della popolazione di fronte ai piani di evacuazione.

La scommessa delle istituzioni e della politica resta dunque questa: trasformare l’emergenza in un’occasione per riqualificare il patrimonio edilizio e rendere il territorio resiliente, senza costringere una comunità millenaria a cancellare la propria identità.

Il punto cruciale che spesso si sottovaluta nella discussione è l’ampiezza reale della zona interessata, in quanto il problema dei Campi Flegrei non riguarda soltanto il comune di Pozzuoli, Bacoli o Monte di Procida, ma l’intero territorio Napoli ovest ovvero:Fuorigrotta, Soccavo, Agnano, Bagnoli, Pianura, Posillipo, Chiaia, Vomero, Marano, Giugliano in Campania. In conclusione la sceta politica, non è quella di ignorare il problema vulcanico, ma di gestire i due rischi in maniera differente, prima bisogna affrontare il rischio sismico bradisismico, ristrutturando e rinforzando le case, successivamente sul lungo periodo, si mantiene pronto il piano di emergenza vulcanico.