Carceri, sopralluogo alla Casa Circondariale di Belluno “Badenich”: “Bisogna aver visto”
Si è svolta venerdì 31 luglio la visita ispettiva alla Casa Circondariale di Belluno “Baldenich” nell’ambito di “Bisogna aver visto”, l’iniziativa nazionale del Partito Democratico che dal 2024 porta parlamentari e amministratori locali a visitare gli istituti penitenziari italiani per accendere l’attenzione sulle condizioni di detenzione e di lavoro nelle carceri, promossa a livello nazionale dal dipartimento Giustizia del Partito Democratico.
Alla delegazione hanno preso parte la deputata Rachele Scarpa e il consigliere regionale del Veneto Alessandro Del Bianco, segretario provinciale del PD di Belluno. Durante il sopralluogo sono stati incontrati il personale di Polizia Penitenziaria, l’area educativa e quella sanitaria dell’istituto.
La struttura, aperta nel 1933, presenta una capienza regolamentare di 86 posti e un tasso di sovraffollamento che varia molto da sezione a sezione: dal 57% dell’area riservata alle persone transgender fino al 157% del reparto comuni in regime ordinario, passando per il 150% del trattamento intensificato e il 137% dei detenuti protetti. Anche l’organico di Polizia Penitenziaria risulta sotto le previsioni, con una forza realmente operativa di circa 68 unità sulle 94 previste. Si segnalano inoltre criticità strutturali, tra cui un impianto idrico datato in fase di ristrutturazione e lavori attesi da tempo per mancanza di fondi, e la carenza di un sistema di videosorveglianza in alcune aree dell’istituto.
«Bisogna aver visto per raccontare la verità delle nostre carceri. Baldenich è un istituto storico, gestito con dedizione dal personale, ma che sconta anni di interventi strutturali rimandati e una carenza di organico che si somma al sovraffollamento in alcune sezioni. Continuerò a seguire da vicino la situazione di questo istituto e a sollecitare in Parlamento le risposte che la comunità bellunese aspetta.»dichiara Rachele Scarpa
«Conosco da tempo le difficoltà della Casa Circondariale di Belluno. Servono risposte concrete sui lavori di ristrutturazione fermi da mesi per mancanza di fondi e sul rafforzamento dell’organico. Lo stato delle grandi criticità della struttura di Belluno era emersa anche dalle recenti audizioni fatte nella competente commissione del Consiglio regionale. Mi ha colpito particolarmente anche lo stato in cui gli agenti della polizia penitenziaria sono “costretti” a vivere, in una caserma adiacente al carcere che non si distingue di molto dalle celle. Anche la qualità del lavoro delle persone è un elemento fondamentale. Penso sia da impegnarsi anche per una maggiore integrazione tra la vita degli agenti e la città. Margini, sia in termini abitativi che ricreativi, ce ne sono. Bisogna però lavorare seriamente in questa direzione ” continua Alessandro Del Bianco.
La delegazione ha voluto ringraziare il personale della Casa Circondariale di Belluno (dalla Direzione alla Polizia Penitenziaria, dall’area educativa a quella sanitaria ) per la disponibilità dimostrata durante la visita e per l’impegno quotidiano in condizioni di lavoro particolarmente difficili. Un ringraziamento è stato rivolto anche al Garante comunale dei diritti dei detenuti di Belluno, Raffaele Riposi, per il lavoro di monitoraggio e di tutela svolto costantemente all’interno dell’istituto.