CELLOLE- L’avv. D’Onofrio: “lottare per un mare pulito, per amore della nostra Terra”.

Campania Felix

15/06/2019

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CELLOLE-(Anna Smimmo) – La gestione dei depuratori di Acqualatina ritorna nella nostra pagina per fare chiarezza. É tornata nei giorni scorsi sul banco degli imputati dopo la presenza di schiuma nel mare del Golfo di Gaeta. Il neo amministratore delegato Marco Lombardi ha dichiarato nei giorni passati (su temporale.info) come i depuratori dell’Ente gestore siano finanziati e le acque sono totalmente depurate. Se c’è un presunto fenomeno di inquinamento le ricerche vanno individuate altrove. “Il corretto funzionamento dei depuratori é confermato dal report Goletta Verde 2018 di Legambiente, che ha evidenziato come tutte le zone siano coperte dagli impianti Acqualatina godano di un’ottima qualità del mare. Le cause dei fenomeni, dunque, vanno ricercate altrove, molto probabilmente in scarichi abusivi nei corsi d’acqua superficiali che sfociano in mare.”
A ricordarci della querela esposta in passato, esattamente il 6 agosto 2014, parla l’avv. Di Cellole Angelo D’onofrio il quale spiega:” in tale data con la protezione civile, il presidente Mattia Sorgente, abbiamo esposto querela contro i comuni di Gaeta, Formia e Minturno, ritenendolo responsabili dell’inquinamento delle acque marine del nostro litorale. Ne sono seguite indagini e si è addirittura aperto un procedimento penale a carico di Cima Ennio, in qualità di direttore tecnico della società Acqualatina Spa, a causa del mancato rispetto dell’obbligo contrattuale a riguardo della depurazione delle acque reflue urbane. Il procedimento penale, N. 4961/16 RGNR e N. 2762/17 RGGIP, avrà luogo al Tribunale di Cassino-Ufficio GIP- in camera di consiglio, il giorno 10 ottobre 2019″. “Inoltre- aggiunge D’onofrio- invito tutti a fare unione! Invito i Sindaci del comune di Cellole, avv. Cristina Compasso e il sindaco di Sessa Aurunca, avv. Silvio Sasso, insieme alle associazioni dei consumatori, quelle ambientaliste, il Consorzio dei Balneari, operatori turistici, l’Osservatorio per l’inquinamento Marino, tutte le altre associazioni che lavorano per il bene e che ha a cuore il nostro territorio, la nostra Terra, a sostenere gli interessi della collettività in tale procedimento. Questo potrebbe essere un modo serio e concreto per risolvere la problematica”.

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