Festa di Piedigrotta” domani atteso spettacolo al Trianon

A venti anni dall’intitolazione del teatro, la ripresa dell’opera di Viviani corale per eccellenza.

Teresa Lucianelli

Napoli. Con la regia di Nello Mascia e le elaborazioni musicali di Eugenio Bennato, il prologo della stagione del neodirettore artistico Pierpaolo Sepe, al Trianon dove viene ripresentata proprio nel rituale 8 settembre (ore 21) “Festa di Piedigrotta” di Raffaele Viviani.
Una presenza costante nella storica sala della gente di Forcella particolarmente affezionato a questo lavoro, nato nel 1919 con l’obiettivo perfettamente raggiunto di raccontare le ferite e l’urgenza di vivere di un popolo uscito da una guerra tremenda, devastante, indimenticabile.
Attesissimo, va in scena per la regia di Nello Mascia; le elaborazioni musicali sono di Eugenio Bennato: prologo del cartellone 2026-2027 a firma del neodirettore artistico Pierpaolo Sepe.

Mascia propone Festa di Piedigrotta come intenso viaggio nella memoria, adoperando la metafora della festa, una festa amata nella quale il popolo è inquadrato nella cruda realtà quale vittima e carnefice insieme. Ciascun personaggio “infligge e subisce le ferite di un sistema altalenante tra ragione e follia”, quella follia liberatoria che assurge con l’impegno del regista ad “elemento universale e atemporale della condizione umana”, alla maniera di come è affrontato nelle Baccanti da Euripide: tale parallelismo con la tragedia greca, ha ispirato Raffaele Di Florio nel realizzare uno “spazio scenico dinamico” essenziale, in cui l’attore assume una centralità inedita, mentre a riempire il vuoto delle scene, sono le musiche di Viviani rielaborate da Bennato, ricreando il clima trasgressivo e anarchico della festa, in cui spicca l’”urlo diverso di una Napoli contemporanea”, che diventato maggiormente potenti con partecipazione dei cantanti Ciccio Merolla e Pietra Montecorvino.
Va sottolineata la presenza di Oscar Di Maio, che rappresenta la quarta generazione di una delle maggiori famiglie teatrali partenopee; l’attore interpreta il ruolo di Mimì di Montemuro, un provinciale spaesato.

Dunque, la Fondazione teatrale sottolinea la particolare ricorrenza tramite una produzione propria della magnifica opera vivianea, esaltando l’attualità di una grande sagra popolare in due atti: vent’anni fa, infatti, la Regione Campania e l’allora Provincia di Napoli – divenuta poi Città metropolitana – acquistarono il Trianon e stabilirono pure di intitolarlo al famoso commediografo di Castellammare di Stabia.

Nella compagnia, ventotto artisti e, tra essi, alcuni interpretano più personaggi.
Con Mascia, Di Maio, Merolla e Montecorvino: Federica Aiello, Rossella Amato, Federica Avallone, Claudio Bellisario, Angela Bertamino, Roberto Caccioppoli, Ciro Capano, Stella Cerciello, Christian Chiummariello, Davide Chiummo, Viviana Curcio, Filomena Diodati, Vittoria Giuliano, Antonio Guerra, Sabrina Incoronato, Ernesto Lama, Giuseppe Lanciato, Francesco Luongo, Gino Monteleone, Alfredo Mundo, Gaia Patti, Antonio Pezone, Luca Saltarelli e Ivano Schiavi.
Grazie alla visione registica, viene realizzato un ponte tra l’umanità “ferita, monca e disorientata” del primo dopoguerra e le inquietudini dei nostri giorni, sul solco delle parole di papa Francesco che citava una “guerra mondiale a pezzi”.
Ambientata durante la tradizionale festa settembrina di Piedigrotta, questo intenso lavoro ne descrive abilmente gli eccessi incominciando dalla baldoria, la musica assordante, l’ammuina che favorisce circostanze pure agghiaccianti.
Due gli atti: il primo narra le vicende di diverse famiglie che partecipano alla festa nella villa Comunale, con gli scugnizzi che combinano guai, fidanzati infastiditi dal caos, cortei musicali che caratterizzano la notte, in una confusione generale che crea scompiglio. Nel secondo atto, la sfilata dei carri allegorici, un insieme di personaggi in cerca di riscatto, quali lavandaie e disoccupati, con le loro storie personali, in parte collegate.
Danze popolari e fuochi d’artificio nell’apoteosi.

Firma le coreografie Ettore Squillace; i costumi, Francesca Romana Scudiero; le luci, Gianluca Sacco; l’audio, Daniele Chessa.
La prima di “Festa di Piedigrotta” dunque domani sera, l’8 settembre. A seguire, spettacoli quotidiani fino al 13 settembre, sempre alle ore 21, fatta eccezione per la recita domenicale stabilita alle ore 18, in consueta pomeridiana.