
Dai banchi del cinema al palcoscenico: Sergio Rubini porta al Campania Teatro Festival la rivoluzione dei De Filippo
Dopo il successo della pellicola del 2021, il regista firma un adattamento teatrale che debutta al Mercadante di Napoli prima della tournée nazionale.
La ferita che si trasforma in arte, il destino riscritto con il coraggio del talento. A pochi anni dal successo sul grande schermo, la straordinaria epopea dei fratelli De Filippo torna a vivere nel suo habitat naturale, il teatro. Sergio Rubini firma la regia di “I Fratelli De Filippo”, una coproduzione targata Campania Teatro Festival che ha debuttato sul prestigioso palco del Teatro Mercadante di Napoli, prima di intraprendere una tournée nazionale che da novembre a gennaio toccherà le principali città italiane.
Una storia di rivalsa contro un destino già scritto, infatti al centro dell’opera non c’è solo la genesi di una delle dinastie artistiche più importanti del Novecento, ma un profondo messaggio di riscatto sociale. Eduardo, Peppino e Titina, figli non riconosciuti del “re” del palcoscenico Eduardo Scarpetta, sono riusciti a tracciare una strada propria, trasformando la complessa e chiacchierata rete familiare in un’avventura rivoluzionaria.
“Racconto questa storia con la speranza che possa ancora accadere”, spiega il regista Sergio Rubini. “Una storia di rivalsa di chi riesce a tracciare un destino diverso da quello che gli è stato assegnato”.
Il meta teatro, la magia delle quinte, la trasposizione scenica giocano costantemente sul confine tra realtà e finzione. Con una scenografia dominata da un fondale oscuro disordinato e continui andirivieni tra le quinte e cambi di scena a vista, lo spettacolo svela allo spettatore la “realtà del teatro”.
Rubini non si limita alla regia, ma sale sul palco nel triplice ruolo di narratore (da un balconcino che evoca immediatamente le atmosfere di Questi fantasmi), di Scarpetta, di notaio e di impresario. Al suo fianco spicca un cast di altissimo livello:

Susy Del Giudice, irreprensibile ed intensa nell’interpretare la madre Luisa De Filippo.
Marianna Fontana, versatile nel destreggiarsi in più ruoli.

I bravi FRANCESCO DEL GAUDIO, ANTONIO OREFICE, ANGELA ROSA D’AURIA, SIMONE BORRELLI, EMANUELA SACCARDI
Un tributo vibrante a quel teatro che, come amava ripetere lo stesso Eduardo, ha il compito di uscire in strada e “rubare la vita”. Un debutto applauditissimo che conferma la forza senza tempo di questa storia.
L’ombra di Scarpetta e le origini, Eduardo, Titina e Peppino crescono in una situazione familiare complessa. Sono i figli non riconosciuti del celebre attore e drammaturgo Eduardo Scarpetta, che si fa chiamare “zio” e li discrimina rispetto ai figli legittimi, relegandoli a ruoli marginali a teatro ed escludendoli infine dall’eredità. Questa dolorosa emarginazione diventa però per loro la spinta per studiare, migliorarsi e cercare il riscatto.
La nascita del trio e il grande successo nel 1931, uniti dal legame familiare e guidati dalla madre Luisa, i tre fratelli fondano la Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo. Il successo è straordinario e dura fino al 1944: il trio rivoluziona il teatro italiano, superando la classica farsa napoletana per proporre spettacoli più realistici e specchio della vita quotidiana del tempo. Con il loro trionfo, il nome “De Filippo” arriva a oscurare quello di Scarpetta.
Le tensioni interne e la separazione nonostante il grande successo, dietro le quinte ci sono forti tensioni dovute a caratteri opposti e vecchie ferite, che la madre Luisa riesce a mediare. La ditta resiste unita anche alle privazioni della Seconda Guerra Mondiale, ma alla fine del conflitto la scomparsa della madre rompe l’equilibrio. Nel 1945, i tre fratelli decidono di dividersi per sempre, lasciando però un’impronta indelebile e rivoluzionaria nella cultura e nel teatro italiano.

Le musiche del Premio Oscar Nicola Piovani, capaci di amplificare la magia e l’emozione della messa in scena.
La storia portata in scena è tratta dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso
DI CARLA CAVALLUZZI, ANGELO PASQUINI e SERGIO RUBINI COSTUMI MAURIZIO MILLENOTTI SCENE ROBERTO CREA LUCI MARCO MACRINI
PINO ATTANASIO

