“Conferenza sullo spreco alimentare” in Vaticano.

Campania Felix

11/11/2019

611 visualizzazioni

ROMA- (Anna Smimmo)- La Pontificia Accademia delle Scienze convoca esperti da tutto il mondo per riflettere sulle soluzioni e questioni contro lo spreco del cibo e delle risorse agroalimentari. Il tweet del Papa che accompagna i lavori: “Dobbiamo mettere fine alla cultura dello scarto, noi che preghiamo il Signore di darci il pane quotidiano”.

Questi sono i temi al centro della Conferenza sulla riduzione dello spreco alimentare, promossa dalla Pontificia Accademia delle Scienze, che si svolge oggi e domani, 11-12 novembre 2019, in Vaticano presso la Casina Pio IV. Con questo evento la Santa Sede intente rimarcare che lo spreco e la perdita di cibo sono una questione morale ma anche fenomeni dannosi per il pianeta, a causa delle emissioni di gas serra e dello spreco dell’acqua e dei terreni utilizzati per produrre questi alimenti, che si riflettono soprattutto sulle popolazioni più povere il cui lavoro viene dissipato e i cui mezzi di sostentamento vengono compromessi.

Uno degli obiettivi dell’Accademia è quello di promuovere il progresso di soluzioni scientifiche, raggiungere comunità diverse ampliando l’alleanza necessaria per affrontare la sfida di perdita e spreco di cibo e fornire raccomandazioni per un’espansione della sicurezza alimentare globale.

Papa Francesco ha sempre mostrato una particolare sensibilità riguardo a questa sfida e oggi tornato su questo tema con un tweet:

Dobbiamo mettere fine alla cultura dello scarto, noi che preghiamo il Signore di darci il pane quotidiano. Lo spreco alimentare contribuisce alla fame e ai cambiamenti climatici.

L’Accademia delle Scienze vuole trovare soluzioni, davanti alla situazione denunciata proprio dalla stessa Accademia e poi dal Papa, con la Laudato si’, della crisi globale, del riscaldamento globale. La produzione di questi elementi influisce anche nel problema del cambiamento globale e del riscaldamento globale e della migrazione della gente perché se la gente non ha da mangiare migra. Quindi è tutto in relazione. Così come l’Accademia ha denunciato con un nuovo imperativo morale il problema del clima e il problema di nuove forme di schiavitù, adesso vuole fare luce sul problema dell’alimentazione.

Questo discorso rientra nella cultura dello scarto che viene da sempre denunciata da Papa Francesco. Lo scarto è anche lo scarto alimentare, il cibo che viene gettato, che viene lasciato deperire. C’è una cultura dello scarto che viene indicata dal Papa, sempre, ma specialmente nell’enciclica Laudato si’, che consiste nel non avere sufficiente consapevolezza dell’importanza degli alimenti e su quanto influisce sul bene dell’altro che non può mangiare proiettando anche sul problema del clima. Oggi ci sono soluzioni, noi non solo vogliamo essere più consapevoli del problema ma anche offrire delle soluzioni. Come ci sono soluzioni al problema del clima con le energie rinnovabili, anche per il tema dell’alimentazione ci sono soluzioni, oggi più che mai, soprattutto per la conservazione dell’acqua, la distribuzione giusta dell’acqua e altre forme che realmente possono evitare questo, sia lo spreco sia la perdita (il deterioramento) degli alimenti.

La catena dello spreco, la catena della produzione e distribuzione di alimenti è piuttosto lunga. Tutto questo c’è perché c’è un’accentuazione dell’interesse economico, del guadagno che è quello che osserva il Papa perché se mettono una data di scadenza dell’alimento che si può consumare fino a tal giorno, quando invece si può consumare anche per più tempo, lo fanno semplicemente per poterne vendere altri. Così, per semplificare le cose molte volte si complicano e lo spreco aumenta. Perfino nel ristorante, perfino dentro le famiglie. Quindi, oggi dobbiamo essere coscienti del problema del clima – il Papa parla di sobrietà del modo di vivere e nel modo di utilizzare l’energia – allo stesso modo dobbiamo avere la stessa sobrietà e la stessa coscienza nel modo di utilizzare questa energia fondamentale che è l’alimento.

Comments

comments

Condivi il post su: