Diego Moreno: Il ponte musicale che unisce Italia e Argentina in trent’anni di successi.

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PINO ATTANASIO press

Esistono artisti capaci di annullare le distanze geografiche e temporali attraverso le note, trasformando la propria storia personale in un patrimonio culturale condiviso. È il caso di Diego Lemmi Moreno, compositore, cantante e chitarrista italo-argentino che da oltre trent’anni rappresenta un vero e proprio “ponte” culturale tra due mondi.

Nato a Mar del Plata ma con radici profondamente italiane  divise tra Villa Collemandina in Toscana e Trani in Puglia , Moreno ha saputo fondere l’anima e la passionalità del Sud America con la grande tradizione melodica dello Stivale.

Un genere unico: L’evoluzione del Tango e la contaminazione italo-latina

Per comprendere la figura di Diego Moreno è necessario esplorare il genere musicale che ha ridefinito lungo la sua carriera. Il fulcro della sua ricerca è il tango, una musica che nell’immaginario collettivo rappresenta l’Argentina, ma che nella sua stessa genesi respira un’altissima percentuale di italianità, portata oltreoceano dai flussi migratori del secolo scorso.

Moreno non si limita a eseguire il tango tradizionale; lo scompone, lo arricchisce e lo contamina. Il suo stile si muove su tre direttrici principali:

Il Tango-Pop e il Latino Alternativo: Capace di scalare le classifiche pop europee (come il successo da 100mila copie di Ritmo Loco e i premi a Miami), Moreno infonde dinamismo e ritmo contemporaneo alle strutture classiche latine.

La Canzone d’Autore e la Melodia Italiana: Il lungo sodalizio con Fred Bongusto e la collaborazione al progetto Poeta Massimo (con Enzo Decaro e le poesie di Massimo Troisi) dimostrano una sensibilità straordinaria per la canzone melodica e teatrale.

Il “TangoScugnizzo”: Una vera e propria intuizione stilistica in cui la passionalità del tango argentino incontra la visceralità della canzone napoletana. Questo connubio ha ridefinito la world music italo-latina, valendogli prestigiosi riconoscimenti come il Premio Masaniello e il Premio Penisola Sorrentina.

Dalle origini ai grandi successi internazionali

La carriera di Moreno comincia nei primi anni novanta come leader dei TAWA, per poi svoltare nel 2001 con il percorso solista. Il debutto con l’EP Diego Moreno – La Vida es un Carnaval riceve subito il plauso della critica internazionale a Miami.

La sua produzione artistica spazia costantemente tra musica e divulgazione culturale. Nel 2005 pubblica La voce del Tango – Il mio Don Carlos Gardel, un progetto letterario e musicale che omaggia il mito del tango e che lo porta fino alla prestigiosa Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara. Pochi anni dopo, la sua personale e trascinante versione in spagnolo di Bella Ciao (Bella Chao) diventa un fenomeno globale, superando oggi i 60 milioni di visualizzazioni su YouTube.

Nel corso degli anni, Moreno collabora con le più grandi firme della musica italiana: da Peppino Di Capri a Fabio Concato, da Enzo Gragnaniello a Paolo Fresu, fino a calcare i palchi teatrali interpretando l’opera di Astor Piazzolla Maria De Buenos Aires al fianco di Michele Placido.

Il legame con le radici e i nuovi progetti: Verso il DocuFilm

Il valore antropologico e artistico di Diego Moreno è stato riconosciuto ufficialmente nel 2023 a Lucca, dove ha ricevuto la “Medaglia d’Oro” come “Lucchese nel Mondo” e la “Cittadinanza Affettiva” da Villa Collemandina, il comune toscano da cui, più di 130 anni fa, i suoi avi partirono alla volta dell’Argentina. Un cerchio che si chiude e che trova riscontro nei dieci sold out registrati al Teatro Colón della sua città natale, Mar del Plata, dove Moreno porta regolarmente un repertorio intriso di italianità.

Attualmente l’artista è impegnato nella pre-produzione di un ambizioso DocuFilm, anticipato dai singoli Dieguito Tango, Era de Maggio e Azzurro Corazón (quest’ultimo dedicato a Napoli e prodotto a Buenos Aires, con la partecipazione dei ragazzi del Liceo Musicale “Melissa Bassi” di Scampia).

L’opera cinematografica e musicale si propone di plasmare visivamente e sonoramente i punti di contatto storici tra Italia e Argentina. Un progetto che conferma Diego Moreno non solo come un eclettico interprete internazionale, ma come il simbolo vivente di una cultura transatlantica che accorcia le distanze.