Valerio Giuseppe Mandile
Riconoscimenti speciali a professionisti di eccellenza che si sono distinti per il contributo in campo sociale, nell’ambito dei propri settori in particolare nella lotta alla depressione, sono stati consegnati nel corso di una riuscita cerimonia nella Sala Stampa della Camera dei Deputati, a Roma. Tra essi, una maggioranza di eccellenti della Campania.
L’evento significativo e d’indubbio spessore, si è svolto nell’ambito della
conferenza stampa di “Un Pensiero per Fiorella Fabiola”, convegno a sostegno delle vittime di depressione, ideato e diretto dalla conduttrice TV campana Magda Mancuso, che giunge alla sesta edizione.
I riconoscimenti sono stati consegnati ai relatori del convegno, tutti di spicco e di chiara fama: oltre alla Mancuso, prof. Rosalia Ciorciaro docente universitaria e specialista in Nutrizione, esperta in Fitoterapia ed Idrologia alimentare; Giò Di Sarno, direttrice artistica di “Salotto Tevere” e giornalista; dott.ssa Teresa Lucianelli giornalista professionista, comunicatrice, fondatrice di “InsiemeperilTerritorio” e della sua Squadra di eccellenza impegnata attivamente nel sociale, dedita alla cultura della solidarietà; dott.ssa Manuela Morra, psicologa, sessuologa e psicoterapeuta; prof. Pietro Prevete, presidente Commissione regionale Psichiatria, massimo dirigente psichiatra e psicoterapeuta, responsabile Servizio antistalking ASL NA Centro; Massimo Sparnelli, giornalista, portavoce della Fondazione Ripacandida e Ginestra; prof. Antonio Vitale, docente universitario, dirigente medico Ortopedia e Traumatologia, giornalista, pittore, fotografo, maestro di karate, pianoforte e chitarra. Tributi anche agli imprenditori Domenico Contessa, patron di Villa Domi e Fabio Palazzi, nel luxury word, tra i sostenitori di “Un pensiero per Fiorella Fabiola”, dalla prima edizione; a Noemi Gherrero, attrice e conduttrice ed alla cantante Teresa Moccia.
Un ringraziamento speciale è andato all’on. Pino Bicchielli per la disponibilità e la fondamentale ospitalità ed alla sua Segreteria; alla Fondazione Ripacandida e Ginestra presieduta dall’ingegnere, poeta e scrittore Francesco Terrone, per l’importante contributo in campo sociale, ed in particolare nella lotta alla depressione.
Nell’occasione, Magda Mancuso ha presentato il suo breve racconto “Fiorella Fabiola: la mia dimensione”, in cui parla del meraviglioso quanto delicato rapporto con la sorella gemella, scomparsa nove anni fa, in seguito ad una grave forma di depressione.
Motivazione dei tributi: il comprovato e costante impegno sociale dimostrato da anni in maniera particolarmente attiva e continuativa, a favore del Prossimo più fragile, con specifico riferimento a coloro che dedicano le proprie competenze ed energie a sostegno dei tanti soggetti colpiti da depressione. Parliamo di un male subdolo in costante aumento anche in Italia e quindi di una delicata tematica che esige urgentemente attenzione continuativa e sinergia d’interventi mirati immediati.
I relatori si sono confrontati sulla delicata e più che mai attuale tematica, che sta estendendosi, fino a toccare ormai quasi tutte le famiglie.
È emerso infatti che la depressione entra nella vita di ogni individuo, in maniera più o meno importante. Questo male subdolo tocca prima o poi, tutti, in maniera differente. Probabilmente ognuno di noi vive, o ha vissuto, o vivrà una forma di depressione. Tutti sono destinati ad avere una persona cara colpita.
Il ruolo degli specialisti e della società deve essere di adeguato supporto, ciascuno nelle proprie competenze e possibilità, per attuare e favorire un recupero tempestivo del soggetto colpito: è quanto hanno convenuto unanimemente i relatori.
Si sono poi dati appuntamento per gli approfondimenti degli argomenti introdotti nel corso della presentazione, al convegno “Un pensiero per Fiorella Fabiola” in programma nella Capitale, dopo le cinque edizioni precedenti organizzate in Campania, che hanno registrato un grande riscontro di pubblico e di critica.
Dopo l’introduzione curata da Giò Di Sarno, che ha precisato quanto sia importante promuovere iniziative di tale spessore ed impegno a favore della comunità e della parte più fragile, Magda Mancuso ha ricordato che nei casi più gravi, questa patologia porta a “sentirsi inadeguati in questo mondo, a cercare altrove la propria dimensione dove stare finalmente bene”, fino ad essere certo di trovarla oltre la propria esistenza terrena. Si è collegata con una serie di interrssanti e significativi esempi che dal particolare di una vicenda si allargano ad un fenomeno sempre più preoccupante che si sta allargando a macchia d’olio pure nel nostro Paese, all’ultimo scritto lasciato a lei da Fiorella Fabiola per rassicurarla, raccomandando di non piangere, perché dove stava per andare, avrebbe incontrato la serenità a lungo desiderata, soluzione definitiva alla propria sofferenza, ormai diventata insopportabile.
Da Pietro Prevete è stata evidenziata l’importanza di mettere insieme delle energie finalizzate ad un intervento efficace di recupero. L’ottimo specialista si è collegato, riguardo alle difficoltà a potersi adattare alle sofferenze del mondo (tipico di tutte le forme di depressione), alle esperienze documentate nella civiltà dell’antico Egitto – in un dialogo straziante quanto attuale, tra un egiziano e la sua anima – e nell’arte giapponese del ripristino dei vasi rotti, tramite l’uso di materiali preziosi per rendere l’anima più degna. Ancora, l’esempio in natura dell’ostrica che riesce a produrre dalla sofferenza generata da un granello di sabbia che si è introdotto al suo interno, una preziosa perla.
Teresa Lucianelli, che ha curato anche l’Ufficio Stampa della conferenza con cerimonia di vondenms dei riconoscimenti e del convegno, si è espressa sulla capacità di grande arricchimento interiore e di rinascita, positiva per l’individuo e la società, generate dalla sofferenza quando non evolve in autodistruzione. Si è soffermata sulla decisione di abbandonare la vita, dopo essersi allontanati dal mondo, scegliendo il suicidio come soluzione finale. La professionista ha evidenziato, in un appello ai colleghi giornalisti ed in generale ai comunicatori, il ruolo fondamentale dei media (oltre a quello della societa troppo spesso distratta o passiva spettatrice) per giungere ai soggetti depressi e stimolarli a chiedere aiuto, invece di rifiutarlo come purtroppo accade in molti casi con conseguenze gravi, quali il peggioramento fino all’abbandono della vita. Impegnarsi, in stretta collaborazione con gli specialisti, nella divulgazione corretta, puntuale, chiara e fruibile, di info, riferimenti ed aggiornamenti sulle cure più efficaci in campo psicologico e psichiatrico, e metodiche preventive, può migliorare la qualità della vita di tanti e salvare vite umane.
Manuela Morra ha precisato che, al di là delle pratiche da manuale, è importante puntare sulla disponibilità, soffermarsi ad ascoltare la sofferenza che si manifesta partendo dalla tristezza che ne è uno dei motori, come la malinconia ed il dolore, fenomeni che non vanno zittiti con i farmaci. C’è dunque bisogno di attenzione, tempo da dedicare a chi ne ha necessità, in una società in cui tutti corriamo e non è più possibile entrare nelle emozioni. Ha affrontato la problematica dal punto di vista “umano”, a prescindere dalla definizione di una diagnosi da parte degli “addetti ai lavori”, necessaria per procedere attraverso un intervento mirato.
Rosalia Ciorciaro ha affrontato il fenomeno dell’assorbimento dei nutrienti, che avviene a livello intestinale, riguardo alla nutrizione e prevenzione delle patologie che interessano la sfera psichica, compresa la depressione. Il cervello è in relazione con l’intestino, formando un asse in cui la comunicazione avviene tramite nervo vago, sistema immunitario ed endocrino. Il dialogo biochimico, mediato dal cibo è costante e continuo. Un ruolo fondamentale in questo binomio, è rivestito dal microbiota, insieme di tutti i microrganismi che popolano il nostro intestino.
Antonio Vitale ha citato la propria esperienza personale ed a contatto con pazienti ed allievi, riguardo agli effetti benefici del praticare le arti e lo sport, per superare lutti e delusioni, combattere tristezza, solitudine e la stessa depressione
- che sono in agguato nell’esistenza in ognuno – possono trasformare chiunque in un soggetto fragile psicologicamente.
Per sconfiggerle, devono essere combattute concentrando energie positive in un tutt’uno, sinergicamente da più fronti contemporaneamente e soprattutto tempestivamente.
