Il Partito Animalista ha presentato Ricorso alla Corte Europea CEDU contro la Soglia di Sbarramento delle Elezioni Europee, onde ottenere il riconoscimento di un Seggio alle scorse Elezioni.

Campania Felix

22/06/2019

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(Anna Smimmo) – Il 20 giugno 2019, il Partito Animalista Italiano, tramite il suo presidente Avv. Cristiano Ceriello, ha presentato ricorso alla Corte Europea dei
Diritti dell’Uomo (CEDU) avverso la sentenza della Corte Costituzionale che a fine Dicembre 2018 dichiarò costituzionale la soglia di sbarramento per le Elezioni Europee in Italia. E’ solo il
primo passo ed il primo (quella alla CEDU) dei tre ricorsi che saranno
presentati a tre Organi giurisdizionali diversi, insieme a quello
amministrativo del TAR avverso la proclamazione degli eletti e quello
al Tribunale Ordinario per la nuova rimessione alla Corte
Costituzionale del caso, su nuovi motivi di illegittimità della legge.

“Quello di ieri, rileva l’Avv. Ceriello, è il nostro primo passo verso la contestazione della modifica di legge che nel febbraio 2009 introdusse lo sbarramento alla legge elettorale per le europee.
Seppure la sentenza n.ro 239 della Corte Costituzionale riguarda le
elezioni del 2014 e nasce su ricorso di altri partiti politici, riteniamo di avere interesse ad agire ed a ricorrere alla CEDU, perchè senza lo sbarramento del 4% il 26 maggio avremmo eletto uno dei 76 Eurodeputati”. Davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo,
difatti, si contesta la sentenza della Consulta per tre motivi
principali. Il primo riguarda la mancata deliberazione della Corte
Italiana sulla eccezione di introduzione della soglia di sbarramento pochi mesi prima delle Elezioni. Si ci fa forte proprio su una pronuncia della CEDU del 2012 in un caso analogo: Ecoglasnost /
Bulgaria. Le Convenzioni europee difatti dispongono agli Stati Membri
di non modificare la legge elettorale un anno prima delle Elezioni,
anche il Protocollo ONU dispone il divieto di modificare le leggi
elettorali sei mesi prima delle elezioni. La Modifica alla Legge del
1979, di cui si contesta quindi la legittimità, fù introdotta nel 2009
a meno di 4 mesi dalla elezioni europee, violando quindi l’art. 3 del Protocollo I della Convenzione. Ancora, il Partito Animalista Italiano contesta come la Corte Costituzionale ha ritenuto legittima la soglia di sbarramento perchè il Trattato di Lisbona avrebbe modificato la
struttura del Parlamento Europeo più simile ad un Parlamento
Nazionale, per cui sarebbe ammissibile con lo sbarramento il tentativo
di evitare troppa frammentazione. L’Ufficio legale del Partito Animalista contesta l’errata applicazione della legge (violazione quindi della Convezione agli art. 6 e 7), in quanto al febbraio 2009
(introduzione dello sbarramento) non era in vigore il Trattato di Lisbona (entrato in forza solo alla ratifica di tutti gli Stati Membri, nel Dicembre 2009), bensì il precedente Trattato di Nizza.
Ancora poi, come terzo motivo, il Partito contesta la violazione degli
articoli 39, 40 e 41 della Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione
Europea: difatti l’obbligo di introduzione della soglia di sbarramento, per la decisione del Consiglio UE/Euratom n. 2018/994 del 13 luglio 2018, sarà in vigore solo a partire della Elezioni Europee del 2024. Quindi l’introduzione di una soglia di sbarramento solo in
alcuni degli Stati Membri, e non in tutti prima del 2024, è in contrasto con i principi di eguaglianza del voto e di pari opportunità per i partiti politici con il principio di uguaglianza del voto il
quale, in pratica, esige come il voto di ogni elettore abbia la stessa
influenza sulla composizione dell’organo elettivo. Si evidenzia ad
esempio come in Germania (dove tra gli altri la Corte Costituzionale
Tedesca ha dichiarato per ben 2 volte incostituzionale la soglia di
sbarramento alle elezioni europee) ben 3 Partiti tra lo 0.6% e 0.7%
(in pratica le percentuali del Partito Animalista) hanno eletto ognuno
dei tre un Eurodeputato.

E’ solo il primo passo, perchè entro l’inizio di Luglio il Partito
presenterà il ricorso amministrativo al TAR sulla proclamazione degli
eletti a mezzo riparto effettuato con la soglia di sbarramento, oltre
che continuare con una successiva proposizione di ricorso incidentale
al Tribunale Civile, con la stessa procedura che poi ha portato alla
dichiarazione di incostituzionalità del cosiddetto Porcellum prima, e
poi dell’Italicum.

“Più studiamo il caso, afferma l’Avv. Ceriello, e più ci accorgiamo
delle fondatezza delle nostre ragioni e della bontà delle nostre
motivazioni anche in base ai trattati internazionali in vigore.
Speriamo solo in tempi brevi da parte della CEDU e soprattutto dei
Tribunali Italiani. Purtroppo spesso non è così. Ma dobbiamo essere
fiduciosi, pure perchè sono in gioco principi fondamentali del nostro
Stato di Diritto quale l’uguaglianza dei cittadini e del voto, nonchè
il diritto di rappresentatività del più organo democratico al mondo,
quale il Parlamento Europeo”.

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