Canale 268
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Quando il Corpo si fa Parola: La Poesia Totale di “Una Serata di Gala” a Pozzuoli in Villa Avellino.

Il Belvedere di Villa Avellino celebra la V edizione di GCDANCE SUMMER AUDITIONS sotto la direzione di Giuseppe Canale. Un trionfo di armonia sospesa tra lirismo classico e astrazioni contemporanee.

La danza, nella sua espressione più pura e nobile, non è una mera sequenza di gesti coordinati o un esercizio di atletismo geometrico. È, al contrario, una vera e propria modulazione dello spazio e del tempo, una riscrittura dei confini fisici attraverso l’armonia del movimento. Esiste un punto di contatto segreto, ancestrale e profondo tra la carne che si fa movimento e l’inchiostro che si fa verso: entrambe le arti inseguono il medesimo, ardito obiettivo esistenziale.

Se il poeta si serve della parola per scavare negli abissi dell’anima e svelare l’indicibile, il danzatore plasma il proprio corpo come uno strumento lirico. Attraverso la coordinazione, l’articolazione e l’interazione intima con lo spartito musicale, la danza veicola un’intensità espressiva che fa leva direttamente sulla sfera emotiva, ponendosi in un dialogo sussurrato e profondo con lo spettatore.

Questa straordinaria convergenza estetica, in cui il movimento si trasforma in poesia visiva, ha trovato la sua ideale apoteosi nella splendida cornice del Belvedere di Villa Avellino a Pozzuoli, teatro dell’attesissima kermesse “Una Serata di Gala”. L’evento ha rappresentato il culmine glorioso della quinta edizione delle GCDANCE SUMMER AUDITIONS, una cinque giorni di altissimo perfezionamento coreutico organizzata da GCDANCEVENTS  l’agenzia internazionale fondata e diretta da Giuseppe Canale. Una manifestazione che ha voluto (e saputo) interpretare l’espressività più elevata di quest’arte, venendo ripagata da lunghi, intensi e scroscianti applausi a scena aperta da parte di un pubblico visibilmente commosso.

Il Gala, realizzato grazie al prezioso patrocinio morale ed al costante supporto del Comune di Pozzuoli, ha offerto ai grandi nomi della danza mondiale un magico luogo d’incontro, regalando al foltissimo pubblico presente una serata di immenso impatto artistico. Ma la magia del Belvedere è solo la punta di un iceberg fatto di studio, rigore e dedizione: i cinque giorni della manifestazione sono stati infatti scanditi da Master Class intensive, sessioni di coaching individuale e di gruppo, audizioni ufficiali alla presenza di direttori internazionali e preziosi momenti di mentoring artistico e professionale.

L’intera kermesse è stata ideata da Giuseppe Canale, una figura di spicco nel panorama coreutico globale. Ex ballerino professionista con vent’anni di esperienza internazionale, Canale ha fondato nel 2019 GCDANCEVENTS, la prima agenzia globale dedicata specificamente alla danza classica e contemporanea. Per il direttore artistico si è trattato di un ritorno alle origini denso di significato: Canale ha infatti iniziato i suoi studi di danza proprio a Pozzuoli, presso la scuola Art Garage diretta da Emma Cianchi. Da quel primo nido d’arte, il suo talento lo ha portato a perfezionarsi alla prestigiosa Hochschule für Musik und Theater di Monaco di Baviera e, successivamente, alla Palucca Hochschule für Tanz di Dresda.

La sua straordinaria carriera professionale, iniziata nel 2012 al Teatro Nazionale Moravian-Silesian di Ostrava (Repubblica Ceca) sotto l’egida di maestri del calibro di Jiří Kylián, è passata per l’Opera Nazionale Bulgara di Sofia  dove ha interpretato i capisaldi del repertorio classico firmati da Yuri Grigorovich  fino all’Israel Ballet di Tel Aviv. Dal 2016 ha incantato le platee oceaniche con il West Australian Ballet di Perth, collaborando con coreografi del calibro di Annabelle Lopez Ochoa e Krzysztof Pastor, per poi coronare il suo percorso dal 2019 al 2023 nelle file dei prestigiosi Les Grands Ballets Canadiens de Montréal, sotto la direzione di Ivan Cavallari.

Oggi, quella fitta rete di relazioni artistiche intessuta nei teatri di tutto il mondo è diventata, grazie alla sua agenzia, una piattaforma globale capace di connettere danzatori, compagnie e istituzioni, creando un ponte concreto tra il talento puro e le grandi opportunità lavorative.

Le stelle del Belvedere: dal lirismo classico alle avanguardie

Il programma della serata ha offerto un perfetto equilibrio eclettico, alternando i capolavori del repertorio classico e neoclassico alle più audaci creazioni contemporanee nate appositamente per l’occasione. Il palco di Villa Avellino ha visto esibirsi icone del calibro di Iana Salenko e Marian Walter, celeberrimi primi ballerini dello Staatsballett Berlin, la cui grazia sospesa rappresenta l’incarnazione stessa della poesia accademica.

Accanto a loro, l’energia vigorosa di Angelo Greco, che ha presentato una selezione di principal dancers del suo nuovo ed eccitante progetto Angelo Greco & Co., composto da artisti d’élite provenienti da storiche istituzioni americane come l’Houston Ballet e il San Francisco Ballet. Il lirismo contemporaneo e l’indagine psicologica del movimento sono stati invece affidati a Rosario Guerra e Giada Zanotti, applauditissimi solisti del Ballet Basel, oltre che al talento dei freelance di caratura internazionale Alessandro Giaquinto e Giovanni Borriello.

A testimoniare la vivacità artistica del territorio e l’indissolubile legame con le radici locali, l’evento ha ospitato le performance di due eccellenze coreografiche campane: la ArtGarage Dance Co, guidata storicamente da Emma Cianchi, e la Cornelia Dance Co, sotto la direzione di Nyko Piscopo, entrambe capaci di stupire per l’originalità e la caratura tecnica della loro proposta.

A rendere la serata un appuntamento di portata storica è stata, infine, la presentazione di alcuni preziosi ed esclusivi estratti del repertorio americano. Queste esecuzioni sono state rese possibili solo grazie alla concessione e all’autorizzazione esclusiva di prestigiose fondazioni statunitensi, custodi dell’eredità artistica e spirituale di titani della danza del Novecento come George Balanchine, Stanton Welch AM e Gerald Arpino.

Nelle geometrie perfette dei corpi sul palco, il pubblico ha potuto leggere una poesia senza tempo. Quella stessa poesia che, nata dal silenzio del corpo, si fa spazio, si fa musica, e infine si fa eternità nel cuore di chi guarda.

Pino Attanasio press

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