Entra nel vivo Fiera Agricola in Terra di Lavoro

Campania Felix

24/04/2017

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San Marco Evangelista (Caserta) –  La dodicesima edizione di Fiera Agricola è al terzo giorno ed è decisamente entrata nel vivo, con un  primo parziale risultato in termini di visitatori. Le giornate del 21 e del 22 aprile in particolare, si sono chiuse con lo stesso numero di visitatori della passata edizione, che fruttò complessivamente oltre 45mila  ingressi. Ma la ressa ai cancelli d’ingresso registratasi oggi lascia ben sperare per un totale finale di manifestazione migliore del 2016.

 

Oggi in Fiera è in corso la Mostra Nazionale della Bufala Mediterranea italiana, a cura dell’Associazione nazionale allevatori specie bufalina, presa letteralmente d’assalto da una folla quanto mai numerosa. E nella serata saranno noti i nomi di campioni e campionesse, e dei rispettivi allevamenti di origine provenienti da tutte le regioni italiane coinvolte nell’allevamento bufalino

 

Importanti anche i risultati sul fronte degli incontri e dei convegni che si sono già tenuti nelle prime due giornate. Da dove pervengono tante buone notizie: la Mozzarella di bufala Campana Dop potrebbe diventare un bene storico tutelato dal Ministero dei beni culturali ed entrare in un più forte circuito di valorizzazione, la Mela Annurca Campana Igp potrà incrementare notevolmente la produttività dei meleti (+ 10 ton. Per ettaro), mentre sono maturi i tempi per un rilancio in Campania della coltura della canapa legata alla produzione di fibre tessili.

 

I convegni, che sono stati oggetto dell’attenzione interessata del pubblico hanno registrato il tutto esaurito in termini di posti a sedere

 

Resoconto convegni: 21 aprile 2017

Sulla filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop si è particolarmente distinto – durante il convegno “La filiera bufalina campana Dop, i dati produttivi definitivi sul 2016 e le prospettive per il futuro” –  l’intervento del professor Luigi Zicarelli, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, che è intervenuto sul tema “Valorizzazione dei beni culturali  della Campania e della Mozzarella di bufala Campana Dop”.

 

Un excursus tra storia, archeologia, arte e zootecnia, dalle Ciampate del Diavolo di Tora, dove un uomo preistorico di 500mila anni fa lasciò le sue impronte nella lava del vulcano Roccamonfina, fino alla descrizione delle vedute dei pittori fiamminghi che illustrarono i lavori agricoli e la zootecnia fiorente circostante la Reggia di Carditello “Dove oltre alla mozzarella di bufala fu perfezionato il Parmigiano Reggiano, poiché Carlo di Borbone era figlio di Elisabetta Farnese Parma – ha ricordato il docente.

 

Una storia prestigiosa al servizio del binomio turismo – gastronomia che mette oggi il Consorzio di tutela, dalla nuova sede della Cavallerizze della Reggia di Caserta “Nelle condizioni di chiedere una convenzione al Ministero dei Beni Culturali per rendere la Mozzarella Dop stessa, intesa come bene storico, un bene tutelato, da inserire in un circuito di valorizzazione forte, che abbia presa sui tanti turisti stranieri in visita ai nostri numerosi e irripetibili beni culturali”.

 

Resoconto convegni: 22 aprile 2017

Ieri giornata dedicata alla Melannurca Campana Igp e alla canapa.

 

Durante il convengo “Melannurca Campana Igp, le modifiche al disciplinare di produzione: opportunità e vantaggi” dopo il saluto del presidente del Consorzio di tutela Melannurca Campana Igp Giuseppe Giaccio e  l’introduzione del professor Marcello Forlani, docente di Arboricoltura generale all’Università degli Studi Federico II di Napoli, sulla storia della mela Annurca e sulle intuizioni che hanno suggerito la necessità di modificarne il disciplinare di produzione, ponendo l’attenzione sulla necessità di incrementare le rese per ettaro, il perito agrario Vincenzo De Micco ha spiegato come costituire un nuovo meleto o infittirne uno

 

 

 

 

 

 

 

 

preesistente aumentandone decisamente la produttività- Si potrà passare da 1200 a  1666 piante ad ettaro, con una produzione fino a 45 tonnellate per ettaro, rispettando comunque un sesto d’impianto di un metro e mezzo. Una innovazione che consente di incrementare la produttività della mela annurca fino a 10 tonnelate ad ettaro rispetto al vecchio disciplinare di produzione.

 

 

Sempre ieri si è parlato ancora di colture innovative legate alla tradizione di Terra di Lavoro nel convegno “Un futuro in fibra di canapa” dove si sono confrontati: Valentina Capone, imprenditrice agricola, Raffaella Pergamo, ricercatrice del Crea Colture industriali di Caserta, Gennaro Fabbrocini, imprenditore tessile e Franco D’Amore, esperto canapa di Coldiretti Caserta.

 

Ne è emerso un quadro finalmente chiaro: le imprese tessili sono alla ricerca di canapa e sono disponibili anche a produrre un buon filato fine da rocchetto, vista la domanda esistente sul mercato, e per la filatura ben si adattano le macchine già oggi impiegate per il lino.  Agli imprenditori agricoli si richiede un buon prodottotto intermedio pettinato da filare. Per costruire la filiera saranno di non piccolo aiuto la misura 16. 2 del Programma di sviluppo rurale della Campania – programma nel quale la canapa è stata inserita tra le filiere premianti – e la nuova legge regionale che incentiva la sperimentazione di nuove cultivar

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