Carceri, sopralluogo alla Casa Circondariale di Treviso “Santa Bona”: “Bisogna aver visto”
Si è svolta venerdì 31 luglio la visita ispettiva alla Casa Circondariale di Treviso “Santa Bona” nell’ambito di “Bisogna aver visto”, l’iniziativa nazionale del Partito Democratico che dal 2024 porta parlamentari e amministratori locali a visitare gli istituti penitenziari italiani per accendere l’attenzione sulle condizioni di detenzione e di lavoro nelle carceri, promossa a livello nazionale dalla responsabile Giustizia del PD, Debora Serracchiani.
Alla delegazione hanno preso parte la deputata Rachele Scarpa, il consigliere regionale del Veneto e capogruppo PD in Consiglio regionale Giovanni Manildo e il consigliere regionale del Veneto Paolo Galeano. Durante il sopralluogo sono stati incontrati il personale di Polizia Penitenziaria, l’area educativa e quella sanitaria dell’istituto.
Dal sopralluogo emerge una fotografia di forte sovraffollamento: a fronte di una capienza regolamentare di 132 posti (soglia di tollerabilità individuata dalla Direzione in circa 182), l’istituto ospita attualmente 224 detenuti, con un tasso di affollamento che sfiora il 170%. Si registra inoltre una carenza di organico, con 103 unità in servizio a fronte delle 132 previste. Non mancano alcuni segnali positivi, tra cui il dimezzamento degli eventi critici nell’ultimo anno e l’avvio di una policy di riduzione dell’uso di psicofarmaci ad alta dipendenza, oltre alle attività trattamentali promosse con la cooperativa “Alternativa” e il mondo del volontariato.
Nel corso del sopralluogo in carcere è stato raccolto anche un sollecito specifico: la necessità di integrare stabilmente la figura dell’Educatore Professionale all’interno dell’équipe sanitaria multidisciplinare dell’istituto, che oggi si compone delle sole figure di medico, psichiatra e psicologo. I consiglieri regionali Giovanni Manildo e Paolo Galeano si sono impegnati a portare la richiesta all’attenzione dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, chiedendo che se ne faccia carico nell’ambito della programmazione della sanità penitenziaria.
«Bisogna aver visto per raccontare la verità delle nostre carceri. A Treviso abbiamo toccato con mano un sovraffollamento che sfiora il 170% e una carenza di organico che pesa ogni giorno su chi lavora nell’istituto. Continuerò a portare questi dati in Parlamento, perché il sovraffollamento non è un’astrazione statistica ma una condizione che compromette la dignità delle persone detenute e la sicurezza di chi ci lavora.» Rachele Scarpa, deputata PD
«I numeri di oggi restano impressionanti. Il sovraffollamento e la carenza di personale non sono un problema locale, ma la conseguenza di scelte politiche nazionali che vanno cambiate. Come Regione dobbiamo continuare a fare la nostra parte per sostenere il lavoro del territorio e chiedere al Governo risposte concrete.» Giovanni Manildo, consigliere regionale del Veneto e capogruppo PD in Consiglio regionale
«Quello che abbiamo visto oggi conferma l’urgenza di intervenire. Dietro ogni percentuale di sovraffollamento ci sono persone, agenti e operatori che ogni giorno tengono in piedi un sistema sotto pressione. Raccogliamo anche il sollecito emerso durante il sopralluogo sull’integrazione dell’Educatore Professionale nell’équipe sanitaria: come consiglieri regionali ci faremo parte attiva chiedendo all’Ulss 2 Marca Trevigiana di farsene carico.» Paolo Galeano, consigliere regionale del Veneto
La delegazione ha voluto ringraziare il personale della Casa Circondariale di Treviso (dalla Direzione alla Polizia Penitenziaria, dall’area educativa a quella sanitaria) per la disponibilità dimostrata durante la visita e per l’impegno quotidiano in condizioni di lavoro particolarmente difficili.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche a Lorenzo Gazzola, Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, per il lavoro prezioso e costante di ascolto dei detenuti, monitoraggio delle condizioni all’interno dell’istituto e raccordo con le realtà del territorio. Un impegno che, come emerso anche nella recente audizione in Quarta Commissione del Consiglio regionale, ha permesso di mantenere alta l’attenzione su criticità concrete come il sovraffollamento, la carenza di personale nell’area educativa e la necessità di rafforzare le opportunità di lavoro, formazione e reinserimento. Il suo è un presidio importante per fare in modo che ciò che accade dentro il carcere non rimanga invisibile fuori dalle sue mura.