Il linguaggio multimediale della rete che “seduce” i giovani. Una realtà pericolosa.

Campania Felix

19/11/2020

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(Anna Smimmo) – La cronaca ci porta a conoscenza di episodi che sfuggono ad un ragionamento logico come lanciarsi da un balcone a 11 anni. Forse per avere un ruolo in un gioco perverso, dove una voce irreale ci spinge a comportamenti drammaticamente reali. Comportamenti che possono, di colpo, porre fine alla nostra esistenza. Il gruppo di ricerca del Centro di Riabilitazione e Fisiokinesiterapia l’Incontro di Teano S.r.l. diretto dal Neuropsicologo Dott. Giuseppe Guglielmo Leggiero fondatore e coordinatore del nuovo gruppo di ricerca T.I.M. CODE,  ha dimostrato che oltre agli eventi manifesti ovvero di cui si ha consapevolezza, anche le informazioni trasmesse attraverso un linguaggio al di sotto del livello cosciente, potessero lasciare una traccia di un apprendimento, influenzando e modificando  risposte a compiti di carattere cognitivo date da bambini con QI ai limiti della norma. 

Da questo studio seguito dal gruppo di ricerca del Dott. Leggiero è stata approfondita la ricerca sull’importanza e l’efficacia degli apprendimenti subliminali, soprattutto rispetto alle fasce più deboli in termini di maturità mentale, che potessero essere maggiormente influenzabili da un tipo di apprendimento “sotto-soglia”. 

Attraverso uno studio osservazionale attivato presso il presidio di ricerca del T.I.M. CODE, sull’utilizzo dei cellulari costantemente connessi alla rete da parte di una categoria di soggetti in età evolutiva preadolescenziale, che manifestano in particolar modo una sintomatologia depressiva, aggressiva, comportamenti oppositivi-provocatori, abbiamo riscontrato che nelle preferenze di questi giovani ricorrono con particolare frequenza contenuti di carattere violento, in particolar modo di tipo autolesionistico, spesso e volentieri trasmessi sottoforma di linguaggi particolarmente coinvolgenti, effetti sonori o visivi accattivanti che attraggono fortemente i ragazzi di questa fascia d’età. La forza seduttiva della rete permette di strutturare una relazione “fittizia” con un mondo fortemente manipolato e manipolatorio allontanando sempre più i ragazzi dall’esperienza concreta della realtà e di conseguenza privandoli della capacità di porsi criticamente nei confronti della vita reale accettando passivamente ciò che la rete ha da offrire. Abbiamo iniziato a monitorare adolescenti con sindromi di dipendenza da videogiochi e o la più invalidante sindrome di Hikikomori. Sfortunatamente le notizie di cronaca pongono sotto la nostra attenzione molteplici situazioni in cui ragazzi vengono “sedotti” dal linguaggio multimediale della rete inducendoli in forme di dipendenze che sfociano in gesti inconsulti di media o grave entità. Blue WhaleFire Challenge e Choking Game sono solo alcune delle folli sfide che dilagano sul web e trovano terreno fertile di coltura, a fini emulativi, tra i ragazzi di età compresa tra i 9 e i 17 anni, che subiscono pressanti manipolazioni psicologiche, al limite del sadismo, al fine di oltrepassare i propri limiti psico-fisici in uno spirito di costante competizione con sé stessi e con gli altri. Resta agghiacciante il fatto che abbiamo verificato come il web propone in modo semplice e diretto la possibilità di scaricare direttamente sul cellulare video con riferimenti all’utilizzo di alcool, droghe e autolesionismo come tentativi di superamento di sfide, difficoltà e situazioni traumatiche proponendo spesso modelli adolescenziali che sviluppano condotte fortemente devianti. Personalmente stiamo provvedendo al rintracciamento di siti che probabilmente per effetto di qualche algoritmo vanno a colpire giovani fragili bersagli per denunciarli agli organi preposti. È opportuno che i genitori non si facciano prendere da remore, non siano troppo fiduciosi nei confronti dei figli preadolescenti e che controllino di tanto in tanto i contenuti dei loro cellulari. 

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